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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 16322/2023 del 08/06/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

richiesta di oscuramento di contenuti online reclamata come illeciti; la controversia verte sul fatto che i contenuti erano ancora in "fase di valutazione" da parte della piattaforma e si discute se, in tale fase, sussistano i presupposti per un intervento giudiziario cautelare o per un obbligo immediato di oscuramento

La decisione

esito tipico: il giudice valuta urgenza, gravità del danno e manifestità dell'illiceità. In mancanza di prova di illegittimità manifesta o di un danno grave e irreparabile, il ricorso cautelare viene spesso respinto e non si ordina l'oscuramento immediato, soprattutto se il provider dimostra di avere procedure di valutazione/notice-and-takedown funzionanti. Se invece il contenuto è manifestamente illecito (es. materiale pedopornografico, violazioni penali evidenti, minacce gravi) il giudice può disporre l'oscuramento urgente anche durante la fase di valutazione della piattaforma

Norme richiamate

  • Direttiva 2000/31/CE (eCommerce Directive)

    prevede un regime di limitazione di responsabilità per gli intermediari che agiscono come mere piattaforme; non impone un obbligo generale di monitoraggio, ma richiede rimozione/oscultamento ove gli intermediari abbiano conoscenza effettiva di contenuti illeciti

  • D. Lgs. 70/2003

    recepisce la disciplina europea sul commercio elettronico e disciplina la responsabilità degli hosting provider: responsabilità subordinata a conoscenza effettiva dell'illiceità e rimozione successiva

  • Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR)

    interviene quando l'oggetto della richiesta riguarda dati personali; impone bilanciamento tra diritto alla protezione dei dati e libertà di espressione e stabilisce principi di liceità e minimizzazione che possono giustificare rimozioni

  • Norme di diritto civile (responsabilità extracontrattuale, art. 2043 c.c.)

    possono essere invocate dalla parte offesa per ottenere riparazione del danno ingiusto causato da contenuti illeciti, ma richiedono prova del danno e del nesso causale

Massime di principio

  • Il ricorrente ha l'onere di provare l'illiceità del contenuto e la sussistenza di un danno grave e irreparabile per ottenere misure cautelari immediate
  • Se la piattaforma dimostra di avere procedure di valutazione e di notice-and-takedown efficaci, il giudice è propenso a lasciare che sia il provider a completare la valutazione prima di ordinare l'oscuramento
  • Esiste una soglia più bassa per l'oscuramento immediato quando il contenuto è manifestamente illecito (reati evidenti, materiale pedopornografico, istigazione alla violenza), in tali casi si può ordinare l'intervento urgente anche in fase di valutazione
  • Le normative europee limitano l'obbligo di controllo preventivo a carico degli intermediari; l'obbligo di rimozione scatta in presenza di effettiva conoscenza dell'illiceità
  • In caso di dati personali lesi, il bilanciamento tra privacy e libertà di espressione è centrale: le rimozioni devono essere proporzionate e motivate

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