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Ordinanza

Ordinanza n. 304/2026 - Bari, Sezione 3

Giustizia amministrativa202600973

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca dell'autorizzazione per pubblici intrattenimenti, unitamente ai verbali della Commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo relativi alla perdita dell'agibilità e alle modifiche non autorizzate dei locali

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato la determina dirigenziale comunale che ha revocato l'autorizzazione allo svolgimento di pubblici intrattenimenti, chiedendone la sospensione cautelare. La revoca è stata motivata dalla perdita dell'agibilità ai sensi dell'art. 80 TULPS, conseguente a modifiche strutturali e di destinazione apportate ai locali senza previa autorizzazione, nonché dalla modifica non comunicata all'autorità di pubblica sicurezza della persona del legale rappresentante della società. Sono stati inoltre impugnati i verbali della Commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, con i quali era stata ritenuta non adeguata la documentazione prodotta dalla società rispetto alle prescrizioni precedentemente impartite. Dal testo emerge che la ricorrente ha contestato, in particolare, la mancata puntuale indicazione delle difformità rilevate e delle prescrizioni necessarie per superarle, sostenendo altresì l'irrilevanza o l'idoneità della comunicazione effettuata al Comune per finalità alberghiere. Il Comune ha resistito sostenendo l'incidenza delle modifiche sulla sicurezza pubblica e sulle vie di esodo.

La decisione

Il TAR ha respinto l'istanza cautelare. Quanto al fumus boni iuris, ha ritenuto manifestamente privo di apprezzabile fondatezza il ricorso, osservando che la variazione non autorizzata dello stato dei locali ha fatto venir meno la preventiva verifica tecnica richiesta dall'art. 80 TULPS in ordine alla solidità e sicurezza dell'edificio e all'idoneità delle uscite a consentire il rapido sgombero in caso di incendio. La società non ha efficacemente confutato che le modifiche strutturali e di destinazione incidessero sulla sicurezza pubblica e sulle vie di esodo; pertanto, l'interesse imprenditoriale non è stato ritenuto meritevole di tutela cautelare, essendosi la ricorrente sottratta ai controlli di sicurezza. Il Collegio ha ritenuto strumentale la censura relativa alla mancata puntuale descrizione delle modifiche e all'omessa indicazione delle prescrizioni per il loro superamento, poiché le difformità erano conosciute dalla società, che le aveva realizzate. Ha inoltre considerato incontestata e idonea a determinare la perdita del requisito di pubblica sicurezza la mancata comunicazione all'autorità di pubblica sicurezza della modifica soggettiva del legale rappresentante; la comunicazione effettuata al Comune per finalità alberghiere è stata ritenuta irrilevante, in ragione della diversa competenza dell'autorità di pubblica sicurezza. Quanto al periculum in mora, il TAR lo ha escluso sia perché derivante da comportamenti non conformi al principio di legalità, sia perché superabile mediante il ripristino dei locali o la presentazione di un progetto conforme alle prescrizioni di sicurezza e mediante il conseguimento dell'autorizzazione di pubblica sicurezza in capo al nuovo rappresentante. In ogni caso, le esigenze di sicurezza collettiva degli utenti e di idoneità delle vie di esodo sono state ritenute prevalenti sulle esigenze economiche della società. Le spese sono state riservate al merito.

Norme richiamate

  • art. 80 TULPS

    solidità e sicurezza dell’edificio dotato di uscite pienamente adatte a sgombrarlo prontamente nel caso di incendio

    La preventiva verifica tecnica prevista dalla disposizione costituisce requisito necessario per la sicurezza dei locali di pubblico spettacolo; modifiche strutturali e di destinazione non autorizzate fanno venir meno la verifica riferita allo stato attuale dei locali.

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti del fumus boni iuris e del periculum in mora.

Massime di principio

  • La modifica non autorizzata dello stato strutturale o della destinazione dei locali destinati a pubblico spettacolo impedisce di ritenere sussistente, per lo stato attuale dell'immobile, la preventiva verifica tecnica prescritta dall'art. 80 TULPS in materia di solidità, sicurezza e idoneità delle vie di esodo.
  • La perdita dell'agibilità di un locale di pubblico spettacolo, determinata da modifiche non autorizzate incidenti sulla sicurezza e sulle vie di esodo, può fondare la revoca dell'autorizzazione allo svolgimento dei pubblici intrattenimenti.
  • La comunicazione della modifica del legale rappresentante effettuata a un'amministrazione per finalità diverse non sostituisce la specifica comunicazione dovuta all'autorità di pubblica sicurezza, quando quest'ultima sia necessaria per la verifica del requisito di pubblica sicurezza dell'autorizzazione.
  • In sede cautelare, le esigenze di sicurezza collettiva degli utenti e di idoneità delle vie di esodo prevalgono sulle esigenze imprenditoriali ed economiche del gestore del locale.
  • Non assume rilievo decisivo, ai fini cautelari, la contestazione della mancata puntuale descrizione delle difformità quando il destinatario conosca direttamente le modifiche da esso stesso realizzate e possa porvi rimedio mediante ripristino o adeguamento progettuale.

Come è indicizzato

MateriePubblici esercizi e somministrazioneLicenze e autorizzazioni di polizia
RamiCommercio e attività produttiveEnti locali e organizzazione amministrativa
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaPrincipio di legalità e tipicitàDifetto di motivazione

Testo integrale

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