Salta al contenuto
Legge

L.R. Lazio 14/2022

Disciplina degli enti di governo d’ambito territoriale ottimale per la gestione integrata dei rifiuti urbani (1)

Normativa regionaleL.R. Lazio 14/2022Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge regionale disciplina, nel Lazio, la costituzione e il funzionamento degli enti di governo d’ambito territoriale ottimale (EGATO) per i rifiuti urbani, con regole specifiche anche per Roma Capitale. Stabilisce compiti, piano d’ambito, affidamento del servizio, poteri sostitutivi e osservatorio regionale. È entrata in vigore il 27 luglio 2022 ed è stata poi abrogata dalla l.r. 19/2023.

Disciplina degli EGATO per la gestione integrata dei rifiuti urbani nel Lazio

Disciplina degli enti di governo d’ambito per i rifiuti urbani nel Lazio

La legge ha disciplinato l’organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani nella Regione Lazio, istituendo gli EGATO per ciascun ambito territoriale ottimale e regolando pianificazione, affidamento, controlli e coordinamento con gli enti locali. Ha inoltre previsto una disciplina separata per Roma Capitale e misure transitorie fino alla piena operatività degli ambiti.

Finalità e principi generali

La normativa si colloca nel quadro del d.lgs. 152/2006 e della l.r. 27/1998 e persegue la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento attraverso la gestione integrata dei rifiuti urbani negli ATO definiti dal Piano regionale di gestione dei rifiuti. La gestione deve rispettare i principi di tutela della salute, precauzione, prevenzione, sostenibilità, efficienza, economicità, trasparenza, gerarchia dei rifiuti e autosufficienza/prossimità nello smaltimento dei rifiuti urbani non differenziati.

Istituzione e natura degli EGATO

Per ciascun ATO è istituito un Ente di governo d’ambito territoriale ottimale (EGATO), al quale partecipano i comuni compresi nel medesimo ambito. L’EGATO è un ente di diritto pubblico con autonomia organizzativa, amministrativa, contabile e tecnica, e deve operare nel rispetto di efficacia, economicità, efficienza, trasparenza, equilibrio di bilancio e razionalizzazione della spesa pubblica.

Organi, composizione e assetto interno

Gli organi dell’EGATO sono l’Assemblea, il Presidente, il Consiglio direttivo, il Direttore generale e il Revisore legale unico dei conti. L’Assemblea è formata dai sindaci dei comuni aderenti o da loro delegati; il Presidente è eletto dall’Assemblea tra soggetti di alta professionalità ed esperienza; il Consiglio direttivo è composto dal Presidente e da quattro membri con una composizione che garantisce rappresentanza ai comuni di diversa dimensione demografica; il Direttore generale è nominato tramite procedura ad evidenza pubblica; il Revisore è scelto tra gli iscritti al registro dei revisori legali.

Rappresentanza dei comuni, patrimonio e Statuto

La Giunta regionale, entro 60 giorni dall’entrata in vigore, deve definire i criteri per la quota di rappresentanza dei comuni nell’EGATO e per il riparto dei conferimenti patrimoniali, tenendo conto di peso demografico, estensione territoriale, impiantistica e risultati nella raccolta differenziata; la quota del comune capoluogo non può superare il 40%. Entro i successivi passaggi procedurali, il Presidente della Regione costituisce l’Assemblea, il Consiglio direttivo predispone lo Statuto sul modello regionale e lo Statuto, approvato dall’Assemblea, diventa efficace dopo il visto di conformità regionale o il decorso del termine senza rilievi. Il patrimonio dell’EGATO comprende un fondo di dotazione iniziale e conferimenti in natura, beni o servizi.

Gestione territoriale, mobilità tra ambiti e misure compensative

I comuni possono chiedere il passaggio a un altro ambito limitrofo solo con deliberazione consiliare, parere vincolante degli EGATO interessati e nel rispetto degli obiettivi di autosufficienza e prossimità. In caso di temporanea non autosufficienza, gli EGATO possono smaltire rifiuti in un altro ATO della Regione previa apposita intesa con misure compensative. Nelle more della costituzione degli EGATO, la Regione può definire misure compensative per lo smaltimento fuori ambito.

Disciplina speciale per Roma Capitale

Roma Capitale continua a esercitare le funzioni in materia di rifiuti nel proprio territorio secondo il proprio ordinamento, nel rispetto della legge e del quadro statale. La Regione deve adeguare il Piano regionale individuando due ATO distinti: uno per Roma Capitale e uno per il restante territorio della Città metropolitana, così da gestire separatamente raccolta, trattamento e smaltimento.

