Sentenza n. 3687/2026 - Milano, Sezione 3
per l'ottemperanza alla sentenza n.1077/2024 del Tribunale di Milano
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano n. 1077/2024, relativa all'erogazione della Carta Docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha agito ai sensi dell'art. 114 c.p.a. per ottenere l'ottemperanza alla sentenza del Giudice del lavoro che aveva condannato il Ministero al riconoscimento del beneficio economico di euro 500 annui tramite Carta Docente per gli anni scolastici 2020/21 e 2021/22, oltre alla maggior somma tra interessi e rivalutazione monetaria. La sentenza era stata notificata via PEC al Ministero il 6 aprile 2025. Decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997, l'Amministrazione non aveva effettuato alcun pagamento, neppure parziale. La ricorrente ha quindi chiesto l'accertamento dell'inottemperanza, l'ordine di pagamento dell'importo complessivo di euro 1.000,00, la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia e la condanna alle spese. Il Ministero si è costituito con una memoria di stile, senza contestare il credito né fornire indicazioni sull'esecuzione.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, accertando l'inottemperanza del Ministero rispetto alla sentenza passata in giudicato e ritualmente notificata. Ha rilevato che era inutilmente decorso il termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento e che il credito non era stato contestato né nell'an né nel quantum. Ha ordinato al Ministero di effettuare integralmente i pagamenti dovuti entro 90 giorni dalla pubblicazione della sentenza. Ha nominato sin d'ora, per l'ipotesi di ulteriore inadempimento, il Direttore della Ragioneria territoriale dello Stato di Milano quale commissario ad acta, con facoltà di delega, assegnandogli 60 giorni dalla comunicazione dell'inottemperanza per compiere tutti gli atti necessari al pagamento, a carico e spese dell'Amministrazione. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese di lite, liquidate in euro 800,00 oltre accessori, con distrazione in favore del difensore antistatario della ricorrente.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Disciplina l'azione di ottemperanza, utilizzata per ottenere l'esecuzione della sentenza di condanna rimasta ineseguita.
art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30
Prevede il termine dilatorio di 120 giorni per l'adempimento delle obbligazioni pecuniarie derivanti da provvedimenti giudiziari nei confronti delle amministrazioni pubbliche; decorso inutilmente tale termine, è possibile agire in ottemperanza.
art. 1, comma 121, l. n. 107/2015
Costituisce il fondamento normativo del beneficio economico della Carta Docente riconosciuto dal titolo giudiziale da eseguire.
Massime di principio
- L'azione di ottemperanza è fondata quando una sentenza passata in giudicato, ritualmente notificata all'amministrazione, non venga eseguita dopo il decorso del termine dilatorio previsto per il pagamento delle obbligazioni pecuniarie della pubblica amministrazione.
- Quando l'amministrazione non contesta né l'esistenza né l'importo del credito risultante dal titolo esecutivo e non documenta alcun adempimento, il giudice dell'ottemperanza può accertare l'inadempimento e ordinare il pagamento integrale entro un termine perentorio.
- In caso di ulteriore inerzia successiva all'ordine giudiziale di pagamento, il giudice dell'ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, stabilendone i poteri, il termine di intervento e l'imputazione delle spese all'amministrazione inadempiente.
- La mancata esecuzione di una sentenza di condanna al pagamento di somme o benefici economici impone all'amministrazione di conformarsi puntualmente al contenuto del titolo, senza che la mera costituzione processuale o una memoria priva di deduzioni sull'adempimento possano valere come esecuzione.
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