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Sentenza

Sentenza n. 938/2026 - Catanzaro, Sezione 2

Giustizia amministrativa202501266

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. IISentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: silenzio-diniego serbato dal Comune di Guardavalle sull'istanza di accesso documentale del 18 giugno 2025

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietaria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente, proprietaria di un immobile interessato da una SCIA in sanatoria ai sensi degli artt. 34-ter e 36-bis del d.P.R. 380/2001, contestava il mancato riscontro del Comune a una seconda istanza di accesso documentale. L'istanza riguardava i rilievi aerofotogrammetrici dell'area, successivi al 1970 e anteriori al 1980, nonché tutti gli atti, documenti ed elaborati grafici della pratica edilizia relativa a una concessione del 1978 rilasciata alla proprietaria dell'immobile confinante, compreso l'atto che avrebbe autorizzato la costruzione "in aderenza" al fabbricato del dante causa della ricorrente. La documentazione era ritenuta necessaria per verificare e confutare la posizione del Comune, che aveva preannunciato il rigetto della sanatoria ritenendo l'immobile realizzato negli anni Ottanta-Novanta, mentre la ricorrente sosteneva che la menzione della costruzione "in aderenza" attestasse la preesistenza del proprio fabbricato anteriormente al 1977. Sono stati dedotti la violazione degli artt. 22, 24 e 97 Cost., del d.P.R. 184/2006 e varie figure di eccesso di potere, sostenendo la sussistenza di un interesse diretto, concreto e attuale e di una specifica esigenza difensiva.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso ex art. 116 c.p.a. e ha dichiarato illegittimo il silenzio serbato dal Comune. Ha ritenuto sussistente il nesso di strumentalità tra la documentazione richiesta e la posizione giuridica della ricorrente, poiché gli atti erano astrattamente pertinenti alla difesa nella procedura di sanatoria, il cui punto controverso era l'epoca di realizzazione dell'immobile. L'istanza non è stata considerata esplorativa: riguardava atti specifici, riferiti a una determinata pratica edilizia, senza imporre all'amministrazione un'attività di elaborazione dei dati o oneri istruttori irragionevoli. Il giudice ha precisato che, nell'accesso difensivo, la pertinenza della documentazione deve essere valutata in astratto, senza anticipare il giudizio sulla fondatezza, ammissibilità o concreta utilità dell'eventuale pretesa sostanziale. Ha quindi ordinato al Comune di esibire i documenti richiesti entro 30 giorni dalla notificazione della sentenza o dalla comunicazione amministrativa. Il Comune è stato condannato alle spese, liquidate in 2.000 euro, oltre contributo unificato, spese generali, IVA e CPA; le spese sono state compensate nei confronti del controinteressato non costituito.

Norme richiamate

  • art. 116 c.p.a.

    in materia di “accesso”, il giudice decide con sentenza in forma semplificata

    Disciplina il rito speciale per la tutela giurisdizionale del diritto di accesso ai documenti amministrativi.

  • art. 22 l. 241/1990

    il diritto di accesso come principio generale dell'attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l'imparzialità e la trasparenza

    Riconosce il diritto di accesso a chi abbia un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente a una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento richiesto.

  • art. 24, comma 7, l. 241/1990

    deve comunque essere garantito ai richiedenti l'accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici

    Fondamento dell'accesso difensivo; la necessità della conoscenza è valutata in rapporto all'astratta pertinenza dei documenti rispetto alla posizione giuridica e agli scopi difensivi dell'istante.

  • artt. 34-ter e 36-bis d.P.R. 380/2001

    Disposizioni richiamate nel contesto della SCIA in sanatoria relativa all'immobile della ricorrente; il giudizio di accesso è funzionale all'acquisizione di elementi sull'epoca di realizzazione dell'opera.

  • d.P.R. 184/2006

    Regolamento richiamato tra le norme asseritamente violate in materia di accesso ai documenti amministrativi.

Massime di principio

  • Nell'accesso difensivo, l'amministrazione deve verificare l'astratta inerenza dei documenti richiesti rispetto alla posizione giuridica dell'istante e agli scopi difensivi dichiarati, senza sostituirsi al giudice della pretesa sostanziale e senza valutare la fondatezza o l'ammissibilità dell'eventuale futura domanda giudiziale.
  • Il nesso di strumentalità tra documenti e finalità difensive sussiste quando la documentazione richiesta può fornire elementi pertinenti per contestare le ragioni poste dall'amministrazione a fondamento di un preannunciato diniego, anche nell'ambito di una procedura edilizia di sanatoria.
  • Un'istanza di accesso non è esplorativa quando individua specifici atti, documenti ed elaborati riferiti a una determinata pratica amministrativa e la sua evasione non richiede all'amministrazione attività di elaborazione o ricostruzione dei dati, ma soltanto la ricerca e l'ostensione dei documenti esistenti.
  • Il giudice dell'accesso non deve accertare la fondatezza della pretesa principale per la quale i documenti sono richiesti, ma soltanto la titolarità di una situazione giuridicamente tutelata e la relazione di pertinenza tra tale situazione, la finalità difensiva e la documentazione oggetto dell'istanza.

Come è indicizzato

MaterieAccesso difensivoSanatoria e condono edilizioDecisione e riti speciali
RamiAccesso e trasparenzaEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiTrasparenza e pubblicitàLegittimazione e interesse a ricorrereTutela del terzo

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