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Cassazione Civile, Ordinanza n. 18189/2026 del 05/06/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia riguarda plurimi avvisi/processi verbali doganali relativi all'importazione nel 2022 di capi di abbigliamento. L'Ufficio doganale ha contestato che, nella dichiarazione del valore in dogana resa dall'operatore doganale indiretto per conto delle società importatrici, non fosse stato incluso il valore delle royalties dovute ai licenzianti del marchio. I giudici di merito avevano accolto i ricorsi delle società e poi rigettato gli appelli dell'Agenzia, ritenendo che il pagamento dei diritti di licenza non fosse condizione della vendita, poiché l'importatore non era obbligato a rivolgersi a un fornitore determinato e il licenziante non esercitava un controllo diverso dalla verifica qualitativa; inoltre, la clausola di risoluzione automatica per mancato pagamento delle royalties non incideva sulle importazioni già effettuate. L'Agenzia ha proposto ricorso per cassazione deducendo violazione degli artt. 70, 71 e 73 del Codice doganale dell'Unione e dell'art. 136 del regolamento di esecuzione, nonché dell'art. 1362 c.c., sostenendo che la CTR aveva errato nel non valorizzare i poteri di orientamento e controllo del licenziante sul produttore/venditore, dai quali desumere che le royalties costituivano condizione della vendita e dunque andavano aggiunte al valore doganale.

La decisione

La Corte ha ritenuto inammissibili le eccezioni preliminari delle controricorrenti sul giudicato esterno e sull'autosufficienza, ma ha accolto il motivo dell'Agenzia. Ha affermato che, ai fini dell'inclusione delle royalties nel valore in dogana, la nozione di "condizione di vendita" va interpretata in senso ampio e concreto: non occorre che il vincolo sia espresso solo nel contratto di licenza, essendo sufficiente che emerga, anche implicitamente e considerando l'insieme dei rapporti commerciali e contrattuali, che il venditore non avrebbe venduto senza il pagamento dei diritti, o che il licenziante/persona collegata eserciti un controllo idoneo a subordinare l'importazione al pagamento. La CTR ha errato perché ha ridotto il controllo a mera verifica di qualità e ha trascurato clausole rilevanti, in particolare quelle che canalizzavano gli approvvigionamenti verso soggetti indicati/autorizzati dalla licenziante. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia, in diversa composizione, affinché verifichi se, nel caso concreto, il pagamento delle royalties fosse o meno condizione della vendita e se sussistesse un controllo, anche indiretto, sulla produzione e sulla filiera commerciale; il giudice di rinvio provvederà anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    ricorso per cassazione per violazione o falsa applicazione di norme di diritto

    La censura è ammissibile quando investe la corretta sussunzione dei fatti accertati nella nozione giuridica di riferimento, e non la mera ricostruzione fattuale.

  • art. 70 Reg. (UE) n. 952/2013

    valore in dogana pari al prezzo effettivamente pagato o da pagare

    Il valore in dogana si fonda sul valore di transazione, comprensivo di tutti i pagamenti effettuati come condizione della vendita delle merci importate.

  • art. 71 Reg. (UE) n. 952/2013

    corrispettivi e diritti di licenza relativi alle merci da valutare, che il compratore... è tenuto a pagare come condizione per la vendita

    Le royalties vanno incluse nel valore di transazione se relative alle merci e dovute come condizione per la loro vendita, ove non già incluse nel prezzo.

  • art. 136 Reg. di esecuzione (UE) 2015/2447

    Le royalties sono considerate pagate come condizione della vendita quando ricorre una delle ipotesi tipizzate: richiesta del venditore/persona collegata, adempimento di un obbligo del venditore, oppure impossibilità di vendere/acquistare le merci senza il pagamento al licenziante; il luogo di stabilimento del destinatario del pagamento è irrilevante.

  • art. 1362 c.c.

    Richiamato dalla ricorrente a sostegno dell'interpretazione del contenuto negoziale dei contratti di licenza e vendita, da esaminare nel loro complesso per ricostruire la volontà contrattuale.

  • Reg. (CEE) n. 2913/92

    Richiamato come precedente quadro normativo del codice doganale unionale.

  • Reg. CEE n. 2454/1993

    Richiamato come disciplina di attuazione previgente, utile per l'interpretazione della nozione di condizione di vendita e dei diritti di licenza.

Massime di principio

  • Nel sistema doganale unionale, il valore in dogana deve riflettere il valore economico reale della merce e va integrato con royalties e diritti di licenza quando questi siano relativi alle merci importate e costituiscano, anche implicitamente, una condizione della vendita.
  • La nozione di "condizione di vendita" non richiede necessariamente una clausola espressa nel contratto di licenza: può risultare dal complesso degli accordi commerciali e delle circostanze dell'operazione, purché emerga che il venditore non avrebbe venduto senza il pagamento delle royalties oppure che l'acquirente non avrebbe potuto acquistare senza tale pagamento.
  • Nei rapporti trilaterali tra venditore, licenziante e acquirente, il giudice deve esaminare tutti i contratti e gli elementi dell'operazione, compresi i vincoli di approvvigionamento e le clausole che canalizzano l'acquisto verso fornitori indicati o autorizzati dal licenziante.
  • Il mero controllo di qualità non basta, da solo, a escludere un potere di controllo rilevante ai fini doganali; può essere sufficiente anche un potere di orientamento o di indirizzo della produzione e della filiera commerciale, idoneo a subordinare l'importazione al pagamento delle royalties.
  • L'assenza di un collegamento societario diretto tra venditore e licenziante non esclude di per sé l'inclusione delle royalties nel valore doganale, poiché la verifica deve concentrarsi sulla sostanziale subordinazione dell'operazione al pagamento e sul controllo, anche indiretto, esercitabile sulla filiera.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributario
RamiTributi
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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