Compiti dell’EGATO

L’EGATO organizza il servizio, determina gli obiettivi per autosufficienza e prossimità, valuta proposte per nuovi impianti e sostiene gli investimenti, predispone e approva il Piano d’ambito, monitora l’attuazione e trasmette ogni anno un rapporto a Regione e comuni, affida il servizio, regola i rapporti con i gestori, determina la tariffa, controlla la gestione, stipula accordi e convenzioni, organizza sistemi di raccolta differenziata, promuove prevenzione dei rifiuti e compostaggio, definisce standard qualitativi, approva la Carta della qualità dei servizi, trasmette dati alla piattaforma regionale, promuove educazione ambientale, economia circolare, riuso/recupero/riciclo, preferenza per il recupero di materia e presenta al Consiglio regionale una relazione entro il 30 aprile di ogni anno. Entro il 31 ottobre deve trasmettere anche il resoconto previsto dal d.lgs. 152/2006.

Piano d’ambito: contenuti e durata

L’EGATO elabora, adotta e approva il Piano d’ambito in coerenza con il Piano regionale di gestione dei rifiuti; il Piano adottato è inviato alla Giunta regionale che si esprime entro 60 giorni sulla conformità. Il Piano dura 15 anni ed è aggiornato almeno ogni 5 anni. Deve contenere programma degli interventi, piano finanziario, modello gestionale e organizzativo, analisi della situazione esistente e delle criticità, ricognizione dei soggetti coinvolti e delle risorse umane impiegate, piano di impatto occupazionale, nonché tener conto degli impianti e delle raccolte pubbliche e private presenti nell’ambito.

Affidamento del servizio e tutela occupazionale

Il servizio è affidato dall’EGATO con procedura ad evidenza pubblica; ove ne ricorrano le condizioni, è possibile l’affidamento in house e la costituzione di società totalmente pubbliche, nel rispetto della normativa europea e statale e delle esperienze pregresse dei comuni. Il Piano d’ambito può articolare la gestione per segmenti o aree omogenee. Nei bandi e negli atti di gara devono essere previste clausola sociale, progetto di assorbimento del personale, tutela della stabilità occupazionale e obblighi di confronto sindacale. I contratti di servizio, allegati ai capitolati di gara, sono regolati da uno schema tipo regionale e devono disciplinare regime gestionale, equilibrio economico-finanziario, durata non inferiore a 15 anni, controllo, penali, obblighi informativi, garanzie, tariffe e applicazione del CCNL igiene ambientale.

Regime transitorio e scadenze per gli affidamenti

Fino all’aggiudicazione da parte dell’EGATO, i comuni continuano a gestire il servizio; restano salvi gli affidamenti già in essere alla data di entrata in vigore fino alla loro naturale scadenza. Gli affidamenti disposti dai comuni dopo l’entrata in vigore non possono avere scadenza oltre il 31 dicembre 2027. Se tale termine decorre senza aggiudicazione da parte dell’EGATO, intervengono i poteri sostitutivi regionali.

Poteri sostitutivi e vigilanza regionale

La Regione esercita vigilanza e controllo sull’attività degli EGATO e, in caso di ingiustificata inerzia, grave inadempimento o mancata approvazione del Piano d’ambito, esercita i poteri sostitutivi secondo la disciplina regionale sul decentramento amministrativo.

Osservatorio regionale sugli ATO

Presso l’assessorato regionale competente è istituito l’Osservatorio regionale sugli ATO, con funzioni consultive e propositive su aspetti tecnico-economici, organizzativi e gestionali, nonché sulle interferenze tra ambiti. Ne fanno parte, oltre ai rappresentanti istituzionali e degli enti locali, rappresentanti di ARPA, consumatori, associazioni ambientaliste, sindacati e imprese. È costituito con decreto del Presidente della Regione, opera secondo un regolamento interno e i componenti partecipano a titolo gratuito.

Trasparenza e oneri finanziari

Ogni EGATO deve pubblicare sul proprio sito istituzionale dati, informazioni e documenti relativi alla propria attività, con particolare attenzione agli obiettivi di chiusura del ciclo dei rifiuti, assicurandone aggiornamento e accessibilità. L’attuazione della legge è dichiarata priva di oneri per il bilancio regionale.

Entrata in vigore e stato dell’atto

La legge è entrata in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul BUR Lazio, quindi il 27 luglio 2022. Il testo è però oggi abrogato dalla l.r. 16 novembre 2023, n. 19; pertanto non risulta più utile come disciplina vigente.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale del documento, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Normativa regionale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.