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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22582/2025 del 16/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava il rigetto dell'istanza di riesame contro il sequestro preventivo per equivalente disposto dal G.I.P. di Busto Arsizio. Le censure principali erano: mancata autonoma motivazione del Tribunale del riesame (mera ripetizione del G.I.P./PM), omissione della valutazione dell'inquinamento probatorio e mancato sequestro degli strumenti informatici della denunciante Debora Boi, mancata valutazione della proporzionalità della misura cautelare, e dedotta irretroattività dell'estensione del sequestro per equivalente ai reati di contrabbando introdotta dal d.lgs. n. 155/2022 in relazione a fatti anteriori alla sua entrata in vigore.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato infondato. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse offerto autonoma e adeguata valutazione degli elementi indiziari, descrivendo il meccanismo fraudolento (spedizioni fittizie verso la US Navy per ottenere esenzioni doganali), richiamando elementi istruttori multipli (dichiarazioni dei dipendenti, denuncia di Deborah Boi, tabulati telefonici, comunicazioni della US Navy, esiti perquisizioni) e non limitandosi alla denuncia. Sulla questione di retroattività, la Corte ha ritenuto inapplicabile l'eccezione poiché il reato è qualificabile come permanente e si applica la legge vigente al momento della cessazione della permanenza; inoltre ha spiegato la continuità normativa tra d.P.R. n. 43/1973 e il d.lgs. n. 141/2024 e l'intervento del d.lgs. n. 155/2022 che ha introdotto la confisca per equivalente. Quanto alla proporzionalità e al "periculum in mora", la Corte ha ritenuto adeguatamente motivate le ragioni di rischio di dispersione dei beni (somme rilevanti, natura dei beni, condotte evasive), giustificando il sequestro preventivo a fini di confisca.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.; artt. 292 e 295, comma 2, lett. d-bis, d.P.R. n. 43/1973; art. 70 d.P.R. n. 633/1972

    Norme penali e doganali richiamate per la configurazione dei reati di contrabbando e falsificazione della documentazione doganale e fiscale; la Corte ritiene sussistenti indizi in relazione a tali norme.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Limita il ricorso per cassazione contro ordinanze in materia di misure cautelari reali per violazione di legge; la Corte ricorda che l'impugnazione è ammessa solo per vizi di diritto o motivazione gravemente carente.

  • art. 301, comma primo, d.P.R. n. 43/1973 (modificato)

    Quando non è possibile procedere alla confisca delle cose di cui al periodo precedente, è ordinata la confisca di somme di danaro, beni e altre utilità per un valore equivalente, di cui il condannato ha la disponibilità, anche per interposta persona

    La modifica ha introdotto la confisca per equivalente per i reati doganali; la Corte ne ricava la legittimità del sequestro per equivalente in caso di impossibilità di confiscare direttamente le cose.

  • d.lgs. n. 155/2022 (art. 2 comma 1) e d.lgs. n. 141/2024 (art. 94 comma 1, art. 7)

    Il d.lgs. 155/2022 ha esteso la confisca per equivalente ai reati di contrabbando; il d.lgs. 141/2024 ha recepito e trasferito disposizioni e ha disciplinato la continuità normativa rispetto al testo unico doganale abrogato. La Corte ritiene applicabile la disciplina in quanto compatibile con la natura di reato permanente e con la successione normativa.

  • art. 321, comma 2, cod. proc. pen.; art. 240 cod. pen.

    Criteri per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca e necessità di motivare il periculum in mora; la Corte ritiene che il G.I.P. e il riesame abbiano adeguatamente indicato tali esigenze.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione contro ordinanze di riesame in materia di misure reali è ammesso solo per violazione di legge o per motivazione radicalmente insufficiente: le mere divergenze di valutazione degli elementi indiziari non sono rilevanti in cassazione.
  • La confisca (e il sequestro preventivo finalizzato alla confisca) per equivalente può essere disposta anche per reati doganali se previsto dalla normativa vigente al momento della cessazione della natura permanente del reato; la qualificazione di "reato permanente" consente l'applicazione della legge sopravvenuta.
  • Per contrastare efficacemente un sequestro preventivo a fini di confisca occorre dimostrare che la motivazione è formalmente o sostanzialmente assente o contraddittoria; semplici contestazioni sull'interpretazione degli elementi probatori non sono sufficienti.
  • La valutazione del "periculum in mora" può fondarsi su elementi oggettivi (entità del profitto, natura dei beni) o soggettivi (comportamento dell'indagato) e non richiede che tutti gli elementi concorrano contemporaneamente: è sufficiente uno dei criteri per giustificare la misura.
  • Le eccezioni relative al mancato sequestro di strumenti informatici o all'inquinamento probatorio devono essere concretamente motivate e documentate: l'asserita omissione non prevale se il giudice ha valutato complessivamente altre fonti probatorie rilevanti.
  • Nei casi di successione normativa, quando il fatto è permanente la legge applicabile è quella vigente al momento della cessazione della permanenza (i.e. al momento in cui cessa l'omissione o si estingue la disponibilità), anche se più sfavorevole rispetto alla legge anteriore.

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