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Sentenza

Sentenza del 13/11/2023 n. 45533 - Corte di Cassazione

Penale tributario - Evasione IVA - Sequestro - Confisca.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta e per equivalente del profitto relativo a frode carosello e illeciti amministrativi collegati; la società era ritenuta coinvolta in un circuito di fatture per operazioni inesistenti che ha generato crediti IVA fittizi. La ricorrente contestava, tra l'altro, la valenza probatoria delle intercettazioni, la mancanza di riscontri sulle presunte "cartiere", la carenza della motivazione sul fumus e, soprattutto, l'esistenza del periculum in mora fondato sullo stato di incapienza patrimoniale della società e la violazione dei criteri di proporzionalità, adeguatezza e gradualità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili alcuni motivi e fondato il ricorso con riferimento al quarto motivo relativo al periculum in mora. Ha ritenuto illegittimo dedurre automaticamente il pericolo di dispersione dei beni dalla sola incapienza patrimoniale dell'ente e ha richiamato il principio delle Sezioni Unite (sent. Ellade) per cui il giudice che dispone il sequestro finalizzato alla confisca deve motivare in termini di "esigenza anticipatoria" spiegando perché non sia possibile attendere la decisione di merito. L'ordinanza impugnata è stata annullata limitatamente alla valutazione del periculum in mora e il procedimento è rinviato al Tribunale di Milano per nuovo esame su quel profilo; per il resto il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 321 c.p.p.

    comma 2 (sequestro preventivo finalizzato alla confisca)

    Il sequestro finalizzato alla confisca richiede motivazione anche sul periculum in mora; il giudice "può" adottare la misura ma deve spiegare l'esigenza anticipatoria quando la confisca è subordinata alla sentenza di condanna.

  • art. 240 c.p.

    Disciplina della confisca; la Corte sottolinea che la qualificazione normativa (obbligatoria vs facoltativa) non esonera il giudice dall'onere motivazionale in caso di sequestro preventivo finalizzato alla confisca.

  • art. 125 c.p.p.

    Obbligo di motivazione a pena di nullità per ordinanze e sentenze; la mancanza o la motivazione meramente apparente può integrare violazione di legge sindacabile in Cassazione.

  • art. 325 c.p.p.

    Limiti del sindacato in Cassazione sui provvedimenti cautelari reali: il ricorso è consentito solo per violazione di legge, salvo motivazione meramente apparente che si risolve in violazione dell'art.125 c.p.p.

  • art. 316 c.p.p.

    Richiamato per distinguere il sequestro conservativo (art.316) dal sequestro preventivo finalizzato alla confisca: non è ammesso automatismo basato sulla sola incapacità patrimoniale.

  • art. 416 c.p.

    Riferimento alla contestata associazione per delinquere; usato come reato-organizzatore rispetto ai delitti tributari e amministrativi contestati.

  • D.Lgs. 231/2001

    Richiamato nella questione sulla responsabilità amministrativa dell'ente: la Corte osserva che la valutazione della colpa di organizzazione e dell'interesse/vantaggio dell'ente non poteva essere introdotta come motivo nuovo in Cassazione.

  • Sezioni Unite, sent. n. 36959/2021 (Ellade)

    Principio guida: il sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve motivare il periculum in mora in termini di "esigenza anticipatoria" e spiegare perché è necessario anticipare l'effetto ablativo prima della decisione di merito.

  • art. 324 c.p.p.

    Norme sulla competenza e sui poteri del tribunale in sede di riesame; richiamate in relazione al rinvio per nuovo esame e alla possibilità di integrare il provvedimento dal tribunale del riesame nei limiti della motivazione.

  • art. 322-ter c.p.

    Menziionato a titolo esemplificativo nella discussione sulla distinzione tra confisca obbligatoria e facoltativa e sul fatto che la natura normativa non elimina l'onere motivazionale per il sequestro.

Massime di principio

  • Il periculum in mora, ai fini del sequestro preventivo finalizzato alla confisca, non può essere desunto automaticamente dalla sola incapacità o insufficienza patrimoniale del soggetto; serve motivazione specifica che dimostri il rischio concreto che il bene si disperda, venga alienato, deteriorato, modificato o sottratto nelle more del giudizio.
  • Quando la confisca è subordinata alla condanna, il giudice che dispone il sequestro deve motivare l'"esigenza anticipatoria" spiegando perché non è possibile attendere l'esito del processo; la qualificazione normativa della confisca (obbligatoria o facoltativa) non esenta da questo onere motivazionale.
  • In sede di valutazione del fumus commissi delicti per misure reali è sufficiente una valutazione sommaria dell'astratta riconducibilità del fatto al reato; tuttavia il giudice può escludere immediatamente l'elemento soggettivo solo se ciò emerge ictu oculi.
  • Il sindacato della Cassazione sui provvedimenti cautelari reali è limitato alla violazione di legge; il vizio di motivazione è sindacabile solo se la motivazione è meramente apparente (mancanza di coerenza, completezza o ragionevolezza tali da implicare violazione dell'art.125 c.p.p.).
  • Nel reclamo/riesame il tribunale può integrare e verificare la motivazione del G.I.P., ma la difesa deve censurare in modo preciso le carenze motivazionali; censure generiche o nuovi motivi non connessi sono, di norma, inammissibili.

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