L.R. Piemonte 11/2018
Disposizioni coordinate in materia di cultura.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge riordina e coordina la disciplina piemontese in materia di cultura: programmazione triennale, beni culturali, musei, biblioteche, archivi, libro e lettura, spettacolo, patrimoni linguistico-dialettali e finanziamenti. Prevede un Fondo per la cultura e varie forme di sostegno, ma le norme di spesa richiamano il bilancio 2018-2020 e i relativi importi 2019-2020.
Disposizioni coordinate in materia di cultura in Piemonte
Disposizioni coordinate in materia di cultura
La legge regionale disciplina in modo organico le politiche culturali del Piemonte, fissandone principi, finalità, strumenti di programmazione, ambiti di intervento e regole finanziarie. Il provvedimento coordina e sostituisce una pluralità di norme previgenti, con efficacia generale sul territorio regionale.
Principi, finalità e obiettivi generali
La Regione riconosce la cultura come valore essenziale e fattore di sviluppo umano, sociale ed economico. Le politiche regionali sono orientate a:
- garantire l’accesso ai beni e alle attività culturali, rimuovendo barriere fisiche e riducendo ostacoli sociali ed economici;
- favorire integrazione sociale, dialogo interculturale e inclusione delle nuove generazioni e dei nuovi cittadini;
- integrare la cultura con turismo, enogastronomia, sviluppo economico, governo del territorio, salute e benessere;
- conservare e valorizzare il patrimonio materiale e immateriale piemontese, compreso quello linguistico e dialettale;
- promuovere cultura digitale, innovazione, arti, spettacolo, lettura, professionalità culturali, volontariato e dimensione internazionale.
Tra gli obiettivi prioritari vi sono la costruzione di un’offerta culturale diffusa, il coinvolgimento del pubblico e della scuola, i partenariati pubblico-privati, le reti tra soggetti culturali, l’ingresso di nuovi operatori, l’adozione di standard di qualità e sistemi di accreditamento.
Programmazione, strumenti di intervento e partecipazione
Lo strumento centrale è il Programma triennale della cultura, approvato dal Consiglio regionale su proposta della Giunta entro il 30 novembre dell’anno precedente al triennio di riferimento; può essere aggiornato annualmente. Il Programma definisce obiettivi, priorità, linee guida, criteri di valutazione, tipologie di destinatari e indirizzi di utilizzo delle risorse del Fondo per la cultura.
La Regione interviene mediante:
- programmazione e realizzazione diretta;
- partenariati, intese, accordi di programma, convenzioni, partecipazione in enti, reti e sistemi;
- contributi a favore di soggetti terzi;
- strumenti di sostegno alle imprese culturali, inclusi contributi in conto capitale, in conto interessi, fondi di garanzia, fondi rotativi e altri strumenti finanziari.
La Giunta può istituire comitati tecnici specialistici e individuare strumenti di valutazione dell’impatto delle politiche culturali. Sono inoltre previsti tavoli della cultura come sedi di consultazione territoriale o tematica, senza oneri per il bilancio regionale.
Beni culturali, patrimonio immateriale e luoghi della cultura
La legge tutela e valorizza i beni culturali artistici, storici, archeologici e paesaggistici, promuovendo messa in sicurezza, recupero, accessibilità e fruizione pubblica. Sono richiamati anche i siti di archeologia industriale, i siti minerari dismessi e i complessi industriali storici.
La Sacra di San Michele è riconosciuta come monumento simbolo del Piemonte e oggetto di specifiche iniziative di valorizzazione e recupero.
Per il patrimonio etnoantropologico e immateriale la Regione promuove conoscenza, salvaguardia, catalogazione e inventari, incluse le espressioni dei nuovi cittadini e delle comunità piemontesi all’estero, favorendo anche l’iscrizione nelle liste UNESCO.
Per i beni archivistici, bibliografici e documentali sono previsti sostegno a progetti di conservazione e valorizzazione e l’attuazione del deposito legale per l’archivio della produzione editoriale piemontese. La Giunta deve adottare, entro 180 giorni dall’entrata in vigore, un regolamento per l’acquisto di beni librari, iconografici, artistici e documentari antichi e di pregio.
