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Sentenza

Corte di giustizia, Ordinanza C-594/22

Order of the Court (Chamber determining whether appeals may proceed) of 5 December 2022. — Gugler France v European Union Intellectual Property Office. — Appeal – EU trade mark – Determination as to whether appeals should be allowed to proceed – Article 170b of the Rules of Procedure of the Court of Justice – Request failing to demonstrate that an issue is significant with respect to the unity, consistency or development of EU law – Refusal to allow the appeal to proceed. — Case C-594/22 P

Giurisprudenza europea62022CO0594

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha respinto la domanda di autorizzazione a procedere del ricorso proposto da Gugler France avverso una sentenza del Tribunale in materia di marchio UE. Ha ritenuto che la ricorrente non avesse dimostrato in modo concreto e dettagliato che i motivi di ricorso sollevassero una questione significativa per l’unità, la coerenza o lo sviluppo del diritto dell’Unione. Di conseguenza, il ricorso non è stato ammesso e Gugler France è stata condannata a sopportare le proprie spese.

Ricorso per cassazione in materia di marchio UE: mancata ammissione del ricorso perché la domanda non dimostra che la censura sollevi una questione significativa per l’unità, la coerenza o lo sviluppo del diritto dell’Unione

La questione giuridica

Se il ricorso per cassazione proposto avverso una sentenza del Tribunale in materia di marchio UE, fondato sull’asserita violazione dell’articolo 51, paragrafo 1, lettera b), del regolamento n. 40/94 e della giurisprudenza sulla mala fede del richiedente, dovesse essere autorizzato a procedere ai sensi dell’articolo 58a dello Statuto e degli articoli 170a e 170b del Regolamento di procedura, in quanto sollevante una questione significativa per l’unità, la coerenza o lo sviluppo del diritto dell’Unione.

Principio di diritto

Il ricorso non può essere ammesso a procedere se il ricorrente non dimostra, con indicazioni concrete e specifiche, che i motivi dedotti sollevano una questione significativa per l’unità, la coerenza o lo sviluppo del diritto dell’Unione; non basta limitarsi a elencare errori asseriti del Tribunale o a invocare in modo generico la giurisprudenza della Corte. In materia di mala fede del richiedente alla registrazione del marchio, l’eventuale censura sull’applicazione dell’articolo 51, paragrafo 1, lettera b), del regolamento n. 40/94 non è sufficiente, di per sé, a superare il filtro dell’articolo 58a se non viene spiegato perché l’errore denunciato presenti tale rilievo sistemico.

Norme richiamate

  • Articolo 56 dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea
  • Articolo 58a dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea
  • Articolo 170a del regolamento di procedura della Corte di giustizia
  • Articolo 170b del regolamento di procedura della Corte di giustizia
  • Articolo 137 del regolamento di procedura della Corte di giustizia
  • Articolo 184, paragrafo 1, del regolamento di procedura della Corte di giustizia
  • Articolo 51, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 40/94

Ricorso in materia di marchio UE e filtro di ammissibilità

La pronuncia è un’ordinanza della Corte di giustizia, resa dalla Camera che decide se i ricorsi possano essere esaminati, nel procedimento C-594/22 P. Il ricorso riguardava una controversia in materia di marchio dell’Unione europea e, in particolare, la conferma della registrazione del segno figurativo "GUGLER".

Fatti e procedimento principale

Gugler France impugnava la sentenza del Tribunale del 13 luglio 2022, che aveva respinto il suo ricorso di annullamento avverso la decisione della Quinta commissione di ricorso dell’EUIPO del 9 dicembre 2020. Tale decisione aveva confermato la registrazione del marchio figurativo GUGLER. Nel procedimento principale era intervenuto Alexander Gugler.

Quadro normativo applicabile

La Corte richiama innanzitutto il meccanismo introdotto dall’articolo 58a dello Statuto della Corte di giustizia, secondo cui i ricorsi avverso decisioni del Tribunale concernenti decisioni di commissioni di ricorso indipendenti dell’EUIPO non procedono se non previa decisione favorevole della Corte. Il ricorso può essere ammesso, integralmente o in parte, solo se solleva una questione significativa per l’unità, la coerenza o lo sviluppo del diritto dell’Unione.

Vengono inoltre richiamati:

  • l’articolo 170a, paragrafo 1, del regolamento di procedura, che impone al ricorrente di allegare una domanda di autorizzazione a procedere contenente tutti gli elementi necessari;
  • l’articolo 170b, paragrafi 1 e 3, che prevedono una decisione motivata in forma di ordinanza;
  • l’articolo 170b, paragrafo 4, per quanto riguarda il contenuto della decisione;
  • l’articolo 137 del regolamento di procedura, applicabile in cassazione per il tramite dell’articolo 184, paragrafo 1, sulle spese;
  • l’articolo 51, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 40/94, invocato nel motivo di ricorso relativo alla mala fede.

Ragionamento della Corte

La Corte ricorda che incombe al ricorrente dimostrare che le questioni sollevate sono significative per l’unità, la coerenza o lo sviluppo del diritto dell’Unione. La domanda di ammissione deve indicare in modo chiaro e dettagliato:

  • i motivi di ricorso;
  • la specifica questione di diritto sollevata da ciascun motivo;
  • perché tale questione è significativa secondo i criteri dell’articolo 58a;
  • in caso di censura per violazione della giurisprudenza, i punti precisi della sentenza impugnata e delle decisioni o sentenze della Corte asseritamente contraddetti.

La Corte sottolinea che non è sufficiente un’affermazione generica secondo cui il Tribunale avrebbe applicato erroneamente la propria giurisprudenza o quella della Corte. Occorre una dimostrazione concreta, specifica al caso, del rilievo sistemico della questione dedotta.

Nel caso di specie, Gugler France si limitava a contestare la valutazione del Tribunale sulla mala fede del richiedente al momento del deposito della domanda di registrazione, richiamando la giurisprudenza della Corte, in particolare la sentenza Chocoladefabriken Lindt & Sprüngli (C-529/07). Tuttavia, la Corte osserva che la ricorrente non spiegava adeguatamente, né dimostrava, in che modo gli asseriti errori del Tribunale presentassero una rilevanza tale da incidere sull’unità, coerenza o sviluppo del diritto dell’Unione. Le argomentazioni erano considerate troppo generiche.

Decisione e spese

La Corte conclude che la domanda non è idonea a dimostrare che il ricorso sollevi una questione significativa ai sensi dell’articolo 58a dello Statuto. Di conseguenza, il ricorso non è stato autorizzato a procedere.

Quanto alle spese, poiché l’ordinanza è stata adottata prima della notifica del ricorso alle altre parti, la Corte dispone che Gugler France sopporti le proprie spese.

Principio affermato

Nel sistema dell’articolo 58a dello Statuto, la semplice allegazione di errori del Tribunale nella valutazione della mala fede del richiedente, anche se accompagnata dal richiamo alla giurisprudenza della Corte, non basta ad ammettere il ricorso: il ricorrente deve indicare con precisione perché la questione sia significativa per l’unità, la coerenza o lo sviluppo del diritto dell’Unione.

Come è indicizzato

Materiemarchi dell’unione europearicorso per cassazionefiltro di ammissibilità del ricorsomala fede nella domanda di registrazionespese processuali

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