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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23124/2025 del 20/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Napoli che aveva confermato la condanna emessa dal Tribunale di Avellino per il delitto in relazione agli artt. 110 e 81 c.p. e art. 55, comma 9, D.Lvo 231/2007. Con un unico motivo deduceva violazione di legge (artt. 178, 185 e 604 c.p.p.) e nullità della sentenza per aver celebrato l'udienza dell'8/6/2022 in assenza del difensore di fiducia, malgrado la tempestiva presentazione di un'istanza di differimento per impegno professionale concomitante dell'avvocato; censurava inoltre che la Corte territoriale avesse valutato l'ammissibilità e fondatezza dell'istanza di rinvio (competenza del giudice di primo grado) privando l'imputata della decisione nella sede naturale di giudizio.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che, ai fini del controllo di legittimità, la Corte può valutare la correttezza in diritto della decisione di rito indipendentemente dalla motivazione del giudice a quo e anche accedendo agli atti. Nel caso specifico ha condiviso la valutazione della Corte territoriale secondo cui l'istanza di legittimo impedimento depositata in primo grado era incompleta: il verbale allegato non indicava né il nome dell'imputato detenuto né il nome del difensore (avv. Russo) indicato nell'istanza, sicché la richiesta non era adeguatamente documentata. Per questi motivi la censura difensiva è stata ritenuta infondata. Conseguentemente la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 a favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Codice Penale

    Richiamati in relazione alla responsabilità penale per concorso di persone e alle relative regole sulla punibilità; nella fattispecie risultano essere le norme poste a fondamento della imputazione penalmente rilevante contestata alla ricorrente.

  • Decreto Legislativo 231/2007

    Riferimento alla normativa sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche e alle sanzioni applicabili; la condanna in primo e secondo grado è stata motivata anche con riferimento a tale disciplina.

  • Codice di Procedura Penale

    art. 178, art. 185, art. 604

    Articoli evocati dalla difesa per sostenere la nullità del procedimento e violazioni di rito (es. nullità per violazione del diritto di difesa e rimedi processuali). La Corte di cassazione, tuttavia, ha ritenuto che le censure fondate su tali norme fossero infondate perché l'istanza di rinvio era documentalmente incompleta e la valutazione della decisione di rito può essere fatta dalla Cassazione anche prescindendo dalla motivazione del giudice a quo.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (richiamata)

    sez. 5, n. 14022/2016; sez. 5, n. 15124/2002; sez. 5, n. 19970/2019; sez. 5, n. 17979/2013

    Richiamati principi secondo i quali le sentenze di primo e secondo grado si integrano e la Corte di cassazione è giudice dei presupposti di decisioni di rito, potendo valutare la correttezza in diritto anche se la motivazione del giudice a quo è carente o formulata a posteriori.

Massime di principio

  • La Corte di cassazione può valutare la correttezza in diritto delle decisioni di rito anche prescindendo dalla motivazione fornita dal giudice di merito; dunque una motivazione mancante in primo grado non garantisce automaticamente l'annullamento se la decisione risulta corretta agli atti.
  • Le istanze di rinvio o di legittimo impedimento devono essere documentate in modo completo e coerente: il verbale e gli allegati devono indicare con chiarezza le persone coinvolte (nome dell'imputato, nome del difensore, e l'evento impeditivo) altrimenti l'istanza può essere ritenuta inammissibile.
  • La valutazione dell'ammissibilità e della fondatezza delle eccezioni processuali spetta primariamente al giudice di primo grado, ma in sede di legittimità la Corte può comunque esaminare i presupposti e confermare o respingere la decisione in base agli atti.
  • In caso di rigetto del ricorso per manifesta infondatezza il ricorrente può essere condannato al pagamento delle spese e a sanzioni pecuniarie (cassa delle ammende); pertanto la difesa dovrebbe curare particolarmente la completezza formale delle istanze processuali per evitare conseguenze negative.
  • Quando si contesta la mancata valutazione di una istanza di rinvio, è essenziale dimostrare non solo la tempestività ma anche la completezza e la documentazione dell'impedimento; l'assenza di elementi identificativi può vanificare la contestazione.

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