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Sentenza

Sentenza n. 7045/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania sezione staccata di Salerno (Sezione Seconda) n. 00234/2024, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202406484

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza del Comune di Salerno che ha ingiunto la demolizione delle opere realizzate in difformità dal titolo edilizio e il ripristino dello stato dei luoghi

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I proprietari hanno impugnato l'ordinanza di demolizione relativa a un fabbricato rurale in località Giovi, descritto come realizzato su tre piani fuori terra oltre al sottotetto, anziché su due piani fuori terra oltre al sottotetto, con un piano e circa 500 mc di volume aggiuntivi ottenuti anche mediante sbancamento, ampliamenti, tettoia, portico e annessione di terrazzi. Il TAR Campania, sezione staccata di Salerno, ha respinto il ricorso. In appello i proprietari hanno dedotto carenza di motivazione, difetto di istruttoria, violazione del giusto procedimento e del principio di proporzionalità, nonché contrasto con la disciplina unionale. Hanno sostenuto che dagli atti non risultava la totale difformità, che l'edificio era stato collaudato dal Genio civile nel 1996, che il primo livello era previsto come interrato nel progetto assentito, che la consistenza strutturale e la sagoma erano rimaste invariate, e che tettoia, porticato, balconi e terrazzi non costituivano volumi abusivi. Hanno inoltre chiesto il rinvio dell'udienza e la rimessione in termini, affermando di non aver potuto accedere al fascicolo telematico per causa non imputabile. Il Comune ha eccepito l'inammissibilità dell'appello per difetto di specificità e per novità di alcuni profili, contestandone anche la fondatezza.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'istanza di rinvio e di rimessione in termini: gli appellanti non avevano documentato né specificato la causa non imputabile che avrebbe impedito l'accesso al fascicolo, e la documentazione non era necessaria neppure alla luce dell'interlocuzione con la cancelleria. Ha respinto l'eccezione comunale d'inammissibilità: l'appello riproponeva, precisandole, le doglianze di primo grado e si confrontava con la sentenza senza introdurre censure radicalmente nuove. Nel merito ha rigettato l'appello, ritenendo provata la radicale difformità dell'edificio sulla base della descrizione puntuale contenuta nell'ordinanza, non contestata dagli appellanti, e della mancata produzione di documenti idonei a dimostrare che il piano ulteriore fosse previsto come interrato. Ha considerato tali elementi indizi gravi, precisi e concordanti, corroborati dalla stessa prospettazione difensiva; ha inoltre rilevato che gli scavi potevano incidere sul vincolo idrogeologico. Non è stata fornita prova dell'uso abitativo dell'edificio e, comunque, tale circostanza, da sola, non avrebbe reso il provvedimento incompatibile con la disciplina unionale. Le ulteriori opere contestate si collegavano a un edificio totalmente difforme; la tettoia stabile, solida e immobilizzata al suolo, salvo il caso di strutture leggere prive di autonomia e destinate a riparo temporaneo, richiede il permesso di costruire se modifica l'assetto del territorio, mentre un porticato di rilevanti dimensioni incrementa la superficie utile e la fruibilità abitativa. Il Collegio ha precisato che i motivi di primo grado già rigettati non erano autonomamente devoluti al giudizio d'appello per il solo fatto di essere stati ritrascritti. Sentenza del TAR confermata; spese integralmente compensate per la peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 10, comma 1, lett. a), d.P.R. 380/2001

    la realizzazione di una tettoia integra un intervento di nuova costruzione — ed è, pertanto, subordinata a permesso di costruire ai sensi dell’ articolo 10, comma 1, lett. a), d.P.R. n. 380 del 2001 — ogniqualvolta il manufatto presenti caratteri di solidità, stabilità e immobilizzazione al suolo, anche mediante appoggio o collegamento fisso a un corpo di fabbrica preesistente, a prescindere dal livello di posa o dalle modalità costruttive adottate;

    La tettoia costituisce nuova costruzione soggetta a permesso di costruire quando presenta solidità, stabilità e immobilizzazione al suolo; restano fuori da tale regime le sole tettoie leggere, prive di autonomia strutturale e funzionale e destinate a un riparo temporaneo.

Massime di principio

  • In una controversia contro un'ordinanza di demolizione, la difformità dell'opera può essere ritenuta provata sulla base di indizi gravi, precisi e concordanti, inclusa la descrizione puntuale contenuta nell'atto quando non sia specificamente contestata; chi sostiene che una parte dell'edificio fosse già prevista dal titolo come interrata deve fornire elementi documentali idonei a supportare tale allegazione.
  • La tettoia è soggetta a permesso di costruire quando presenta caratteri di solidità, stabilità e immobilizzazione al suolo; sono escluse le sole strutture leggere, prive di autonomia strutturale e funzionale, destinate a un riparo meramente temporaneo. Una tettoia di dimensioni non trascurabili che modifica l'assetto del territorio e occupa aree o volumi distinti non è pertinenza urbanistica per il solo fatto di essere asservita o ornamentale rispetto all'edificio principale.
  • Un porticato di rilevanti dimensioni incrementa la superficie utile perché aumenta la superficie calpestabile e la fruibilità abitativa e richiede il titolo edilizio maggiore quando costituisce un nuovo volume suscettibile di autonomo utilizzo.
  • Il giudice d'appello esamina le censure rivolte contro la sentenza e gli eventuali motivi di primo grado assorbiti e riproposti; la mera ritrascrizione dei motivi già respinti non ne determina una nuova devoluzione al giudizio di secondo grado.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniAppello
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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