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Sentenza

Sentenza n. 1750/2026 - Salerno, Sezione 2

Giustizia amministrativa202501201

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza di demolizione n. 48 del 28 aprile 2025, notificata il 6 maggio 2025, relativa a due manufatti abusivi adibiti rispettivamente a camera di B&B e ad abitazione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'ordinanza che intimava la rimozione di due nuove costruzioni, rispettivamente di circa 17,20 mq e 54 mc, adibita a camera di B&B, e di circa 43,20 mq e 136 mc, adibita ad abitazione. Ha dedotto difetto di motivazione e di istruttoria per l'asserita indeterminatezza nell'identificazione degli immobili e delle tipologie di abuso; violazione dell'art. 7 l. 241/1990 per omessa comunicazione di avvio; insufficiente accertamento della data di costruzione, rilevante secondo la ricorrente perché le opere avrebbero potuto essere anteriori al regime autorizzatorio applicabile fuori dai centri urbani; mancata considerazione della possibilità di accertamento postumo di compatibilità paesaggistica ai sensi dell'art. 167, comma 4, d.lgs. 42/2004. Ha inoltre sostenuto che le dimensioni ridotte, il contesto già urbanizzato e la preesistente destinazione ricettiva escludessero un significativo impatto paesaggistico e urbanistico, lamentando il pregiudizio economico derivante dalla demolizione.

La decisione

Il TAR ha respinto tutte le censure. Ha ritenuto l'ordinanza di demolizione un atto vincolato e doveroso, per il quale non occorre una motivazione sull'interesse pubblico concreto e attuale al ripristino, essendo tale interesse insito nella repressione dell'abuso permanente; la motivazione è sufficiente quando descrive le opere e individua le violazioni, come nel caso in esame. Ha escluso la necessità della comunicazione di avvio, poiché la natura vincolata del potere non lascia spazio ad apporti partecipativi idonei a determinare un esito diverso, con applicazione dell'art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990. Quanto alla datazione, ha richiamato l'onere del privato di fornire prova rigorosa e oggettiva dell'epoca di realizzazione quando sostiene che l'opera risale a un periodo anteriore all'obbligo del titolo edilizio; il testo non riferisce che tale prova sia stata fornita. Infine, ha rilevato che le opere ricadono in area paesaggisticamente vincolata e che, in assenza sia di titolo edilizio sia di autorizzazione paesaggistica, il potere repressivo e la demolizione sono legittimi indipendentemente dal titolo edilizio ritenuto necessario per l'intervento. Le dimensioni, la destinazione dell'area e il pregiudizio economico non hanno superato tale conclusione. Ricorso respinto; spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990

    Vale, altresì soggiungere, poi che l’ordinanza di demolizione, quale atto dovuto a contenuto rigorosamente vincolato, non necessita di una preventiva comunicazione di avvio del procedimento, non ravvisandosi spazi per utili apporti partecipativi da parte del destinatario, atteso che la partecipazione del privato al procedimento comunque non potrebbe determinare alcun esito diverso, con conseguente applicazione del disposto di cui all’art. 21-octies, comma 2, prima linea, della medesima legge (T.A.R. Roma, sez. II, 10/12/2024, n.22347).

    La comunicazione di avvio non è necessaria per l'adozione dell'ordinanza di demolizione vincolata quando la partecipazione del destinatario non potrebbe incidere sull'esito, trovando applicazione l'art. 21-octies, comma 2.

  • art. 27 d.P.R. 380/2001

    L’art. 27 del d.P.R. n. 380/2001 impone di adottare un provvedimento di demolizione per tutte le opere che siano, comunque, costruite senza titolo in aree sottoposte a vincolo paesistico.

    In area paesaggisticamente vincolata, le opere realizzate senza titolo sono soggette alla misura demolitoria; quando mancano sia il titolo edilizio sia l'autorizzazione paesaggistica, il potere repressivo opera indipendentemente dal titolo edilizio che sarebbe stato richiesto per l'intervento.

Massime di principio

  • L'ordinanza di demolizione di opere abusive ha natura vincolata e non richiede una motivazione specifica sull'interesse pubblico concreto e attuale al ripristino della legalità, poiché tale interesse è insito nella repressione dell'illecito edilizio, che ha carattere permanente.
  • La motivazione dell'ordinanza di demolizione è sufficiente se descrive le opere abusive nei loro elementi identificativi e indica le violazioni accertate.
  • La comunicazione di avvio del procedimento non è necessaria per l'adozione dell'ordinanza di demolizione quando, data la natura vincolata del potere, la partecipazione del privato non potrebbe determinare un esito diverso, ai sensi dell'art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990.
  • Chi sostiene che un'opera edilizia sia stata realizzata prima dell'introduzione dell'obbligo di titolo abilitativo deve fornire una prova rigorosa, documentale e fondata su elementi oggettivi della sua datazione; dichiarazioni sostitutive e dichiarazioni di terzi non sono sufficienti.
  • Per opere realizzate senza titolo in area paesaggisticamente vincolata, in assenza sia del titolo edilizio sia dell'autorizzazione paesaggistica, è legittima la misura demolitoria indipendentemente dal titolo edilizio che sarebbe stato necessario per l'intervento.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria paesaggistica
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggio
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaPartecipazione procedimentaleOnere della prova e principio dispositivo

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