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Sentenza

Sentenza del 09/06/2015 n. 3292 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Tributi erariali indiretti - Registro - Eredità - Dichiarazione di successione - Errore commesso dagli eredi del de cuius - Emendabilità successiva alla presentazione - Sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La contestazione è stata accolta: la dichiarazione di successione è emendabile anche successivamente alla presentazione. L'articolo 9, commi 7 e 8, del D.P.R. n. 600/1973 non stabilisce un limite temporale all'emendabilità in caso di errori del contribuente. Negare la possibilità di rettifica comporterebbe un prelievo fiscale indebito, contrario ai principi di capacità contributiva e di correttezza dell'azione amministrativa.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Gli eredi hanno contestato l'impossibilità di correggere o ritrattare la dichiarazione di successione dopo la sua presentazione, sostenendo che l'errore commesso nella dichiarazione dovesse poter essere emendato. La dichiarazione di successione contiene infatti una mera esternazione di scienza e di giudizio e non costituisce un atto negoziale o dispositivo irrevocabile. Essa può quindi essere modificata quando emergano nuovi elementi di conoscenza o di valutazione, trattandosi di un atto inserito nel procedimento di accertamento dell'obbligazione tributaria.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 600/1973, art. 9, commi 7 e 8

    La norma non introduce un limite temporale assoluto alla possibilità di correggere una dichiarazione di successione quando il contribuente abbia commesso un errore.

  • Costituzione, art. 53

    Il principio di capacità contributiva impedisce che il contribuente sia assoggettato a un prelievo superiore a quello effettivamente dovuto a causa di un errore dichiarativo emendabile.

  • Costituzione, art. 97

    Il principio di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione richiede che l'Amministrazione eviti di mantenere un'imposizione oggettivamente non corretta.

Massime di principio

  • La dichiarazione di successione, in quanto dichiarazione di scienza e non atto negoziale, può essere corretta o integrata anche dopo la presentazione, se l'errore incide sulla corretta determinazione dell'imposta.
  • L'assenza di un termine specifico non significa che ogni rettifica sia sempre possibile senza limiti: devono essere rispettate le regole procedurali applicabili, i termini di rimborso o di impugnazione e gli eventuali termini di decadenza previsti dalla legge.
  • In caso di errore dichiarativo, è opportuno documentare tempestivamente l'errore e presentare una dichiarazione rettificativa o un'istanza all'Amministrazione finanziaria, chiedendo la riliquidazione dell'imposta o il rimborso dell'eventuale eccedenza.
  • L'Amministrazione non dovrebbe pretendere un'imposta non dovuta solo perché l'errore è stato rilevato dopo la presentazione della dichiarazione, poiché ciò contrasterebbe con i principi di capacità contributiva e correttezza dell'azione amministrativa.
  • Il principio riguarda gli errori oggettivamente dimostrabili nella rappresentazione dei dati rilevanti ai fini fiscali e non necessariamente le successive modifiche di convenienza o le scelte negoziali del contribuente.

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