Cassazione Penale, Sentenza n. 37384/2025 del 17/11/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato la custodia cautelare in carcere per concorso nella detenzione di cocaina e altre sostanze. La difesa ha denunciato violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che non era stato provato un contributo ideativo o agevolativo della ricorrente alla detenzione destinata allo spaccio e che sarebbe dovuta essere presa in considerazione la distinzione tra concorso e mera connivenza non punibile; ha contestato l'uso di indizi quali il luogo del rinvenimento, la nervosità, e la presenza di oggetti di lusso come insufficienti a fondare il concorso.
La decisione
Il Tribunale ha dichiarato il ricorso inammissibile ritenendo le censure meramente assertive e finalizzate a proporre una ricostruzione alternativa senza evidenziare fratture logiche nel provvedimento impugnato. Ha confermato la valutazione che la droga, il bilancino, le buste per il confezionamento, l'ingente somma di denaro, la collocazione degli elementi nella parte comune dell'abitazione, l'assenza di lecite fonti di reddito, la condotta nervosa degli occupanti e la presenza di oggetti di lusso costituivano un quadro probatorio idoneo a sostenere la conoscenza e la codetenzione della sostanza nel quadro di un progetto di vita condiviso. Conseguentemente il ricorso è stato respinto (inammissibile) e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art 94, comma I-ter, disp.
Riferimento formale a un adempimento di cancelleria previsto dal provvedimento; il giudice manda gli atti in cancelleria per gli adempimenti procedurali di cui al citato comma.
Massime di principio
- Nei ricorsi avverso provvedimenti cautelari, la mera prospettazione di una ricostruzione alternativa non basta: occorre mostrare vizi logici o giuridici del provvedimento impugnato (fratture del ragionamento) per superare il filtro di inammissibilità.
- La distinzione tra concorso nel reato e mera connivenza richiede un esame degli elementi che possano dimostrare un contributo effettivo (ideativo o materiale) o una concreta disponibilità del bene illecito; elementi indiziari quali quantitativi rilevanti di droga, bilancini, materiale per il confezionamento, denaro ingente, collocazione in aree comuni e mancanza di lecite entrate sono spesso valutati come indizi di codetenzione e di un progetto condiviso.
- La presenza di oggetti di lusso o spese incoerenti con redditi leciti può essere valorizzata come elemento indiziario di proventi illeciti se inserita in un quadro fattuale coerente con il reato contestato.
- La fuga o la condotta nervosa di un co-occupante, unitamente alla collocazione degli elementi illeciti in spazi comuni, rafforzano l'ipotesi di partecipazione e non agevolano la tesi della mera estraneità.
- Chi impugna deve porre rilievo non solo su possibili interpretazioni alternative, ma proporre argomentazioni puntuali su perché gli elementi indicati non possano, neppure come indizi, sostenere l'assunto opposto; in mancanza, il ricorso rischia l'inammissibilità e sanzioni per spese e ammende.
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