Sentenza n. 1133/2026 - Latina, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Ordinanza di demolizione n. 301 del 17 novembre 2021, rivolta anche al proprietario per la demolizione di undici opere abusive realizzate da un terzo sui terreni
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietario)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente, divenuto proprietario dei terreni nel 2020 per donazione, ha impugnato l’ordinanza che gli ingiungeva di demolire opere realizzate dal terzo che occupava sine titulo le aree. Ha dedotto: carenza di legittimazione passiva, non essendo responsabile dell’abuso; impossibilità materiale di eseguire la demolizione, poiché non aveva la disponibilità dei terreni e aveva già intrapreso iniziative giudiziarie e stragiudiziali per recuperarne il possesso; illegittimità dell’ordinanza per vizi procedimentali e violazione delle garanzie partecipative, in particolare per omessa comunicazione di avvio del procedimento ai sensi dell’art. 7 l. 241/1990. Il proprietario aveva inoltre sollecitato l’attività di vigilanza comunale che aveva condotto all’adozione dell’ordinanza. Il giudizio civile promosso per ottenere la disponibilità dei terreni era stato rigettato nel 2025, così come la domanda riconvenzionale di usucapione del terzo, senza modificare la situazione materiale; era pendente appello civile.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso e annullato l’ordinanza. Ha prescisso dall’esaminare la censura relativa alla mancata comunicazione di avvio, ritenendo fondate le censure di merito. Pur riconoscendo che, in via generale, l’art. 31 d.P.R. 380/2001 consente di rivolgere l’ordine di demolizione anche al proprietario non autore dell’abuso e non detentore del bene, il Collegio ha ritenuto che nel caso concreto fosse superata la presunzione che il proprietario potesse adempiere: risultavano provate la sua estraneità alla realizzazione delle opere, l’indisponibilità materiale dei terreni e le iniziative già intraprese per recuperarne il possesso, anteriori all’ordine e alla stessa sollecitazione dei poteri comunali. Poiché il destinatario non era concretamente in condizione di demolire, l’ordine era ineseguibile e inidoneo a realizzare l’interesse pubblico al ripristino. Il Comune è stato condannato alle spese, liquidate in € 3.000,00, oltre rimborso forfettario, IVA e CPA.
Norme richiamate
Viceversa, tutte le volte in cui, come nella peculiare fattispecie in esame, si accerti, in concreto, che il proprietario non sia nelle condizioni materiali per potere intervenire concretamente sulla res abusiva, della quale non sia “responsabile”, l’ordine demolitorio non può dirsi legittimo in quanto, di fatto, inidoneo in nuce a realizzare gli obiettivi di interesse pubblico allo stesso sottesi (cfr. in tal senso Consiglio di Stato sez. VI, 17/08/2021, n. 5909).
L’ordine previsto dall’art. 31 può essere rivolto anche al proprietario non responsabile dell’abuso, sulla base della presunzione che possa acquisire la disponibilità dell’area; tuttavia, se è accertata in concreto la sua impossibilità materiale di intervenire sulla res abusiva, l’ordine è illegittimo perché non può conseguire il ripristino.
Massime di principio
- L’ordine di demolizione previsto dall’art. 31 d.P.R. 380/2001 può essere rivolto al proprietario anche se non ha realizzato l’abuso e non detiene il bene, poiché si presume che possa acquisire o riacquisire la disponibilità dell’area e provvedere al ripristino.
- La presunzione che il proprietario possa adempiere all’ordine demolitorio è superabile quando sia accertato in concreto che, senza propria responsabilità, egli non dispone materialmente dell’area e non è nelle condizioni di intervenire sull’opera abusiva. In tale situazione l’ordine è illegittimo, perché ineseguibile e inidoneo a realizzare l’interesse pubblico al ripristino.
- Ai fini della legittimità dell’ordine di demolizione rivolto al proprietario non autore dell’abuso, rilevano le iniziative effettivamente intraprese per recuperare la disponibilità del bene, soprattutto se anteriori all’adozione dell’ordine e dirette anche a sollecitare l’esercizio dei poteri di vigilanza edilizia.
Come è indicizzato
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