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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 22878/2021 del 13/08/2021

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente contestava il trasferimento della propria posizione lavorativa dal Comune alla società partecipata (esternalizzazione del servizio di trasporto scolastico), chiedendo l'accertamento dell'illegittimità del passaggio, il diritto a rimanere nell'organico comunale o ad essere trasferito solo dopo comparazione con altro dipendente assegnato al medesimo servizio, e il risarcimento del danno. In sede di gravame deduceva, in particolare, che un altro dipendente (Plevano) era stato trattato diversamente e che invece il Comune avrebbe dovuto trasferire tutto il personale addetto al servizio o, se non interamente, seguire criteri oggettivi e predeterminati nella scelta dei soggetti da trasferire; inoltre censurava la valutazione delle prove da parte della Corte d’appello, sostenendo che Plevano aveva ammesso in interrogatorio formale la stabile prestazione come autista scuolabus.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto inammissibile il primo motivo perché si dolgeva di una valutazione di merito (sulla prova e sull'interrogatorio formale) che non è sindacabile in cassazione: le ammissioni rese da Plevano nell'interrogatorio formale non hanno valore di prova legale nei confronti del Comune e, comunque, la valutazione delle risultanze probatorie compete al giudice di merito. La Corte ha inoltre ritenuto che la seconda censura risultasse assorbita dalla prima o comunque non idonea a determinare la cassazione, avendo la Corte d'appello fornito anche una seconda ratio (diversa qualifica/profilo professionale del Plevano) a sostegno della decisione. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato alle spese di giudizio di legittimità, con liquidazione delle stesse e indicazione dell'eventuale raddoppio del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 31 d.lgs. n. 165/2001

    Norma che disciplina il trasferimento di servizi a società esterne e gli effetti sui rapporti di lavoro del personale; la Corte territoriale e la Cassazione si sono confrontate sull'interpretazione circa l'obbligo o meno di trasferire tutto il personale addetto al servizio e sui criteri di scelta se il trasferimento è parziale. La Cassazione ha ritenuto irrilevante ai fini della legittimità del ricorso la seconda questione, essendo preponderante la valutazione di merito sulle prove.

  • art. 3, comma 30, legge n. 244/2007

    Richiamata dal ricorrente in tema di disciplina dei trasferimenti del personale in caso di esternalizzazione; la Corte non ha ritenuto il relativo motivo capace di inficiare la decisione una volta dichiarata inammissibile la censura sulle prove di fatto.

  • art. 360 cod. proc. civ., nn. 3 e 5

    Norme richiamate dal ricorrente per censurare violazioni di legge e omesso esame di fatto decisivo; la Corte ha precisato i limiti del ricorso per cassazione su valutazioni di merito e sull'omesso esame del fatto storico, dichiarando inammissibile la censura che in realtà mirava a riesaminare valutazioni probatorie di merito.

  • art. 2730 e 2733 cod. civ.

    Richiamati in tema di confessione giudiziale; la Corte ha ricordato che la confessione resa in interrogatorio formale è efficace fra le parti che la rendono o la provocano, ma non costituisce prova legale nei confronti di terzi/litisconsorti diversi.

  • artt. 116 e 228 cod. proc. civ.

    Norme processuali richiamate dal ricorrente in relazione alla valutazione delle prove e all'onere della prova; la Corte ha ribadito che la valutazione delle prove di merito non è sindacabile in cassazione salvo i specifici limiti dell'art. 360.

  • art. 13 d.P.R. n. 115/2002

    Norma relativa al contributo unificato; la Corte ha dato atto della sussistenza delle condizioni per il possibile raddoppio del contributo unificato a carico del ricorrente.

Massime di principio

  • La cassazione non è sede per rivalutare le prove di fatto: le valutazioni probatorie compiute dal giudice di merito (es. rilevanza di interrogatorio formale, affidamento delle testimonianze, documenti) sono in via generale insindacabili salvo i limiti tassativi dell'art. 360 c.p.c.
  • Le ammissioni rese in interrogatorio formale hanno efficacia probatoria principalmente tra le parti coinvolte nell'interrogatorio; non assumono automaticamente valore di prova legale nei confronti di terzi o di altri litisconsorti distinti.
  • Nelle controversie su esternalizzazioni/trasferimenti di servizi, il giudizio sul corretto trasferimento del personale richiede accertamenti fattuali specifici (stabile assegnazione al servizio, profili professionali, criteri utilizzati dall'ente); se tali accertamenti restano di fatto, la Cassazione non interviene se la censura mira solo a una diversa valutazione delle prove.
  • Quando il giudice di merito fonda la decisione su più ratio decidendi autonome, l'inammissibilità o il rigetto di un motivo può rendere irrilevanti gli altri motivi rispetto alla cassazione.
  • In situazioni di trasferimento parziale del personale, è necessario verificare se l'amministrazione abbia seguito criteri oggettivi e predeterminati; tuttavia la valutazione di idoneità comparativa e di profili professionali è rimessa al giudice di merito salvo vizi di diritto chiaramente configurabili.

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