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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 41137/2021 del 22/12/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente contestava la validità di una notifica eseguita al vecchio indirizzo nonostante avesse comunicato la variazione di residenza. Sosteneva che la dichiarazione (anche fiscale) o la mera comunicazione della nuova residenza dovessero rendere inservibile il precedente indirizzo e quindi invalidare la notifica ricevuta al domicilio anteriore.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che, pur avendo la comunicazione di variazione efficacia immediata tra le parti, ai fini delle notificazioni verso l'Amministrazione finanziaria la variazione acquista efficacia solo dopo il decorso del termine dilatorio previsto dalla norma (nella motivazione si richiama l'art. 60 d.p.r. n. 600/1973 con riferimento al termine previsto). Di conseguenza la notifica effettuata al precedente indirizzo nel periodo dilatorio è valida. La Corte ha inoltre affermato che l'indicazione di un nuovo indirizzo in una dichiarazione fiscale successiva non incide sul perfezionamento di una notifica già eseguita. Le spese di giudizio sono compensate.

Norme richiamate

  • art. 58, comma 2, d.p.r. n. 600/1973

    le persone fisiche residenti nel territorio dello Stato hanno il domicilio fiscale nel comune nella cui anagrafe sono iscritte

    La Corte interpreta l'art. 58 nel senso che il domicilio fiscale delle persone fisiche è collegato all'iscrizione anagrafica; tale collegamento giustifica che la variazione anagrafica sia rilevante ai fini delle notificazioni fiscali

  • art. 60, comma 3, d.p.r. n. 600/1973

    le variazioni e le modificazioni dell'indirizzo non risultanti dalla dichiarazione annuale hanno effetto, ai fini delle notificazioni, dal sessantesimo giorno successivo a quello dell'intervenuta variazione anagrafica

    La Corte applica questo disposto per affermare l'efficacia differita della variazione ai fini delle notificazioni: fino al termine dilatorio previsto dalla norma (richiamato come termine "mensile"/dilatorio nella motivazione e specificato come 60 giorni) la notifica al precedente indirizzo resta valida

Massime di principio

  • Per le persone fisiche la variazione di residenza risultante dall'anagrafe diventa efficace ai fini delle notificazioni fiscali solo dopo il decorso del termine dilatorio previsto dall'art. 60 d.p.r. n. 600/1973; notifiche eseguite al vecchio indirizzo nel periodo dilatorio sono valide
  • La semplice indicazione del nuovo indirizzo in una successiva dichiarazione fiscale non rende inefficace una notifica già perfezionata al vecchio indirizzo
  • Il contribuente che comunica la variazione è esposto, per il periodo dilatorio, alla possibilità di ricevere comunicazioni anche al precedente domicilio; è prudente considerare l'eventualità di verificare tempestivamente presso l'anagrafe e l'ufficio tributario l'effettiva pubblicizzazione/annotazione della variazione
  • Per soggetti diversi dalle persone fisiche (es. società) valgono regole diverse e talvolta obblighi specifici di comunicazione diretta all'ufficio tributario: in casi simili verificare la disciplina applicabile alla categoria del soggetto
  • In caso di contestazione di una notifica, occorre controllare se la variazione risultava dagli atti ufficiali e se è decorso il termine previsto dalla norma per l'efficacia ai fini notificatori; l'assenza di comunicazioni formali dall'anagrafe può rendere incerto il dies a quo per gli uffici e giustificare l'applicazione del termine dilatorio

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