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Ordinanza

Ordinanza n. 2140/2026 - Roma, Sezione 4B

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - del provvedimento del Ministero dell’Istruzione e del Merito, Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione – Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, prot. 103715 del 22.12.2025; - a mezzo del quale l’Amministrazione resistente ha comunicato la conclusione del procedimento amministrativo relativo al riconoscimento della formazione professionale conseguita da parte ricorrente in Spagna rigettando l’istanza presentata da parte istante in riferimento al percorso specializzazione sul SOSTEGNO; nonché di ogni altro atto presupposto conseguente o comunque connesso;

Giustizia amministrativa202601774

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IV bisOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego ministeriale del riconoscimento della formazione professionale conseguita in Spagna per il percorso di specializzazione sul sostegno

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento ministeriale con cui l'Amministrazione ha concluso negativamente il procedimento di riconoscimento della formazione professionale conseguita in Spagna nel settore del sostegno scolastico, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. In sede cautelare il TAR ha rilevato, a un primo sommario esame, che l'Amministrazione non sembra avere adeguatamente valutato la documentazione completa relativa all'iter formativo estero, compreso il piano analitico del corso di studi, né l'esperienza professionale maturata nel settore. Il giudice ha inoltre considerato già superate dall'Adunanza plenaria le argomentazioni relative all'assenza di natura abilitante del titolo. È stata ritenuta meritevole di approfondimento la motivazione sulle divergenze tra i programmi formativi, che deve essere rigorosa in ragione della disciplina europea sul riconoscimento dei titoli professionali, degli obiettivi di rafforzamento del mercato interno e della libera circolazione dei lavoratori. Il ricorrente ha anche dedotto, implicitamente secondo la valutazione cautelare, la possibilità di colmare eventuali differenze formative mediante adeguate misure compensative.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare e ha sospeso l'efficacia del provvedimento ministeriale fino alla scadenza, il 6 giugno 2026, del contratto di insegnamento. Il fumus boni iuris è stato ravvisato nella possibile incompletezza della valutazione amministrativa della documentazione formativa e dell'esperienza professionale, nella rilevanza della giurisprudenza dell'Adunanza plenaria sulla natura abilitante del titolo e nella necessità di una motivazione rigorosa sulle divergenze tra i percorsi formativi, anche considerando la possibilità di imporre misure compensative. Il periculum è stato collegato al rischio di pregiudizio derivante dal diniego, in particolare rispetto alla prosecuzione dell'insegnamento e alla partecipazione alle procedure di immissione nelle graduatorie provinciali e di istituto per il biennio 2026/2027-2027/2028. È stato confermato il precedente decreto cautelare n. 1426/2026 ai fini della partecipazione alle predette procedure. La trattazione di merito è stata fissata per il 12 gennaio 2027. Le spese della fase cautelare sono state compensate in considerazione dei divergenti orientamenti giurisprudenziali.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La disposizione è stata applicata per ritenere sussistenti i presupposti della tutela cautelare e sospendere l'efficacia del diniego ministeriale fino alla scadenza del contratto di insegnamento.

  • Adunanza plenaria n. 18-22/2022

    Il giudice richiama la pronuncia per affermare che le argomentazioni ostative fondate sull'assenza di natura abilitante del titolo risultano già superate.

Massime di principio

  • Nel procedimento di riconoscimento in Italia di una formazione professionale conseguita in un altro Stato membro, l'amministrazione deve esaminare in modo completo la documentazione relativa all'iter formativo, compreso il piano analitico degli studi, e l'esperienza professionale maturata nel settore di riferimento.
  • Il diniego di riconoscimento di una formazione professionale estera non può fondarsi genericamente sulle divergenze tra i programmi formativi: tali differenze devono essere motivate in modo rigoroso, tenendo conto degli obiettivi europei di riconoscimento dei titoli professionali, rafforzamento del mercato interno e libera circolazione dei lavoratori.
  • Le differenze tra i percorsi formativi nazionale ed estero possono essere fronteggiate mediante l'imposizione di adeguate misure compensative, sicché la loro mera esistenza non giustifica automaticamente il diniego di riconoscimento.
  • In sede cautelare, la possibile incompletezza dell'istruttoria e della motivazione sul riconoscimento di una formazione professionale estera integra un fumus sufficiente quando il diniego rischia di pregiudicare la prosecuzione dell'attività di insegnamento e la partecipazione alle procedure di inserimento nelle graduatorie.

Come è indicizzato

MaterieRiconoscimento dei titoli di studioTutela cautelare
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneTutela cautelare

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