Sentenza del 18/07/2016 n. 607 - Comm. Trib. Prov. Brescia
ACCERTAMENTO - Decadenza - Operazioni elusive ex art. 37-bis d.P.R. 600/1973 - Depenalizzazione - Raddoppio dei termini - Esclusione.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeÈ stato escluso il raddoppio dei termini di decadenza, poiché l'operazione elusiva non poteva più fondare una contestazione penale. L'accertamento, se notificato oltre i termini ordinari, risulta quindi tardivo sotto questo profilo.
Esito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguarda la legittimità dell'accertamento fiscale e, in particolare, l'applicabilità del raddoppio dei termini ordinari di decadenza per un'operazione qualificata come elusiva ai sensi dell'art. 37-bis del d.P.R. 600/1973. A seguito del d.lgs. 128/2015, tali operazioni non hanno più rilevanza penale; pertanto, in applicazione del principio del favor rei, non può essere contestato il reato di dichiarazione infedele per la sola natura elusiva dell'operazione.
Norme richiamate
Art. 37-bis d.P.R. 600/1973
La disposizione disciplinava le operazioni elusive; dopo le modifiche legislative, la loro qualificazione come elusive non è sufficiente a integrare un illecito penale.
D.lgs. 128/2015
Ha modificato la disciplina dell'abuso del diritto e dell'elusione fiscale, eliminando la rilevanza penale delle operazioni meramente elusive.
Principio del favor rei
La disciplina più favorevole si applica retroattivamente, impedendo di attribuire rilevanza penale a condotte che non la hanno più secondo la normativa vigente.
Disciplina del raddoppio dei termini di decadenza
Il raddoppio dei termini presuppone la sussistenza di una concreta fattispecie penalmente rilevante; non opera quando l'illecito penale è escluso per la natura meramente elusiva dell'operazione.
Massime di principio
- Il raddoppio dei termini per l'accertamento non può fondarsi sulla sola qualificazione fiscale di un'operazione come elusiva, se tale condotta non integra un reato.
- Quando una riforma elimina la rilevanza penale di una condotta, il principio del favor rei può incidere retroattivamente anche sugli effetti procedurali collegati alla contestazione penale, come il raddoppio dei termini.
- In situazioni analoghe occorre verificare se i fatti contestati integrino effettivamente un reato autonomo e concreto, distinto dalla mera elusione o abuso del diritto.
- Se non ricorrono i presupposti penali, l'Amministrazione deve rispettare i termini ordinari di decadenza; un accertamento notificato oltre tali termini può essere contestato per tardività.
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