Sentenza del 13/11/2015 n. 23237 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Campania, denunciando la violazione e falsa applicazione degli artt. 51 e 52 del D.P.R. n. 131/1986 e un vizio di motivazione. In particolare, sosteneva che la motivazione della CTR fosse contraddittoria perché le premesse logiche non coincidevano con le conclusioni relative alla determinazione del maggior valore del terreno ai fini dell'imposta di registro. Il valore era stato determinato in Euro 70.909,76, pari a Euro 18,08 al metro quadrato, rispetto ai soli Euro 2.000 dichiarati nell'atto e agli Euro 196.100 inizialmente accertati.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per l'assoluta genericità del quesito di diritto e del momento di sintesi, non collegati concretamente alla fattispecie e privi dell'indicazione precisa della violazione di legge o del vizio motivazionale denunciato. La Corte ha inoltre ritenuto il ricorso infondato nel merito, poiché il contribuente chiedeva sostanzialmente una nuova valutazione delle prove e del valore del terreno, attività non consentita in sede di legittimità. È stata ritenuta immune da vizi logici la valutazione della CTR, fondata sulle potenzialità edificatorie del terreno, sulla sua ubicazione in zona di riserva non infrastrutturata e sul valore stabilito dal comitato direttivo del consorzio ASI. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese, liquidate in Euro 4.000,00 per compensi professionali, oltre alle spese prenotate a debito.
Norme richiamate
D.P.R. n. 131 del 1986, artt. 51 e 52
Le disposizioni disciplinano i poteri dell'amministrazione finanziaria nella determinazione del valore dei beni ai fini dell'imposta di registro. Nel caso concreto, la valutazione del terreno è stata ritenuta legittima perché basata sulle sue caratteristiche, sulle potenzialità edificatorie e su un parametro di valore individuato dal consorzio ASI.
Art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5
I motivi di ricorso per cassazione devono denunciare specifiche violazioni di legge o vizi rilevanti della motivazione. Non possono essere utilizzati per ottenere una nuova valutazione delle prove o dei fatti già esaminati dal giudice di merito.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione deve contenere censure specifiche, concrete e direttamente riferite alla decisione impugnata; un quesito astratto o generico comporta l'inammissibilità.
- La Corte di Cassazione non costituisce un terzo grado di merito: non può rivalutare liberamente prove, documenti, stime o ricostruzioni fattuali effettuate dal giudice tributario.
- La scelta delle prove e la determinazione del valore economico di un bene spettano al giudice di merito, purché la motivazione sia coerente, comprensibile e priva di vizi logici.
- Nella determinazione del valore di un terreno ai fini dell'imposta di registro possono assumere rilievo la localizzazione, le potenzialità edificatorie, il livello di infrastrutturazione e i valori di riferimento elaborati da enti o consorzi competenti.
- Per contestare efficacemente una stima fiscale non è sufficiente sostenere che il giudice avrebbe dovuto preferire altri elementi probatori: occorre dimostrare una specifica violazione normativa o un'effettiva contraddittorietà, omissione o illogicità della motivazione.
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