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Sentenza

Sentenza n. 16133/2026 - Roma, Sezione 5T

per l'annullamento del diniego dell’istanza di concessione della cittadinanza italiana (K10/-OMISSIS-);

Giustizia amministrativa202309211

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego della concessione della cittadinanza italiana, adottato il 31 gennaio 2023 e notificato il 2 maggio 2023

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente aveva chiesto la cittadinanza ai sensi dell'art. 9 della legge n. 91/1992. Il diniego era fondato sulla presenza di più notizie di reato: una denuncia del 2018 per falsa attestazione a pubblico ufficiale; una denuncia del 2019 per violenza privata, con procedimento penale indicato come pendente e citazione diretta a giudizio; una denuncia del 2021 per vari reati di falsità, sostituzione di persona e truffa, nonché una richiesta del pubblico ministero di messa alla prova in un procedimento connesso. Il ricorrente ha sostenuto che si trattava di fatti risalenti, di lieve rilevanza e non indicativi di allarme sociale, contrapponendovi il proprio inserimento sociale e lavorativo, la vita familiare in Italia e l'asserita pendenza di un ricorso per cassazione in un procedimento penale. Ha invocato la discrezionalità amministrativa nella valutazione della domanda.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso perché manifestamente infondato. Ha ritenuto legittimo che il Ministero valutasse discrezionalmente la pluralità delle notizie di reato ai fini dell'integrazione del richiedente nella comunità nazionale: tale apprezzamento amministrativo è autonomo e distinto dalla verifica della responsabilità penale. Ha inoltre considerato rilevante la mancanza di elementi che attestassero successive assoluzioni. Le spese sono state compensate, poiché l'Amministrazione si è difesa soltanto con atti formali.

Norme richiamate

  • art. 9 l. 5 febbraio 1992, n. 91

    La sussistenza di una pluralità di notizie di reato a carico dell’istante poteva essere apprezzata dall’Amministrazione nell’ambito della valutazione discrezionale sull’integrazione del richiedente nella comunità nazionale, tenuto conto che le valutazioni volte all'accertamento di una responsabilità penale si pongono su di un piano assolutamente differente ed autonomo rispetto alla valutazione del medesimo fatto ai fini dell'adozione di un provvedimento amministrativo;

    Nel procedimento di concessione della cittadinanza ai sensi dell'art. 9, la pluralità di notizie di reato può essere autonomamente apprezzata dall'Amministrazione come elemento rilevante per valutare l'integrazione del richiedente, senza che sia necessario attendere l'accertamento della responsabilità penale.

Massime di principio

  • Nel valutare una domanda di concessione della cittadinanza, l'Amministrazione può considerare una pluralità di notizie di reato quale elemento utile all'apprezzamento discrezionale dell'integrazione del richiedente nella comunità nazionale, anche quando i relativi procedimenti penali non si siano conclusi con un accertamento definitivo di responsabilità.
  • La valutazione amministrativa dei fatti ai fini della concessione della cittadinanza è autonoma e distinta dall'accertamento della responsabilità penale; l'assenza di elementi che attestino successive assoluzioni può essere considerata dall'Amministrazione nella decisione.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanza
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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