Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza del 11/01/2021 n. 102 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia

Esenzione TARSU - Inutilizzabilità.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente sosteneva che i locali o le aree erano inattivi/inutilizzabili e quindi non potevano produrre rifiuti e chiedeva l'esenzione TARSU. La questione verte sulla presunzione legale, prevista dall'art. 62, comma 2 del D.Lgs. n. 507/1993, secondo cui i possessori degli immobili sono considerati produttori di rifiuti salvo prova contraria: spetta quindi al contribuente dimostrare, con elementi oggettivi e probatori, l'improduttività effettiva dei locali (ad es. demolizione, inagibilità irreversibile, totale assenza di uso e accesso, certificazioni tecniche, perizia, fotografie, interventi di sigillatura, ecc.).

La decisione

La sentenza ha confermato la presunzione legale di produzione di rifiuti prevista dall'art. 62 D.Lgs. 507/1993 e ha rigettato la domanda di esenzione per mancata prova dell'improduttività: il contribuente non ha fornito elementi oggettivi sufficienti a superare la presunzione e quindi l'obbligo contributivo è stato mantenuto dal Comune. La giurisprudenza citata (Cass. n. 23669/2019 e Cass. n. 19469/2014) è stata richiamata in senso conforme, ribadendo l'onere probatorio a carico del privato e l'inutilizzabilità come fatto costitutivo da provare.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 507/1993, art. 62, comma 2

    presunzione legale relativa di produzione di rifiuti a carico dei possessori degli immobili

    La norma instaura una presunzione relativa: il possessore è considerato produttore di rifiuti salvo che questi provi l'improduttività dei locali con documenti e fatti idonei a confutare la presunzione.

  • Cass. civ., n. 23669/2019

    sentenza di conferma del principio (riferimento giurisprudenziale)

    Conferma che l'onere della prova dell'inutilizzabilità grava sul contribuente; la mancata prova comporta il rigetto della domanda di esenzione.

  • Cass. civ., n. 19469/2014

    sentenza di segno conforme (riferimento giurisprudenziale)

    Ribadisce che l'inutilizzabilità va provata con elementi oggettivi e che la sola dichiarazione del possessore è insufficiente.

Massime di principio

  • L'art. 62 D.Lgs. 507/1993 pone una presunzione relativa: il contribuente deve provare l'effettiva impossibilità dei locali di produrre rifiuti per ottenere l'esenzione.
  • La prova deve essere oggettiva e documentale: perizie tecniche, certificati di demolizione/inagibilità, fotografie, verbali di accesso negato, provvedimenti amministrativi attestanti lo stato dei luoghi, o CTU giudiziaria.
  • Va distinta l'inutilizzabilità permanente (più facilmente riconoscibile) dalla mera inattività temporanea: l'esenzione è più difficile da ottenere quando si tratta di sospensioni temporanee dell'uso.
  • La presenza di anche minima attività o di condizioni che permettono comunque la produzione di rifiuti esclude l'esenzione: occorre dimostrare l'assenza totale o strutturale della produzione di rifiuti.
  • In caso di contesa è utile chiedere accertamenti ispettivi, produrre documentazione amministrativa e tecnico-legale e, se necessario, richiedere una CTU per fornire prova adeguata.
  • Chi contesta l'imposizione dovrebbe valutare tempestivamente i mezzi probatori (es. certificazioni comunali, dichiarazioni di fornitori, contratti di locazione, stato di fatto dimostrabile) e considerare il decorso temporale della pretesa (annualità della tassa).

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza tributaria, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.