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Ordinanza

Ordinanza n. 6268/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento Decreto del Ministero dell' Interno del 13 marzo 2024 comunicato in data 4 aprile 2024 di diniego della cittadinanza italiana per matrimonio K10/C/-OMISSIS-

Giustizia amministrativa202406720

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego della cittadinanza italiana per matrimonio adottato dal Ministero dell'Interno

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente ha impugnato il decreto ministeriale di diniego della cittadinanza italiana per matrimonio, comunicato il 4 aprile 2024. Dal provvedimento risulta che il rigetto è stato motivato dall'emersione, nel corso dell'istruttoria, di elementi riferiti alla richiedente tali da non consentire di escludere possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica. Il testo dell'ordinanza non espone ulteriori motivi di ricorso, limitandosi a rilevare la necessità di acquisire gli atti istruttori e il parere del Consiglio di Stato richiamato nella motivazione del diniego.

La decisione

Il TAR non ha definito la domanda di annullamento. Ha disposto l'acquisizione, ai sensi degli artt. 65, 66 e 67 c.p.a., della documentazione istruttoria posta a fondamento del diniego e del parere del Consiglio di Stato indicato nelle premesse motivazionali dell'atto impugnato. Il Ministero dovrà depositare la documentazione entro il 19 settembre 2026, adottando le cautele necessarie, quali stralci e omissis, per tutelare le fonti informative e non pregiudicare l'attività di intelligence; in alternativa, dovrà depositare una relazione recante le specifiche ragioni che rendano ragionevole la mancata trasmissione degli atti. L'esame della documentazione è stato riservato al Collegio e al difensore in occasione della camera di consiglio istruttoria del 23 settembre 2026, senza estrazione di copie, per consentire l'attività difensiva. La trattazione è stata quindi rinviata.

Norme richiamate

  • artt. 65, 66 e 67 c.p.a.

    Disposizioni utilizzate dal TAR per disporre gli incombenti istruttori e acquisire la documentazione necessaria alla decisione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando un diniego di cittadinanza per matrimonio è fondato su elementi istruttori relativi a possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica, il giudice amministrativo può disporre l'acquisizione della documentazione istruttoria e degli atti richiamati nella motivazione, se necessari ai fini della decisione.
  • L'acquisizione e la conoscibilità degli atti istruttori contenenti informazioni sensibili o connesse ad attività di intelligence possono essere organizzate mediante stralci, omissis e altre cautele idonee a tutelare le fonti informative e a non pregiudicare la sicurezza, garantendo al contempo al difensore la possibilità di esaminare gli atti nei limiti stabiliti dal giudice.
  • Qualora l'amministrazione ritenga di non poter trasmettere gli atti istruttori richiesti per ragioni di sicurezza o riservatezza, deve fornire una relazione sulle specifiche ragioni che rendono ragionevole tale omissione.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivoTrasparenza e pubblicità

Testo integrale

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