Cassazione Penale, Sentenza n. 15109/2025 del 16/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeNessuna decisione definitiva disponibile: la controversia è ancora "in fase di valutazione". Gli esiti possibili, a seconda degli accertamenti, includono (a) oscuramento totale o parziale del contenuto, (b) ordine di rimozione al provider o al motore di ricerca, (c) diniego della richiesta per mancata rilevanza o per prevalenza della libertà di espressione, (d) provvedimento cautelare temporaneo in caso di urgenza.
Esito
Favorevole al non definito
La controversia
Dalla frase fornita risulta che la questione riguarda una richiesta di oscuramento in corso di valutazione. Tipicamente il motivo per chiedere oscuramento può essere: diffusione di contenuti illeciti (diffamazione, violazione della privacy o del diritto d'autore), tutela della dignità o della sicurezza pubblica, o richiesta di esercizio del 'diritto all'oblio'. La fase di valutazione implica l'accertamento della liceità del contenuto, della sussistenza dei presupposti per un provvedimento cautelare e del bilanciamento tra diritto alla libertà di informazione e altri diritti fondamentali.
Norme richiamate
Costituzione della Repubblica Italiana - art. 21
Fondamento della libertà di espressione che va bilanciata con altri diritti; in fase di valutazione si valuta la compressione di questo diritto rispetto agli interessi protetti dall'oscuramento
Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) - art. 17 (Diritto alla cancellazione / right to be forgotten)
Se il motivo dell'oscuramento è la tutela dei dati personali, si valuta se ricorrono i presupposti per l'esercizio del diritto alla cancellazione o per limitazioni al trattamento che rendano necessario l'intervento
Decreto Legislativo 9 aprile 2003, n. 70 (recepimento Direttiva e-commerce)
Definisce responsabilità e obblighi degli intermediari (hosting providers, motori di ricerca) e le condizioni per interventi su contenuti terzi; in valutazione si considera se sussistono i presupposti per adottare misure verso gli intermediari
Massime di principio
- Verificare l'urgenza e la proporzionalità: l'oscuramento è misura gravosa e richiede prova evidente del danno o dell'illiceità; se non urgente, preferire rimozione diretta o procedimento ordinario
- Accertare la competenza e la procedura: determinare se il potere di ordinare l'oscuramento spetta all'autorità giudiziaria, all'autorità amministrativa (es. AGCOM) o al provider, e seguire la procedura prevista
- Documentare dettagliatamente il contenuto: fornire URL precisi, screenshot, log, elementi di responsabilità soggettiva e prova del danno per sostenere la richiesta
- Bilanciamento dei diritti: valutare il conflitto tra diritto alla reputazione/privacy e libertà di informazione; privilegiare misure mirate (oscuramento selettivo, geoblocking, rimozione indicizzazione) rispetto a blocchi ampi
- Considerare misure tecniche meno restrittive: richiesta di rettifica, avvisi, limitazione dell'accesso a parti specifiche del contenuto invece di oscuramento totale del sito
- Prevedere rimedi e tempi: informare le parti sui tempi, sulle possibilità di impugnazione e sulle misure cautelari interlocutorie; conservare prove per eventuali impugnative
- Coinvolgere gli intermediari: spesso è più efficace ottenere la collaborazione del provider o del motore di ricerca piuttosto che ordinare un blocco infrastrutturale complesso
- Valutare ambito territoriale e applicazione normativa: stabilire quale legge è applicabile (nazionale o straniera) e se il contenuto è ospitato/circola su infrastrutture estere che complicano l'esecuzione dell'oscuramento
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