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Sentenza

Sentenza n. 12859/2026 - Roma, Sezione 3Q

per l'annullamento dell’illegittimità del silenzio inadempimento formatosi nonché per la condanna ex art. 30 e 31 c.p.a. del Ministero della Salute ad adottare al riguardo un provvedimento espresso nel minor tempo possibile, eventualmente anche previa pronuncia sulla fondatezza della pretesa ex art. 31, comma 3, c.p.a. da parte di codesto Ecc.mo Tribunale Adito; e per la nomina, sin d’ora, di un commissario ad acta.

Giustizia amministrativa202602575

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio inadempimento sull’istanza di riconoscimento del titolo abilitativo estero all’esercizio della professione di infermiere

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (professionista sanitaria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha chiesto l’accertamento dell’illegittimità del silenzio formatosi sull’istanza del 17 giugno 2025, avente a oggetto il riconoscimento del titolo di infermiere conseguito in Albania nel 2007. Il Ministero ha sostenuto che il titolo era già stato esaminato nel 2012, quando il riconoscimento era stato subordinato al superamento di una prova attitudinale, e che la nuova istanza costituiva soltanto una sollecitazione al riesame della precedente domanda, fondata sull’esperienza professionale successivamente maturata, senza l’apertura di un nuovo procedimento tipico. La ricorrente ha insistito sulla necessità di una nuova valutazione alla luce della documentazione sopravvenuta, inclusa la certificazione dell’attività lavorativa svolta in Italia.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo che la nuova istanza non fosse una mera richiesta di riesame della precedente domanda, ma una nuova istanza corredata da documentazione nuova, relativa in particolare all’attività lavorativa svolta in Italia dopo l’istruttoria conclusa nel 2012. Secondo il giudice, la presenza di nuovi elementi rende necessaria una nuova valutazione amministrativa e non è logico escludere la possibilità di riproporre l’istanza di riconoscimento. Il Ministero della Salute è stato ordinato di adottare un provvedimento espresso entro 120 giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza, se anteriore. Le spese sono state compensate in ragione della peculiarità della questione.

Norme richiamate

  • art. 30 c.p.a.

    Richiamato quale base della domanda di condanna dell’amministrazione in relazione al silenzio, senza autonoma pronuncia risarcitoria nel dispositivo.

  • art. 31 c.p.a.

    Consente l’azione avverso il silenzio e la condanna dell’amministrazione a provvedere; il TAR ha ordinato l’adozione di un provvedimento espresso entro 120 giorni.

Massime di principio

  • Quando una nuova istanza amministrativa è corredata da elementi documentali nuovi, sopravvenuti rispetto alla precedente istruttoria, essa non può essere automaticamente qualificata come mera istanza di riesame, ma impone all’amministrazione una nuova valutazione e l’adozione di un provvedimento espresso.
  • La precedente definizione negativa o condizionata di una domanda di riconoscimento non preclude la riproposizione dell’istanza quando siano allegati nuovi elementi rilevanti ai fini della valutazione amministrativa.
  • In presenza di una nuova istanza corredata da documentazione potenzialmente rilevante, il silenzio dell’amministrazione è illegittimo e il giudice può ordinare l’adozione di un provvedimento espresso entro un termine assegnato, senza sostituirsi all’amministrazione nella valutazione di merito.

Come è indicizzato

MaterieProfessioni sanitarieGiudizio di ottemperanza
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTermini del procedimento

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