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Sentenza

Sentenza n. 4629/2026 - Milano, Sezione 3

per l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano n. 1838/2024 depositata in data 18/04/2024

Giustizia amministrativa202505025

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Inottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano n. 1838/2024, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2019/20, 2020/21, 2021/22 e 2022/23

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

Il docente ha proposto ricorso per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano n. 1838/2024, passata in giudicato e ritualmente notificata, che aveva accertato il suo diritto al beneficio di 500 euro annui tramite Carta elettronica per la formazione e condannato il Ministero ad attribuirlo per gli anni scolastici 2019/20, 2020/21, 2021/22 e 2022/23, oltre alla maggior somma tra interessi e rivalutazione monetaria dalle scadenze al saldo. Ha dedotto il mancato adempimento del titolo e chiesto l'ottemperanza, nonché una penalità di mora. L'azione non comprendeva le spese del giudizio civile, distratte in favore del difensore.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e dichiarato l'inottemperanza del Ministero: il titolo era passato in giudicato e ritualmente notificato, era decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto per il pagamento e non risultavano pagamenti, neppure parziali. Il Ministero, pur costituito, non ha contestato né l'an né il quantum del credito né fornito informazioni sull'esecuzione. Ha ordinato il pagamento integrale entro 90 giorni dalla pubblicazione della sentenza. In caso di ulteriore inadempimento, ha nominato commissario ad acta il Direttore della Ragioneria territoriale dello Stato di Milano Monza e Brianza, con facoltà di delega; il commissario dovrà provvedere entro 60 giorni dalla comunicazione dell'inottemperanza, a cura del ricorrente, con oneri a carico dell'amministrazione. Ha respinto la richiesta di penalità di mora, ritenendone manifestamente iniqua l'applicazione in considerazione del tempo trascorso dalla notificazione e dal passaggio in giudicato e dell'entità delle somme pretese. Le spese del giudizio di ottemperanza sono state poste a carico del Ministero e liquidate in 800 euro oltre accessori, con distrazione al difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 14 d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997

    Il Tribunale osserva come, rispetto al titolo della cui ottemperanza si tratta – passato in giudicato e notificato ritualmente - sia decorso il termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento, previsto dall’art. 14 del d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30.

    Il termine dilatorio di 120 giorni previsto per il pagamento era decorso; il TAR ha quindi ritenuto procedibile l'esecuzione del titolo in ottemperanza.

Massime di principio

  • In sede di ottemperanza a un titolo di condanna al pagamento, il giudice può accertare l'inadempimento quando il titolo è passato in giudicato e ritualmente notificato, è decorso il termine dilatorio applicabile e non risultano pagamenti, neppure parziali; la mancata contestazione dell'amministrazione costituita e l'assenza di indicazioni sull'esecuzione corroborano l'accertamento del credito.
  • Accertata l'inottemperanza a una condanna al pagamento, il giudice può assegnare all'amministrazione un termine per adempiere e nominare sin d'ora un commissario ad acta, destinato a intervenire in caso di ulteriore inadempimento entro il termine stabilito.
  • La penalità di mora può essere negata quando, avuto riguardo al tempo trascorso dalla notificazione e dal passaggio in giudicato del titolo e all'entità delle somme pretese, la sua applicazione risulti manifestamente iniqua.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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