Sentenza del 20/07/2015 n. 4280 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Accertamento, liquidazione e controlli - Accertamento standardizzato mediante l'applicazione dei parametri o degli studi di settore.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguarda l'accertamento standardizzato fondato sui parametri o sugli studi di settore. Tali strumenti non costituiscono, da soli, una prova automatica del maggior reddito, ma integrano presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza devono risultare anche dal contraddittorio con il contribuente. L'Amministrazione deve quindi instaurare obbligatoriamente il contraddittorio, valutare le osservazioni del contribuente e spiegare nell'atto di accertamento perché le abbia eventualmente disattese. Il contribuente può fornire ogni prova contraria, anche mediante presunzioni semplici.
La decisione
Il principio affermato è che l'accertamento basato esclusivamente sugli standard statistici non è sufficiente. La validità dell'accertamento dipende dall'effettivo contraddittorio preventivo e da una motivazione adeguata sulle ragioni per cui le giustificazioni del contribuente non siano state accolte. In mancanza del contraddittorio, l'accertamento è nullo. Nel giudizio, il giudice deve verificare sia l'applicabilità degli standard al caso concreto, che deve essere dimostrata dall'Amministrazione, sia la fondatezza della prova contraria fornita dal contribuente.
Norme richiamate
Art. 62-sexies del D.L. 331/1993
La norma costituisce il riferimento per l'accertamento fondato sui parametri e sugli studi di settore, che devono essere applicati tenendo conto della concreta realtà economica del contribuente e non in modo automatico.
Circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 31/E del 22 maggio 2007
Richiamata quale prassi amministrativa in materia di applicazione degli strumenti standardizzati di accertamento.
Circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 38/E del 12 giugno 2007
Richiamata quale ulteriore documento di prassi relativo agli studi di settore e al procedimento di accertamento.
Cass. civ., Sezioni Unite, 18 dicembre 2009, n. 26635
Stabilisce che gli standard statistici costituiscono presunzioni semplici e che il contraddittorio con il contribuente è obbligatorio. La motivazione dell'accertamento deve dare conto delle ragioni per cui le osservazioni del contribuente siano state accolte o respinte.
Massime di principio
- Gli studi di settore e i parametri non dimostrano automaticamente l'evasione o il maggior reddito: sono soltanto elementi presuntivi da adattare alla situazione concreta.
- Il contraddittorio preventivo con il contribuente è essenziale; la sua omissione può comportare la nullità dell'accertamento.
- L'Amministrazione deve motivare specificamente l'atto, spiegando perché ha ritenuto non convincenti le giustificazioni fornite dal contribuente.
- Il contribuente può contestare sia l'applicabilità dello standard al proprio caso sia la quantificazione del maggior reddito, utilizzando qualsiasi mezzo di prova, comprese presunzioni semplici.
- Nel giudizio tributario il giudice deve valutare concretamente la situazione economica del contribuente e non può limitarsi a verificare il mero scostamento dallo standard.
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