La Regione promuove anche una rete regionale di ville, dimore, complessi architettonici e paesaggistici, parchi e giardini di valore storico o storico-artistico.
Musei, sistemi museali e programmi UNESCO
Il museo è definito in senso ICOM come istituzione permanente, senza scopo di lucro e aperta al pubblico. Le attività fondamentali comprendono conservazione, catalogazione, ricerca, educazione, comunicazione e valorizzazione territoriale.
La Regione sostiene lo sviluppo museale con interventi su:
- accessibilità fisica e culturale;
- innovazione gestionale e tecnologica;
- fruizione dei depositi;
- formazione del personale;
- educazione e didattica;
- catalogazione e cooperazione con scuole, università e istituzioni culturali;
- restauro, manutenzione e allestimenti delle sedi museali.
La Regione collabora alla creazione del Sistema museale nazionale e favorisce la costituzione di sistemi museali territoriali o tematici tramite convenzione.
In materia UNESCO, la Regione integra la cultura nelle politiche di sviluppo, valorizza i siti riconosciuti e coordina le progettualità attraverso il Tavolo di lavoro Distretto piemontese UNESCO; sostiene anche le candidature a nuovi riconoscimenti.
Itinerari culturali, biblioteche, reti documentali e archivi
La Regione promuove itinerari culturali, turistici e naturalistici fondati su temi storici, artistici o sociali.
Per le biblioteche, la Regione esercita funzioni di programmazione, organizzazione e coordinamento a favore delle biblioteche pubbliche di ente locale o di interesse locale, dei sistemi bibliotecari e delle reti documentali. Le biblioteche devono garantire accesso gratuito ai servizi di base, promuovere la lettura, favorire l’uso delle tecnologie digitali, assicurare accessibilità alle persone con specifiche necessità e affidarsi a personale qualificato.
La Regione cura l’organizzazione bibliotecaria regionale, la digitalizzazione e la catalogazione, gli interventi sulle sedi, la tutela del patrimonio custodito, gli standard qualitativi e l’accreditamento. I sistemi e le reti bibliotecarie si costituiscono mediante accordi o convenzioni e possono operare in modo associato per servizi, cataloghi collettivi, circolazione dei documenti e monitoraggio delle attività.
Per gli archivi, la Regione promuove la conservazione, digitalizzazione, pubblicazione e valorizzazione degli archivi storici e dei fondi archivistici pubblici e privati, sostenendo reti e cooperazione con istituti di ricerca e scuole. I centri di documentazione sono valorizzati come sedi di raccolta e diffusione di materiali specialistici, anche su Resistenza e Seconda guerra mondiale.
Istituti culturali e sostegno al settore
La Regione sostiene enti, istituti, fondazioni e associazioni che operano con continuità e livello scientifico elevato, attraverso contributi agli iscritti nella tabella degli istituti culturali di rilievo regionale. Per l’iscrizione sono richiesti, tra gli altri, almeno tre anni di attività qualificata, adeguata sede, conservazione del patrimonio e accessibilità pubblica. La tabella ha validità triennale.
La struttura regionale competente può inoltre avvalersi di tali soggetti per lo svolgimento del proprio programma di attività culturali.
Libro, lettura, editoria e librerie
La legge riconosce libro e lettura come strumenti fondamentali di crescita sociale e culturale. La Regione promuove iniziative per tutta la popolazione, con attenzione a infanzia, giovani, persone con disabilità, contesti fragili o istituzionali e nuove forme di fruizione digitale.
Sono valorizzate le imprese editoriali indipendenti piemontesi e le librerie indipendenti. La legge definisce l’impresa editoriale come soggetto iscritto al registro imprese, non appartenente a un grande gruppo editoriale, con sede legale e produttiva in Piemonte e attività continuativa di progettazione ed edizione di libri destinati alla vendita al pubblico.
