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Sentenza

Sentenza n. 12879/2026 - Roma, Sezione 5

per l'annullamento del DM del Ministero dell'Interno e depositato nella Casa comunale in data 12.09.2022, e successivamente ritirato in data 23.09.2022, recante rigetto dell'istanza di riconoscimento della cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 9 della legge n. 91 del 1992 (prot. n. K10/-OMISSIS-);

Giustizia amministrativa202215118

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di concessione della cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 9, lett. f), l. 91/1992

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego di cittadinanza deducendo violazione di legge. Il Ministero aveva fondato il provvedimento su due comunicazioni di notizia di reato, relative a procedimenti penali a carico dell'interessato: uno archiviato e l'altro indicato come pendente nella fase delle indagini preliminari. Il ricorrente ha dedotto che i procedimenti erano stati archiviati e che il decreto di archiviazione aveva escluso l'idoneità degli elementi raccolti a sostenere l'accusa in giudizio. Ha contestato, quindi, che vicende penali prive di esito sfavorevole potessero giustificare il diniego senza una valutazione concreta della loro gravità, della risalenza e della complessiva personalità e integrazione nella comunità nazionale.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il diniego, facendo salvi gli ulteriori provvedimenti dell'amministrazione. Il giudice ha rilevato che il provvedimento si fondava su vicende penali che, secondo quanto allegato dal ricorrente senza contestazione dell'amministrazione, si erano concluse con l'archiviazione e non avevano quindi avuto un esito giudiziario sfavorevole. Anche ammettendo che le condotte potessero astrattamente suscitare allarme sociale, l'amministrazione non aveva valutato in concreto la loro effettiva gravità, trattandosi di episodi isolati, risalenti e definiti favorevolmente per l'interessato. Il diniego non conteneva inoltre una valutazione del livello di integrazione dello straniero né un giudizio globale sulla sua personalità, fondato sulla concreta gravità delle vicende contestate. Le spese sono state compensate per la peculiarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 9, lett. f), l. 91/1992

    La domanda di concessione della cittadinanza italiana per residenza è soggetta a una valutazione amministrativa complessiva, che deve considerare concretamente la posizione personale del richiedente.

  • art. 2 d.lgs. 74/2000

    La disposizione è richiamata in relazione a una delle notizie di reato poste dall'amministrazione a fondamento del diniego, ma il giudice rileva che le vicende penali non possono essere valorizzate senza una concreta valutazione della loro gravità e del loro esito.

  • art. 125 disp. att. c.p.p.

    gli elementi acquisiti nel corso delle indagini preliminari depongono per la infondatezza della notizia del reato in copertina specificato e, comunque, appaiono inidonei a sostenere fondatamente l’accusa in giudizio

    Il decreto di archiviazione richiamato dal ricorrente evidenzia l'infondatezza della notizia di reato o l'inidoneità degli elementi raccolti a sostenere l'accusa in giudizio.

Massime di principio

  • Il diniego della cittadinanza fondato su procedimenti penali archiviati non è legittimo se l'amministrazione non valuta concretamente la gravità delle vicende, la loro risalenza, il loro carattere isolato e l'esito favorevole per l'interessato.
  • Nella valutazione discrezionale della domanda di cittadinanza per residenza, l'amministrazione deve formulare un giudizio globale sulla personalità del richiedente e sul suo grado di integrazione nella comunità nazionale; non è sufficiente il mero richiamo a notizie di reato o procedimenti penali privi di esito sfavorevole.
  • L'annullamento giudiziale del diniego di cittadinanza per carenza della valutazione concreta e globale non comporta automaticamente il riconoscimento della cittadinanza, restando salvi gli ulteriori provvedimenti dell'amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanza
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneProporzionalità e ragionevolezza

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