Cassazione Penale, Sentenza n. 16008/2025 del 28/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato sul profilo soggettivo del furto. Ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla posizione di Iaquinto per carenza del dolo richiesto per il reato di furto e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli per nuovo giudizio su tale punto. Non è stata pronunciata una piena assoluzione; la decisione è quindi di remessione per nuovo esame.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per vizio di motivazione e violazione di legge con riferimento al difetto dell'elemento soggettivo del reato di furto: la difesa ha contestato che lo Iaquinto non fosse consapevole dell'altruità della legna asportata né dello scopo di trarne profitto, avendo svolto solo attività esecutiva su indicazioni del Maturo e senza conoscenza della legittimazione di quest'ultimo.
Norme richiamate
principio relativo al dolo del reato di furto (disciplinato dagli artt. del codice penale in materia di furto)
La Corte interpreta che il dolo del furto richiede la consapevolezza dell'altruità della cosa, la volontarietà dell'impossessamento e lo scopo di trarre profitto per sé o per altri; l'ignoranza dell'altruità o la convinzione di agire con il consenso del titolare escludono il dolo e quindi il reato di furto.
istituto della prescrizione
La sentenza di merito aveva dichiarato estinti per prescrizione i reati indicati ai capi D) e L); la Corte di Cassazione non ha censurato tale statuizione nella parte relativa alla prescrizione.
Massime di principio
- Per il reato di furto è necessario dimostrare la coscienza dell'altruità del bene e l'intento di trarne profitto; la mera partecipazione materiale all'azione, su istruzioni di terzi, può non integrare il dolo.
- Quando più soggetti svolgono ruoli differenti nell'illecito, il giudizio sulla responsabilità deve essere individualizzato: prove che documentano l'organizzazione e la ripetizione dell'attività per un soggetto non si trasferiscono automaticamente ad altri con ruolo esecutivo.
- L'ignoranza circa la legittimazione di chi indica il luogo o fornisce il bene può essere idonea ad escludere il dolo, a condizione che sia credibile e supportata da elementi processuali.
- In caso di dubbio serio sul requisito soggettivo del reato, la Corte può annullare la condanna e disporre il rinvio per un nuovo esame, anziché pronunciare una sentenza di proscioglimento immediata.
- La prescrizione dei reati deve essere considerata separatamente da profili di responsabilità: l'estinzione per prescrizione di alcuni capi non pregiudica automaticamente la valutazione della responsabilità sugli altri capi ancora pendenti.
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