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Legge

L.R. Puglia 1/2025

Modifiche alla legge regionale 25 giugno 2013, n. 17 (Disposizioni in materia di beni culturali) per la valorizzazione delle feste patronali, degli usi, dei costumi, delle consuetudini e delle attività tradizionali della popolazione residente sul territorio e alla legge regionale 31 dicembre 2024, n. 42 (Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2025 e bilancio pluriennale 2025–2027 della Regione Puglia (legge di stabilità regionale 2025))

Normativa regionaleL.R. Puglia 1/2025

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge istituisce nella l.r. 17/2013 una disciplina specifica per valorizzare le feste patronali in Puglia, con inventario e calendario regionale, contributi agli enti ecclesiastici organizzatori e una dotazione di 400 mila euro per il 2025. Modifica inoltre la l.r. 42/2024 attribuendo alcune attività all’ufficio di Presidenza del Consiglio regionale con protocollo d’intesa con la Conferenza episcopale pugliese.

Valorizzazione delle feste patronali e modifica alla legge di stabilità regionale 2025

Valorizzazione delle feste patronali e modifica della disciplina finanziaria regionale

La legge regionale della Puglia interviene sulla normativa in materia di beni culturali per riconoscere e sostenere le feste patronali come espressione del patrimonio culturale immateriale regionale. Inoltre introduce una modifica puntuale alla legge di stabilità regionale 2025, attribuendo a un diverso soggetto istituzionale alcune attività previste dalla disciplina finanziaria.

Ambito e finalità della nuova disciplina sulle feste patronali

La Regione Puglia riconosce, valorizza e sostiene le feste patronali in attuazione del proprio Statuto, qualificandole come patrimonio culturale immateriale. La disciplina ne sottolinea la funzione:

  • culturale;
  • sociale;
  • identitaria;
  • di valorizzazione territoriale;
  • di attrattività e destagionalizzazione turistica.

Le feste patronali considerate sono quelle liturgiche, legate alla pietà popolare, dedicate ai Santi Patroni e Co-Patroni venerati nei Comuni pugliesi, caratterizzate da antiche consuetudini e da attività di carattere culturale, approvate dall’Ordinario diocesano.

Inventario e calendario regionale delle feste patronali

La Giunta regionale deve istituire una specifica sezione dell’inventario del patrimonio culturale immateriale pugliese dedicata alle feste patronali. La delibera di approvazione deve essere adottata entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge e deve anche disciplinare le modalità con cui le diocesi chiedono l’inserimento della festa patronale nell’inventario e nel calendario regionale.

Entro 180 giorni dall’entrata in vigore, la Giunta deve approvare anche il calendario regionale delle feste patronali, con finalità di programmazione e promozione coordinata con le altre iniziative di valorizzazione territoriale e dei patrimoni culturali materiali e immateriali. Il calendario deve indicare, per ciascuna festa:

  • denominazione;
  • durata;
  • luogo;
  • data di istituzione o riconoscimento;
  • attività culturali connesse;
  • ulteriori indicazioni specifiche, tra cui denominazione e soggetto organizzatore.

Il soggetto organizzatore deve comunque essere individuato negli enti ecclesiastici preposti alla festa.

Contributi per l’organizzazione delle feste patronali

Per le finalità della legge, la Giunta regionale può concedere contributi, previa pubblicazione di apposito avviso pubblico, ai soggetti organizzatori delle feste patronali. I contributi servono a sostenere l’organizzazione e a coprire spese collegate a:

  • luminarie e cassa armonica;
  • dispositivi di safety e security e presidio sanitario;
  • contrattualizzazione di bande musicali tradizionali e relativi oneri;
  • fuochi pirotecnici;
  • attività ludico-ricreative e culturali connesse;
  • comunicazione e promozione dei momenti religiosi e civili;
  • contenuti multimediali e applicazioni informative e di ricerca storica;
  • polizze assicurative e fideiussorie;
  • altre spese strettamente connesse alla valorizzazione delle feste patronali.

Beneficiari, criteri e disciplina attuativa dei contributi

Possono beneficiare del contributo solo gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti e preposti alla festa.

Con deliberazione da adottarsi entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge, la Giunta regionale deve definire:

  • limite massimo del contributo concedibile;
  • criteri di riparto dei fondi disponibili;
  • modalità di erogazione;
  • soggetti beneficiari;
  • modalità di rendicontazione delle spese ammissibili;
  • obblighi di comunicazione dei beneficiari.

Se i contributi configurano aiuti di Stato, devono rispettare gli articoli 107, 108 e 109 TFUE; la Giunta deve individuare il regime di aiuto applicabile e, se necessario, effettuare notifiche e comunicazioni alla Commissione europea. La struttura che concede le agevolazioni deve rispettare gli obblighi europei e statali in materia di aiuti di Stato, richiamandoli espressamente negli atti.

Copertura finanziaria e possibili ulteriori risorse

Per l’anno 2025 è prevista una dotazione finanziaria di 400 mila euro, in competenza e cassa, su un nuovo capitolo denominato “Contributi per la valorizzazione delle feste patronali quale patrimonio culturale immateriale”, collocato nella Missione 5, Programma 2, Titolo 1. La copertura avviene mediante pari prelevamento dal capitolo 1110070 “Fondo globale per il finanziamento di leggi regionali di spesa corrente in corso di adozione”, Missione 20, Programma 3, Titolo 1.

Alla copertura possono concorrere anche risorse dei programmi operativi finanziati dai fondi strutturali europei, purché vi sia coerenza con le linee di intervento e con i criteri di selezione previsti.

Modifica alla legge di stabilità regionale 2025

La legge modifica la l.r. 42/2024 inserendo, dopo il comma 4 dell’articolo 42, un comma 4-bis. La disposizione prevede che le attività contemplate da quell’articolo siano demandate all’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, che opera tramite uno specifico protocollo d’intesa avvalendosi della Conferenza episcopale pugliese.

Ambito territoriale ed efficacia

La disciplina riguarda esclusivamente il territorio della Regione Puglia e produce effetti dalla sua entrata in vigore, con termini specifici per l’adozione degli atti attuativi e per la programmazione del calendario regionale delle feste patronali.

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