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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 8109/2022 del 14/03/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I Di Vita proposero opposizione all'esecuzione avverso precetto per mutuo, denunciando: usurarietà del tasso complessivo per effetto della sommatoria degli interessi corrispettivi e degli interessi di mora; anatocismo; illegittimità del costo derivante dalla clausola di estinzione anticipata. Chiesero il riesame della consulenza tecnica d'ufficio che ritenevano favorevole.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. È stata respinta anche l'eccezione processuale sulla mancata produzione della copia della sentenza notificata. Sul merito la Corte ha ritenuto che i ricorrenti ripropongono censure di fatto già esaminate e ha confermato l'orientamento di legittimità secondo cui le diverse componenti del costo del credito (interessi corrispettivi, interessi moratori, commissione di estinzione anticipata) vanno valutate distintamente: non è possibile cumulare materialmente interessi corrispettivi e moratori per il confronto con il tasso soglia; la commissione di estinzione anticipata non entra stabilmente nel sinallagma contrattuale e non è computabile ai fini della verifica di usurarietà; se il tasso di mora supera la soglia usuraria, la nullità colpisce gli interessi moratori e non si estende automaticamente agli interessi corrispettivi. Sono state confermate e richiamate le pronunce nomofilattiche (Sez. U. n. 19597/2020, Sez. U. n. 21470/2017, Cass. n. 9237/2020 etc.). Condanna dei ricorrenti alle spese di lite e ordine di versamento di eventuale contributo unificato aggiuntivo.

Norme richiamate

  • art. 1815 c.c.

    Se dall'accertamento dell'usurarietà deriva l'applicazione dell'art.1815, comma 2, gli interessi moratori convenuti nella misura usuraria non sono dovuti nella misura pattuita, ma sono sostituiti da quelli lecitamente convenuti; la disciplina antiusura può comportare la riduzione/nullità degli interessi moratori secondo le regole di cui all'art.1815.

  • art. 644 c.p.

    Richiamato in censura dai ricorrenti (contestazione penale dell'usura), ma la Corte lo usa solo come riferimento alla tematica usuraria complessiva; nessuna violazione individuata rispetto all'applicazione della norma penale in questa sede civile.

  • legge n. 108/1996, art. 2 (T.E.G.M.)

    La verifica del superamento del tasso soglia si effettua con riferimento al TEGM; se i decreti ministeriali indicano la maggiorazione media degli interessi moratori, il tasso soglia va adeguato incrementando il TEGM della maggiorazione e applicando i coefficienti previsti; se i decreti non indicano tale maggiorazione, si confronta il TEG del singolo rapporto (comprensivo di mora) con il TEGM.

  • art. 2, comma 4, legge n. 108/1996

    Usata per richiamare le modalità di calcolo della componente corrispettiva del costo del credito (TEG/TEGM) e la necessità di separare le funzioni delle varie voci rilevanti ai fini del confronto con le soglie.

  • art. 1224, comma 1 c.c.

    Richiamato in relazione all'applicazione pratica dell'art.1815: in caso di usurarietà degli interessi moratori, si applicano le regole convenzionali e il debitore è tenuto agli interessi nella misura legalmente dovuta, conformemente all'art.1224 per il decorso degli interessi legittimi.

  • d.lgs. n. 206/2005 (codice del consumo), artt. 33, comma 2, lett. f) e 36, comma 1

    Richiamati come possibili rimedi a favore del consumatore: nei contratti con consumatori le tutele del codice del consumo sono applicabili e il consumatore può scegliere tra gli strumenti di protezione previsti.

  • d.P.R. n. 115/2002, art. 13

    Previsione amministrativa sul contributo unificato; la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte dei ricorrenti dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato se dovuto.

Massime di principio

  • Nelle verifiche antiusura le diverse componenti del costo del credito vanno valutate separatamente: interessi corrispettivi e interessi moratori hanno funzioni distinte e non si sommano automaticamente per il confronto con il tasso soglia.
  • Se i decreti ministeriali che rilevano il T.E.G.M. riportano una maggiorazione media degli interessi moratori, il tasso soglia deve essere adeguato di tale maggiorazione; se non la riportano, si confronta il TEG complessivo (incluso mora) del singolo rapporto con il T.E.G.M.
  • La commissione/penale per estinzione anticipata non costituisce componente stabile del sinallagma e, salvo il caso in cui ricorra effettivamente l'evento (estinzione anticipata), non è normalmente computabile ai fini della verifica di usurarietà.
  • In caso di superamento del tasso soglia limitatamente alla componente degli interessi moratori, la nullità colpisce gli interessi di mora e non si estende automaticamente agli interessi corrispettivi, che restano valutati autonomamente.
  • Il ricorrente che invoca l'usurarietà deve disciplinare e documentare chiaramente le risultanze della consulenza tecnica o degli elementi di fatto: censure generiche o riproposizioni di questioni di fatto già valutate sono destinate a essere rigettate.
  • La giurisprudenza di legittimità offre regole consolidate per la comparazione dei tassi e l'applicazione delle tutele del consumatore; è necessario richiamare e confrontarsi con tali principi nei ricorsi che deducano usurarietà.

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