Sentenza del 02/02/2023 n. 3281 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia notificò a Case & Case un avviso di accertamento per l'anno 2009 (IRES, IRAP, IVA e sanzioni) ritenendo che una sequenza di operazioni fosse un artifizio elusivo ai sensi dell'art. 37-bis DPR 600/1973. La sequenza contestata: (1) nel 2007 Case & Case costituì la SERSTA Srl con compagine sostanzialmente coincidente; (2) cedette a SERSTA terreni per Euro 472.000; (3) i soci di SERSTA stipularono un preliminare di vendita delle quote a Elettrostudio Energia per Euro 3.780.000; (4) le quote furono rivalutate nel 2008 con versamento dell'imposta sostitutiva; (5) nel 2009 ci fu una permuta fra Case & Case e SERSTA e poi (6) la cessione definitiva delle quote di SERSTA a Elettrostudio per Euro 3.850.000. L'Amministrazione disconobbe la cessione delle quote e riqualificò l'operazione come cessione immobiliare direttamente da Case & Case a Elettrostudio, sostenendo un indebito risparmio d'imposta derivante dall'uso della cessione di quote/strumento "newco".
La decisione
La CTP di Gorizia accolse il ricorso della contribuente; la CTR di appello accolse però l'appello dell'Agenzia e confermò la legittimità dell'avviso di accertamento ritenendo integrata la fattispecie elusiva ex art. 37-bis DPR 600/1973 (lett. b comma 3) e qualificando la sequenza come trasferimento di un complesso dotato di attitudine aziendale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di Case & Case, confermando la decisione di merito: l'avviso di accertamento è legittimo, sono dovute le imposte e le sanzioni; la ricorrente è stata condannata alle spese di giudizio.
Norme richiamate
D.P.R. n. 600 del 1973, art. 37-bis
art. 37-bis, commi 1, 2 e 3, lett. b)
La Corte ha applicato l'art. 37-bis come norma antielusiva aperta: gli atti privi di valide ragioni economiche diretti ad aggirare l'ordinamento tributario sono inopponibili all'Amministrazione. Ha ritenuto che l'uso della 'newco' e la successione di negozi potessero integrare le operazioni tipizzate dal comma 3, lett. b) (conferimenti in società o negozi aventi ad oggetto il trasferimento di aziende) e pertanto legittimare la riqualificazione e il recupero fiscale.
D.P.R. n. 633 del 1972, art. 2, comma 3, lett. b)
art. 2, comma 3, lett. b)
Richiamato dalla ricorrente per dubbi sulla qualificazione IVA; la Corte ha ritenuto che, pur rilevante, la disciplina IVA va interpretata alla luce della logica economica perseguita (sostanza sulla forma) e della giurisprudenza comunitaria (Halifax). La qualificazione come cessione di azienda non impedisce comunque l'applicazione del principio antielusivo.
D.P.R. n. 917 del 1986 (TUIR), art. 176, comma 3
Riferimento normativo sul conferimento d'azienda richiamato dalla ricorrente ma la Corte ha ritenuto la diversa disciplina del conferimento non ostativa alla ricostruzione operata con riguardo all'art. 37-bis e alla qualificazione come cessione di azienda.
D.P.R. n. 471 del 1997, art. 1, comma 2
La Corte ha confermato che le sanzioni amministrative previste per indicazione di redditi o imposte inferiori sono applicabili anche nei casi di operazioni elusive/abuso del diritto: l'ordinamento interno prevede specifiche sanzioni collegate all'accertamento.
Codice civile, art. 2555
Usato per la nozione di 'azienda': la giurisprudenza e la Corte hanno richiamato che la cessione di azienda riguarda il trasferimento di un'entità economica organizzata e dotata, anche potenzialmente, di attitudine all'esercizio di impresa; la valutazione è complessiva e fattuale.
Corte di giustizia UE, sentenza Halifax (C-255/02)
Richiamata per il principio secondo cui, ai fini IVA, l'esistenza di un comportamento abusivo lede il diritto a detrazione: operazioni formalmente conformi ma finalizzate a vantaggi fiscali contrari allo scopo della disciplina possono essere considerate abusive.
Massime di principio
- Le autorità e i giudici privilegiano la sostanza economica rispetto alla forma giuridica: una sequenza di atti può essere riqualificata se il complesso mostra attitudine all'esercizio d'impresa anche solo potenziale.
- La costituzione di una 'newco' con compagine sostanzialmente coincidente e operazioni a valore incongruo (prezzi antieconomici, rivalutazioni sospette, permute a valori paritari senza logica economica) sono elementi sintomatici di elusione.
- L'onere della prova è ripartito: l'Amministrazione deve dimostrare il disegno elusivo e le modalità manipolative; una volta fornita tale allegazione, grava sul contribuente provare valide ragioni economiche alternative (non basate sul mero risparmio fiscale).
- La qualificazione come cessione di azienda non richiede che l'attività sia effettivamente esercitata al momento del trasferimento: è sufficiente l'attitudine potenziale del complesso di beni a svolgere un'attività produttiva.
- In materia di IVA, seguendo la giurisprudenza comunitaria (Halifax), anche formalmente corrette operazioni possono essere considerate abusive e determinare la perdita del diritto alla detrazione; occorre valutare l'obiettivo della normativa armonizzata.
- Le sanzioni amministrative possono essere applicate anche in caso di operazioni qualificate come elusive/abuso del diritto; il principio di riserva di legge non impedisce l'irrogazione di sanzioni previste dall'ordinamento per il minor reddito o imposta risultante.
- In fase contenziosa il giudice d'appello può qualificare diversamente i fatti purché non travalichi le ragioni contenute nell'avviso di accertamento; il contribuente deve curare la documentazione che attesti le ragioni economiche alternative alla mera convenienza fiscale.
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