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Sentenza

Sentenza del 19/07/2016 n. 7121 - Comm. Trib. Reg. per la Campania

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La contribuente ha impugnato la decisione della Commissione tributaria provinciale che aveva dichiarato inammissibile la domanda di annullamento dell'avviso di pagamento. Ha contestato la validità della notifica della cartella esattoriale, sostenendo inoltre che il credito fosse soggetto a prescrizione quinquennale e non decennale. Ha reiterato anche l'eccezione di carenza di motivazione della cartella, ritenuta non idonea a consentire l'individuazione della pretesa tributaria.

La decisione

L'appello è stato accolto. La Commissione ha ritenuto valida la notifica della cartella consegnata a una persona convivente, precisando però che tale validità non impediva di eccepire la prescrizione maturata successivamente alla notifica. In assenza della prova di un titolo definitivo anteriore alla cartella, il termine applicabile è stato ritenuto quinquennale. Poiché tra la notifica della cartella e quella dell'avviso di pagamento era decorso più di un quinquennio, l'avviso è stato annullato. Le spese di lite sono state compensate in ragione del mutamento giurisprudenziale intervenuto sulla durata della prescrizione.

Norme richiamate

  • Principio della prescrizione quinquennale delle pretese esattoriali

    Il termine di prescrizione delle pretese esattoriali è quinquennale salvo che la pretesa non discenda da titoli fondati su un accertamento incontrovertibile.

    La prescrizione ordinaria quinquennale si applica alle pretese derivanti da cartelle esattoriali quando non sia provata l'esistenza di un titolo definitivo, come una sentenza passata in giudicato o un atto tributario non impugnato.

  • Ordinanza della Corte di cassazione n. 20213 dell'8 ottobre 2015

    Il termine di prescrizione delle pretese esattoriali è quinquennale salvo che la pretesa non discenda da titoli fondati su un accertamento incontrovertibile.

    La pronuncia è stata utilizzata per distinguere tra cartelle esattoriali prive di un titolo definitivo sottostante, soggette a prescrizione quinquennale, e crediti fondati su titoli ormai definitivi, per i quali può trovare applicazione il termine decennale.

  • Regole sulla notifica della cartella a persona convivente

    La cartella esattoriale consegnata a persona convivente.

    La notifica è stata considerata rituale e idonea a perfezionare la conoscenza legale della cartella; tuttavia, essa non impedisce al contribuente di contestare la prescrizione maturata dopo tale notifica.

Massime di principio

  • La notifica valida della cartella esattoriale impedisce normalmente di contestare successivamente vizi propri della cartella o degli atti anteriori, ma non preclude l'eccezione di prescrizione maturata dopo la notifica.
  • Per le pretese esattoriali il termine ordinario è, in linea generale, quinquennale quando non venga dimostrata l'esistenza di un titolo definitivo anteriore, come una sentenza passata in giudicato o un atto tributario divenuto incontestabile.
  • L'amministrazione o l'agente della riscossione che invoca il termine decennale deve provare il titolo definitivo da cui deriva il credito; la sola esistenza della cartella o dell'estratto di ruolo non è sufficiente.
  • La prescrizione può essere fatta valere impugnando il primo atto successivo della riscossione notificato al contribuente, purché sia dimostrata l'inerzia dell'ente per il periodo previsto dalla legge.
  • Una notifica a persona convivente può essere valida, ma la sua validità non sostituisce la prova degli eventuali atti interruttivi successivi né dimostra, da sola, la tempestività della riscossione.
  • Chi eccepisce la prescrizione deve indicare con precisione le date delle notifiche e degli atti interruttivi; una ricostruzione temporale generica può rendere il motivo carente, anche se nel caso concreto la Commissione ha comunque rilevato il decorso del termine.

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