Cassazione Civile, Ordinanza n. 18883/2024 del 10/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (ente locale)
La controversia
La controversia originava da un giudizio promosso da un comune contro un consorzio di bonifica e contro la società concessionaria della riscossione, per ottenere l'annullamento di un'ingiunzione di pagamento relativa a contributi consortili connessi allo scarico di acque meteoriche nei canali del consorzio, per annualità comprese tra il 2008 e il 2016. Il Tribunale ordinario, investito in primo grado, aveva declinato la propria competenza ritenendo la controversia devoluta al Tribunale regionale delle acque pubbliche; il giudizio era stato riassunto davanti a quest'ultimo. Il Tribunale regionale, ritenendo errata la declinatoria del giudice ordinario e sostenendo che la lite non investisse acque pubbliche ma solo acque meteoriche destinate a smaltimento, ha sollevato d'ufficio regolamento di competenza ex art. 45 c.p.c., chiedendo alla Corte di dichiarare la competenza del tribunale ordinario. Il Comune, quale parte sostanzialmente resistente rispetto all'istanza di regolamento, si opponeva implicitamente alla rimessione al giudice ordinario nei termini processuali della riassunzione.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il regolamento di competenza d'ufficio. Pur riconoscendo che la motivazione del Tribunale regionale mirava a contestare nel merito la precedente declaratoria di incompetenza per materia, la Corte ha rilevato che l'istanza non individuava in modo coerente un diverso giudice competente per materia o per territorio inderogabile, limitandosi a negare la competenza specializzata. In base alla giurisprudenza consolidata e al principio affermato dalle Sezioni Unite n. 1202/2018, il regolamento d'ufficio non è ammissibile quando, esaurita la questione sulla materia, la competenza residua sia solo regolata da criteri ordinari di valore o di territorio derogabile; in tal caso la competenza resta radicata presso il giudice ad quem davanti al quale la causa è stata riassunta. La Corte ha quindi lasciato ferma la prosecuzione del processo dinanzi al giudice presso cui la causa era stata riassunta e non ha provveduto sulle spese.
Norme richiamate
art. 45 c.p.c.
regolamento di competenza d'ufficio
può essere sollevato solo in presenza di un conflitto negativo di competenza per materia o per territorio nei casi di competenza inderogabile; non è ammissibile quando la controversia ricade solo nei criteri ordinari di valore o di territorio derogabile.
art. 28 c.p.c.
nei casi previsti dall'art. 28
richiamato come limite ai conflitti di competenza che possono essere sollevati d'ufficio, in relazione alla competenza territoriale inderogabile.
art. 380-bis.1 c.p.c.
trattazione ... in camera di consiglio
norma processuale che disciplina la trattazione camerale del regolamento.
art. 49, comma 2, c.p.c.
ex art. 49, comma secondo, c.p.c.
richiamato per evidenziare che un eventuale accoglimento del regolamento non può produrre effetti equivalenti a un regolamento d'ufficio su competenza per valore, non consentito dall'ordinamento.
art. 1 r.d. 11 dicembre 1933, n. 1755
attitudine ad usi di pubblico generale interesse
utilizzato per affermare che le acque piovane e nere convogliate nelle fognature, destinate al mero smaltimento, non sono acque pubbliche, mancando l'attitudine a usi di pubblico generale interesse.
r.d. 11 dicembre 1933, n. 1775
richiamato quale testo normativo di riferimento per l'individuazione delle acque pubbliche e della competenza del giudice specializzato.
Massime di principio
- Il regolamento di competenza d'ufficio ex art. 45 c.p.c. è ammissibile soltanto quando il secondo giudice, dopo la riassunzione, contesti la competenza per materia o per territorio inderogabile e indichi un diverso giudice ugualmente competente su tali criteri; non basta la sola negazione della propria competenza.
- Se, esclusa la competenza per materia o per territorio inderogabile, la controversia resta regolata soltanto dai criteri ordinari di valore o di territorio derogabile, il conflitto di competenza d'ufficio è inammissibile e la competenza resta radicata presso il giudice ad quem.
- La competenza dei tribunali regionali delle acque pubbliche sussiste solo quando la controversia coinvolga profili di demanialità delle acque pubbliche, contenuto o limiti di concessioni di utenza, diritti di derivazione o utilizzazione delle acque, o comunque interessi pubblici connessi al regime delle acque.
- Le acque piovane o reflue convogliate in fognatura, destinate al mero smaltimento, non integrano di regola acque pubbliche; la loro eventuale riconducibilità al regime delle acque pubbliche richiede il superamento del mero smaltimento e la depurazione tale da renderle risorsa idonea a usi di pubblico interesse.
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