Sentenza del 05/04/2017 n. 214 - Comm. Trib. Reg. per il Molise
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La Società ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale che aveva respinto il ricorso contro l'avviso di accertamento TOSAP. Ha sostenuto che, in base all'autonomia contrattuale, il contratto di concessione di suolo pubblico prevedeva esclusivamente un canone di concessione e non menzionava la TOSAP, sicché quest'ultima non sarebbe stata dovuta. Ha inoltre richiamato la possibilità per gli enti locali di prevedere, mediante regolamento, riduzioni o esenzioni dalla tassa nei casi in cui sia riscosso un canone concessorio non ricognitorio.
La decisione
La Commissione ha respinto l'appello e confermato la sentenza di primo grado. Ha ritenuto legittimo il cumulo tra TOSAP e canone di concessione, poiché la TOSAP è un'obbligazione tributaria di natura pubblicistica, mentre il canone è il corrispettivo privatistico per il godimento del bene. La mancata previsione della TOSAP nel contratto non comporta l'esonero, poiché l'istituzione, la disciplina e le esenzioni tributarie possono derivare soltanto dalla legge o da uno specifico regolamento comunale, non da un accordo contrattuale. Poiché non risultava adottata alcuna disposizione regolamentare di riduzione o esenzione, la tassa era dovuta. L'appellante è stato inoltre condannato alle spese di giudizio, liquidate in euro 1.000,00 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
TOSAP - normativa tributaria sull'occupazione di spazi e aree pubbliche
La TOSAP è un tributo dovuto per l'occupazione di spazi o aree appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dell'ente locale. La sua debenza deriva dalla legge e non dalla previsione del contratto di concessione.
Art. 17, comma 63, legge n. 127 del 1997
Gli enti locali possono, per via regolamentare, stabilire riduzioni e finanche esclusioni della tassazione nei riguardi di quelle occupazioni di suolo per le quali viene riscosso il canone di concessione non ricognitorio.
La possibilità di riduzione o esenzione non opera automaticamente: è necessario uno specifico regolamento dell'ente locale. In assenza di tale disciplina regolamentare, il canone concessorio non sostituisce né assorbe la TOSAP.
Cassazione, sentenza n. 183459/2007
La natura demaniale o pubblica del bene occupato mantiene rilevanza ai fini della TOSAP anche quando l'utilizzo del bene è regolato mediante strumenti privatistici, come la locazione o la concessione. Ne consegue la compatibilità tra tributo e canone.
CTR Molise, sentenze n. 72/3/2015 e n. 320/3/2015
La TOSAP e il canone di concessione hanno natura e funzione differenti: la prima è un prelievo tributario imposto dalla legge, il secondo è il corrispettivo privatistico per il godimento del bene. Pertanto, possono essere richiesti cumulativamente.
Massime di principio
- Il pagamento di un canone per la concessione o l'occupazione di suolo pubblico non esclude automaticamente il pagamento della TOSAP: occorre verificare la normativa applicabile e l'eventuale regolamento comunale.
- La mancata indicazione della TOSAP nel contratto di concessione non costituisce, di per sé, un'esenzione, perché un contratto privato non può derogare a un'obbligazione tributaria prevista dalla legge.
- Un'eventuale riduzione o esenzione deve risultare da una specifica disposizione legislativa o regolamentare; il semplice silenzio del contratto non è sufficiente.
- Per stabilire se il doppio pagamento sia legittimo bisogna distinguere la natura del canone, quale corrispettivo per l'uso del bene, dalla natura della TOSAP, quale tributo collegato all'occupazione di un'area pubblica.
- In casi analoghi è opportuno verificare la disciplina vigente nell'anno d'imposta, il regolamento comunale applicabile e la tipologia concreta di canone, senza basarsi esclusivamente sul contenuto del contratto.
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