Gli interventi possono consistere in contributi, iniziative di promozione, tavoli interistituzionali, fiere, saloni, campagne di comunicazione, progetti intersettoriali e sostegno alla traduzione, alla distribuzione extra-regionale, all’ammodernamento e alla formazione. Gli aiuti sono disposti nel rispetto della disciplina UE de minimis. È previsto un tavolo tematico con gli operatori della filiera del libro e un comitato tecnico consultivo.
Attività culturali e spettacolo
Le attività culturali sono articolate in spettacolo dal vivo, cinema e audiovisivo, arti plastiche e visive, promozione culturale ed educativa, oltre a un’ulteriore area non integralmente riportata nel testo fornito.
La Regione sostiene la realizzazione, trasformazione e ammodernamento delle strutture, favorisce circuiti regionali e residenze artistiche, e orienta il Programma triennale alla multidisciplinarietà e alla crescita professionale.
Spettacolo dal vivo
Comprende danza, musica, teatro, spettacolo di strada e circo contemporaneo. La Regione sostiene produzione, distribuzione, promozione, ricerca, formazione, circuitazione, festival, creatività giovanile, inclusione sociale, benessere socio-culturale e diffusione della produzione piemontese in Italia e all’estero.
Sono valorizzate anche:
- le attività amatoriali di musica popolare tradizionale svolte da bande, cori e gruppi folcloristici;
- le rappresentazioni di teatro tradizionale nelle lingue e nei dialetti del Piemonte.
La Fondazione Piemonte dal Vivo è riconosciuta come circuito regionale multidisciplinare. La Fondazione Teatro Regio di Torino è riconosciuta nel sistema regionale dello spettacolo dal vivo e sostenuta per le sue attività istituzionali. È istituito un tavolo tematico con le associazioni di categoria dello spettacolo dal vivo.
Arte di strada, circo e spettacolo viaggiante
La Regione riconosce il valore culturale e turistico di arte di strada, attività circense e spettacolo viaggiante. Per l’arte di strada sono previsti limiti di svolgimento legati a sicurezza, circolazione, decoro e assenza di pubblicità, commercio ambulante e bigliettazione. I comuni devono tener conto di tali principi e favorire aree dedicate allo spettacolo viaggiante. Le attività circensi e viaggianti devono rispettare il graduale superamento dell’uso degli animali previsto dalla normativa statale.
Cinema, audiovisivo e multimedialità
La Regione sostiene produzioni, diffusione, formazione del pubblico, ricerca e valorizzazione del patrimonio cinematografico. L’intervento avviene tramite la Fondazione Film Commission Torino Piemonte e nel rispetto della legge statale sul cinema. La sala cinematografica è considerata presidio culturale e può ricevere sostegni, soprattutto per l’esercizio indipendente e per le aree meno servite.
Sedi culturali e di spettacolo
Sono previsti contributi in conto capitale e strumenti di agevolazione finanziaria, con supporto di Finpiemonte S.p.A., per realizzare, ristrutturare, riqualificare e ammodernare sedi per attività culturali e di spettacolo. I benefici sono aperti alle amministrazioni pubbliche e ai soggetti senza fine di lucro che dispongono di patrimonio pubblico.
Arti plastiche e visive
La Regione promuove diffusione, ricerca, sperimentazione, innovazione, arte pubblica, creatività giovanile, mobilità e residenze artistiche, oltre a iniziative espositive, fotografia, design e sistema dell’arte contemporanea in Piemonte.
Promozione culturale ed educativa
La promozione culturale riguarda letteratura, storia, scienze umane e sociali, divulgazione scientifica, dialogo fra culture e religioni, memoria, cittadinanza attiva e convivenza civile. Sono sostenute attività convegnistiche, rievocazioni storiche e carnevali storici di valore culturale.
La promozione educativa comprende attività corsuali, accesso alla cultura lungo tutto l’arco della vita, integrazione con scuola e lavoro, alfabetizzazione ed educazione musicale, corsi bandistici e corali, formazione musicale pre-accademica e post-accademica, perfezionamento nello spettacolo ed educazione degli adulti.
