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Ordinanza

Ordinanza n. 95/2026 - C.g.a.r.s, Sezione 1

per la riforma dell'ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Terza), n. 12/2026, resa tra le parti, pubblicata il 14 gennaio 2026, non notificata, pronunciata nel giudizio di primo grado n.r.g. 2375/2025;

Giustizia amministrativa202600140

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
CGARSOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza cautelare del TAR Sicilia, Sez. III, che ha respinto la domanda di sospensione del diniego del permesso di soggiorno

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione dell'interno)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La cittadina cinese ha impugnato l'ordinanza cautelare del TAR Sicilia che aveva respinto la richiesta di sospensione del provvedimento del Questore di Palermo del 17 novembre 2025, con il quale era stata rigettata l'istanza di rilascio di un permesso di soggiorno per lavoro subordinato o, in subordine, per motivi familiari. Dal testo emergono, quali elementi posti a fondamento del diniego e valutati dal giudice, la perdurante pericolosità sociale dell'istante, già condannata definitivamente, in concorso, per il reato di concessione di locali per l'esercizio della prostituzione e successivamente tratta in arresto per evasione. È inoltre dedotta la rilevanza della tutela del nucleo familiare, in relazione al figlio dell'appellante, che lavora in una città diversa da quella in cui lavora la madre.

La decisione

Il CGARS ha respinto l'appello cautelare, confermando in via cautelare l'ordinanza del TAR. Ha ritenuto insussistente il fumus boni iuris perché la Questura aveva ampiamente motivato sulla perdurante pericolosità sociale dell'istante, valorizzando la condanna definitiva e il successivo arresto per evasione. Ha inoltre ritenuto prevalenti le esigenze di ordine pubblico rispetto alla tutela del nucleo familiare, anche considerando che madre e figlio lavorano in città diverse. Le spese del giudizio d'appello sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l'appello cautelare avverso le ordinanze cautelari del TAR.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato per disporre l'oscuramento delle generalità e degli altri dati idonei a identificare la parte appellante.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Nel giudizio cautelare in materia di permesso di soggiorno, il fumus boni iuris difetta quando il provvedimento questorile abbia adeguatamente motivato la perdurante pericolosità sociale dello straniero sulla base di una condanna definitiva e di ulteriori condotte penalmente rilevanti.
  • Nella ponderazione cautelare relativa al rilascio o al mantenimento di un titolo di soggiorno, le esigenze di ordine pubblico possono prevalere sulla tutela del nucleo familiare quando gli elementi concreti del caso rendano non particolarmente intensa o attuale la convivenza e il radicamento familiare.
  • L'appello cautelare deve essere respinto quando manchi il fumus boni iuris, anche se sia prospettata una lesione di esigenze familiari, qualora l'amministrazione abbia adeguatamente motivato il diniego e le ragioni di ordine pubblico risultino prevalenti.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
SottomaterieDiniego e revoca per precedenti penaliLegami familiari e radicamento
IstitutiTutela cautelarePonderazione degli interessi e interesse pubblicoDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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