Cassazione Penale, Sentenza n. 40734/2024 del 06/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza d'appello che lo ha ritenuto responsabile del reato di minaccia ai danni di Silvio Granero: 1) sotto il profilo processuale deduce l'inosservanza delle norme sulla competenza per materia sostenendo che, dopo la "derubricazione" ad una forma semplice di minaccia, gli atti dovevano essere trasmessi al Giudice di pace perché la riqualificazione non sarebbe derivata da acquisizioni probatorie sopravvenute ma era già desumibile all'origine; 2) sotto il profilo sostanziale deduce la violazione dell'art. 612 c.p. e carenza di motivazione, sostenendo che la condotta non aveva concreta idoneità intimidatoria.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha stabilito che la competenza era stata correttamente attribuita in primo grado al giudice ordinario e che l'esclusione dell'aggravante, frutto di una rivalutazione delle acquisizioni istruttorie in sede d'appello, non impone la trasmissione al Giudice di pace in ragione del principio della perpetuatio competentiae e della prevalenza dell'art. 48 d.lgs. n. 274/2000 solo nei casi di originaria erronea attribuzione di competenza. Sul secondo motivo ha ritenuto adeguata la motivazione: la Corte d'appello ha valorizzato le dichiarazioni della persona offesa e del teste, ritenendo il contenuto della frase "io ti ammazzo, i soldi non te li darò mai" intrinsecamente minatorio, pur escludendo l'aggravante in considerazione dell'assenza di comportamenti violenti successivi, di armi e di precedenti gravi. Il ricorrente è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese di parte civile pari a euro 1.500,00 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 612 cod. pen.
Norma sostanziale che punisce il reato di minaccia; applicata per valutare la concreta idoneità intimidatoria della frase proferita dall'imputato
art. 24 cod. proc. pen.
Richiamato come principio generale sull'irrilevanza, in grado di appello, dell'incompetenza per eccesso del primo giudice; la Corte precisa che tale disciplina non si applica nei rapporti con la competenza del giudice di pace
art. 48 d.lgs. n. 274/2000
Attribuisce competenza al giudice di pace per determinate fattispecie; la sentenza interpreta l'art. 48 nel senso che opera per riportare la competenza al giudice di pace solo quando l'attribuzione iniziale al giudice ordinario sia stata originariamente erronea
Giurisprudenza (Sez. U, n. 28908 del 27/09/2018; Sez. 5, n. 13799 del 12/02/2020)
Richiamata per il principio della perpetuatio competentiae: se la competenza è stata correttamente determinata in origine, la successiva derubricazione per esiti processuali non comporta la perdita della competenza del giudice ordinario
Massime di principio
- Se la competenza del giudice ordinario è stata correttamente attribuita in origine, una successiva derubricazione in sede di giudizio non richiede automaticamente la trasmissione al Giudice di pace: opera il principio della perpetuatio competentiae.
- L'art. 48 d.lgs. n. 274/2000 consente il recupero della competenza del Giudice di pace soltanto quando l'attribuzione al giudice ordinario sia stata originariamente errata, non quando la derubricazione derivi da acquisizioni probatorie o esiti processuali sopravvenuti.
- Per la sussistenza del reato di minaccia (art. 612 c.p.) conta la valutazione concreta dell'idoneità intimidatoria della condotta considerandone il contenuto, il contesto e le dichiarazioni di vittima e testimoni; l'assenza di armi, di atti violenti successivi o di precedenti gravi può escludere aggravanti ma non necessariamente l'elemento materiale e l'idoneità intimidatoria della minaccia.
- Per impugnare con successo una condanna per minaccia è necessario dimostrare incongruenze significative nelle prove o l'assenza di un concreto pericolo/intimidazione (es. minaccia vaga, impossibilità di esecuzione, contraddizioni nelle dichiarazioni della persona offesa/testimoni).
- Questioni di competenza per derubricazione vanno sollevate tempestivamente e dimostrare che l'attribuzione originaria al giudice ordinario fosse effettivamente erronea; la semplice circostanza che la stessa riqualificazione potesse essere desunta al momento dell'atto introduttivo non basta se la competenza è stata correttamente individuata secondo le norme allora vigenti.
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