Patrimonio linguistico e dialettale del Piemonte
Il patrimonio linguistico e dialettale piemontese è qualificato come patrimonio culturale immateriale e comprende:
- le lingue delle minoranze storiche occitana, franco-provenzale, francese e germanica (Walser);
- il piemontese;
- il lombardo delle aree orientali individuate dalla Giunta;
- il ligure delle aree meridionali individuate dalla Giunta.
La Regione promuove la conoscenza, l’uso e la fruizione di tale patrimonio con interventi diretti e indiretti, anche in raccordo con il Programma triennale. Sono previsti:
- recupero e uso di toponimi tradizionali;
- corsi, materiali didattici e supporti alla trascrizione;
- convenzioni con l’Ufficio scolastico regionale per attività extracurriculari nelle scuole;
- ricerca storica e scientifica, borse di studio e pubblicazioni;
- sostegno a stampa locale, emittenti e testate on line;
- scambi con comunità piemontesi emigrate e con comunità affini.
È istituita la Consulta per la valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico e dialettale del Piemonte, con funzioni consultive e propositive. La Consulta dura quanto il Consiglio regionale, è convocata almeno una volta l’anno e i componenti partecipano a titolo gratuito.
La Regione favorisce l’uso di grafie standard nella comunicazione scritta e la Giunta definisce, sentita la Consulta, l’elenco delle grafie standard.
Disposizioni di rinvio, abrogazioni e transitorio
La legge rinvia, per alcuni ambiti specifici, alla normativa settoriale su ecomusei, società di mutuo soccorso, istituti storici della Resistenza e luoghi della lotta di liberazione.
Sono previste numerose abrogazioni di leggi e regolamenti regionali previgenti in materia di beni culturali, biblioteche, musica, teatro, editoria locale, patrimonio linguistico, valorizzazione di beni storici e altri settori culturali.
In fase transitoria:
- il primo Programma triennale doveva essere approvato entro 180 giorni dall’entrata in vigore;
- gli strumenti già approvati restavano efficaci fino ai nuovi strumenti previsti dalla legge;
- gli organismi consultivi preesistenti cessavano secondo le regole vigenti al momento della loro costituzione;
- i procedimenti già avviati si concludevano secondo la disciplina previgente.
La legge si applica agli atti che prevedono aiuti di Stato, con notifica UE quando non ricorra un’esenzione o il regime de minimis.
Fondo per la cultura e disciplina finanziaria
È istituito il Fondo per la cultura, articolato in una componente di parte corrente e una in conto capitale, destinate rispettivamente a progetti, iniziative e attività culturali e agli investimenti su patrimonio, sedi culturali e strumenti finanziari. La Giunta ne definisce la destinazione entro 60 giorni dalla legge di bilancio e può aggiornarla annualmente.
Il Fondo può essere alimentato anche da risorse statali, comunitarie, private, donazioni, lasciti e sponsorizzazioni. Le risorse regionali sono allocate a bilancio secondo la norma finanziaria.
La copertura delle spese è quantificata, per il bilancio indicato nel testo, in:
- euro 36.887.015,00 per il 2019 e euro 30.716.740,00 per il 2020 per la parte corrente;
- euro 350.000,00 per il 2019 e euro 650.000,00 per il 2020 per il conto capitale.
Valutazione dell’attuazione
La Giunta deve riferire periodicamente al Consiglio regionale sull’attuazione della legge, con relazione annuale a partire da un anno dopo l’entrata in vigore. La relazione deve descrivere stato di attuazione, risorse impiegate, strumenti adottati, criticità e, in una sezione dedicata, la gestione del Fondo per la cultura. Le relazioni sono rese pubbliche.
Decorrenza e attualità della disciplina
La legge entra in vigore il 1° gennaio 2019. Le disposizioni finanziarie e transitorie sono riferite a specifici esercizi di bilancio già conclusi; per questo, pur restando il testo una fonte di disciplina settoriale, diverse parti connessi alla fase di prima applicazione e alla copertura 2019-2020 hanno ormai rilievo storico e applicativo limitato.
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