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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15717/2025 del 22/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del Tribunale della libertà di Brescia che, in accoglimento dell'appello del pubblico ministero avverso la decisione del GIP, aveva ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari per i fatti di cui all'art. 73 DPR 309/1990 (ritrovamento in auto di 66,06 kg di cocaina, denaro, telefoni e orologio), disponendo misure più afflittive rispetto a quelle rese dal GIP (ribaltamento del provvedimento di remissione per il terzo e sostituzione delle misure per gli altri due). I motivi di ricorso contestavano, tra l'altro: carenza di deduzioni del PM sulle esigenze cautelari; ritardo temporale; mancata traduzione dell'ordinanza in lingua nota; insufficienza e mancata valutazione di misure meno afflittive (anche braccialetto elettronico, art. 275-bis c.p.p.); mancanza di attualità del pericolo di reiterazione; ingiustificata riforma in peius e mancato esame delle dichiarazioni liberatorie e delle giustificazioni sul denaro.

La decisione

La Corte ha rigettato tutti i ricorsi. Ha ritenuto congrua la motivazione del Tribunale del riesame circa la sussistenza dei gravi indizi e delle esigenze cautelari, fondandosi su elementi quali la quantità e il valore della droga, la modalità di custodia (panetti sparsi e forte odore), il doppiofondo del veicolo, il rinvenimento di denaro e numerosi telefoni e il nervosismo di uno degli occupanti; ha inoltre osservato che il Tribunale ha correttamente valutato il 'tempo silente' e l'adeguatezza delle misure gradate (notando che il braccialetto elettronico è modalità di esecuzione della domiciliare e non misura alternativa necessariamente idonea). Quanto alla presunta nullità per mancata traduzione, la Corte ha rilevato che la traduzione in albanese era stata disposta in sede di convalida e che la questione non era stata tempestivamente sollevata in riesame. I ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 73, d.P.R. n. 309/1990

    Norma sostanziale che disciplina il reato di traffico di stupefacenti; la consistenza dell'ingente quantitativo di cocaina ha costituito elemento centrale per la valutazione della gravità indiziaria e del contesto di narcotraffico

  • art. 274, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Prevede il pericolo di reiterazione come causa di applicazione delle misure cautelari; la Corte ricorda che l'attualità del pericolo va valutata prognosticamente sulla base del contesto, della personalità e delle modalità della condotta

  • art. 275-bis, cod. proc. pen.

    Disciplina il presidio elettronico; la Corte conferma che il braccialetto è una modalità di esecuzione della misura domiciliare e non sempre una misura alternativa che debba essere motivata separatamente quando il giudice ritenga inadeguata la domiciliare in astratto

  • art. 273, comma 1-bis, cod. proc. pen.

    Riferimento alla valutazione dei gravi indizi di colpevolezza; la Corte sottolinea che il livello probatorio richiesto in sede cautelare è diverso e meno stringente rispetto al giudizio di merito

  • art. 192, comma 2, cod. proc. pen.

    Norma sul criterio probatorio del giudizio di merito; la Corte ricorda che tale criterio non è applicabile alla valutazione dei gravi indizi cautelari

  • art. 143 e art. 292, cod. proc. pen.

    Norme sulla traduzione degli atti per gli alloglotti; la mancata traduzione è nullità di regime intermedio se emerge la mancata conoscenza della lingua, ma tale vizio deve essere tempestivamente eccepito in sede di riesame e va indicato l'effetto concreto sull'esercizio della difesa

  • art. 299, cod. proc. pen.

    Regole su revoca/sostituzione delle misure: il tempo rilevante è quello decorrente dall'applicazione/esecuzione della misura, e il giudice valuta se fatti sopravvenuti abbiano attenuato le esigenze cautelari

  • art. 28 reg. esec., cod. proc. pen.

    Riferimento formale agli adempimenti di cancelleria per l'esecuzione della sentenza (condanna alle spese)

Massime di principio

  • Il giudice dell'appello cautelare può riformare in pejus la decisione del GIP (soprattutto se l'appello è del pubblico ministero) e non è vincolato allo stesso standard probatorio del giudizio di merito: per le misure cautelari è sufficiente la presenza di gravi indizi valutati nel complesso probatorio
  • La quantità, il valore e le modalità di custodia degli stupefacenti (panetti sparsi, forte odore, doppiofondo del veicolo), unitamente al rinvenimento di denaro e telefoni e a comportamenti (es. nervosismo), possono legittimamente essere considerati elementi sintomatici di inserimento nel narcotraffico e fondare esigenze cautelari
  • Il tempo trascorso tra il fatto e l'adozione della misura non esclude automaticamente le esigenze cautelari: la valutazione dell'attualità del pericolo è prognostica e va commisurata alla gravità e alle modalità della condotta e al contesto sociale dei soggetti
  • Il braccialetto elettronico è una modalità di esecuzione della misura domiciliare e non costituisce sempre una misura sostitutiva obbligatoriamente idonea; il giudice deve motivare l'inidoneità delle misure gradate solo se rilevante per il caso concreto
  • La mancata traduzione di atti restrittivi per soggetti che non conoscono la lingua italiana costituisce nullità intermedia ma deve essere eccepita tempestivamente (in sede di riesame) e deve essere dimostrato l'effetto concreto sulla difesa per essere rilevante in sede di legittimità
  • In sede di cassazione per vizio di motivazione del riesame il controllo è limitato all'adeguatezza logico-giuridica delle ragioni addotte dal giudice di merito e non autorizza una nuova valutazione degli stessi fatti se non per profili di manifesta illogicità o violazione di diritto

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