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Sentenza

Sentenza n. 1053/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'annullamento - del provvedimento di diniego all’inizio dei lavori prot. n. 6614 del 27 luglio 2021, con il quale il Comune di Neviano ha negato l’autorizzazione ad avviare i lavori in relazione alla SCIA presentata da Iliad Italia, ai sensi dell’art. 87-bis d.lgs. n. 259/2003, per l’installazione di una stazione radio base su una struttura esistente ubicata in via Umberto I, n. 59, foglio n. 3, mapp. n. 807; - del verbale di sospensione dei lavori di installazione dell’antenna prot. n. 6615 del 27 luglio 2021, con il quale la Polizia Municipale del Comune di Neviano ha intimato la sospensione dei lavori; - della nota prot. n. 6810 del 2 agosto 2021, con il quale il Comune di Neviano ha comunicato il preavviso di diniego in relazione alla SCIA presentata da Iliad Italia; - del parere negativo prot. n. 6746 del 29 luglio 2021 reso dal settore tecnico del Comune di Neviano in relazione alla SCIA presentata da Iliad Italia; - della nota prot. n. 7351 del 23 agosto 2021 con la quale il Comune ha negato la sussistenza dei presupposti per la formazione del titolo per silenzio assenso; - di ogni altro atto presupposto, collegato e/o conseguenziale, ivi compreso - in via subordinata e ove occorrer possa - del Regolamento comunale approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 23 del 26 settembre 2007.

Giustizia amministrativa202101573

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego all’inizio dei lavori e atti connessi relativi alla SCIA per l’installazione di una stazione radio base su una struttura esistente

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato il diniego comunale all’inizio dei lavori relativi alla SCIA presentata ai sensi dell’art. 87-bis d.lgs. n. 259/2003 per l’installazione di una stazione radio base, nonché il verbale di sospensione dei lavori, il preavviso di diniego, il parere negativo del settore tecnico, la nota con cui il Comune ha escluso la formazione del titolo per silenzio-assenso e, in via subordinata, il regolamento comunale presupposto. Nel corso del giudizio, la ricorrente ha depositato una dichiarazione con cui ha manifestato di non avere più interesse alla decisione del ricorso.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione espressa della ricorrente. Il giudice ha affermato che, in presenza di tale dichiarazione e in assenza di repliche o diverse richieste della controparte, il principio dispositivo in senso ampio impedisce di decidere il merito d’ufficio o di sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire. La ricorrente conserva la disponibilità dell’azione fino a quando la causa è trattenuta in decisione e può determinare la definizione del giudizio mediante dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse. Le spese di lite sono state compensate in ragione della definizione in rito.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    Costituisce la base normativa per la dichiarazione di improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal giudice nell’ambito della disciplina applicata alla definizione del giudizio.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato nel provvedimento in relazione alla trattazione della causa.

  • art. 87-bis d.lgs. n. 259/2003

    Norma richiamata quale base della SCIA presentata per l’installazione della stazione radio base; non è stata oggetto di esame nel merito per la sopravvenuta carenza di interesse.

Massime di principio

  • Quando il ricorrente dichiara espressamente, prima che la causa sia trattenuta in decisione, di non avere più interesse alla pronuncia, il giudice amministrativo deve dichiarare l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, senza decidere il merito d’ufficio.
  • Nel processo amministrativo, il principio dispositivo in senso ampio attribuisce al ricorrente la disponibilità dell’azione fino al momento della decisione; il giudice non può sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire.
  • In assenza di repliche o di diverse richieste della controparte, la dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse impone la definizione del giudizio in rito e non consente al giudice di procedere autonomamente all’esame delle censure.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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