Sentenza n. 15087/2026 - Roma, Sezione 1T
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: atti statali e regionali di determinazione e riparto degli oneri di payback sui dispositivi medici per gli anni 2015-2018, inclusi il decreto ministeriale del 6 luglio 2022 e gli atti regionali consequenziali
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni statali)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’impresa ricorrente ha impugnato gli atti relativi all’applicazione del meccanismo di payback per il superamento del tetto di spesa per l’acquisto di dispositivi medici negli anni 2015-2018. Sono stati contestati, in particolare, il decreto del Ministero della Salute del 6 luglio 2022, il decreto del 6 ottobre 2022 recante le linee guida, gli atti presupposti e consequenziali, nonché l’atto dirigenziale della Regione Puglia dell’8 febbraio 2023 e le deliberazioni delle aziende sanitarie regionali concernenti la rilevazione del fatturato dei fornitori e la determinazione degli oneri di ripiano. Il testo della sentenza non espone analiticamente i singoli motivi di illegittimità dedotti, poiché il giudizio è stato definito per sopravvenuta carenza di interesse.
La decisione
La società ricorrente, con memoria del 7 luglio 2026, ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, avendo versato alle Regioni e Province autonome richiedenti la quota pari al 25% degli importi indicati nei provvedimenti di ripiano, in conformità all’art. 7, comma 1, d.l. 30 giugno 2025, n. 95, convertito dalla l. 8 agosto 2025, n. 118. Il Collegio, in applicazione del principio dispositivo che informa il processo amministrativo, ha preso atto della dichiarazione e ha dichiarato il ricorso improcedibile ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., per sopravvenuto difetto di interesse. Le spese di giudizio sono state integralmente compensate tra tutte le parti, in ragione della peculiarità delle sopravvenienze e della definizione in rito.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Ritenuto, pertanto, che il ricorso introduttivo debba essere dichiarato improcedibile ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., per sopravvenuto difetto di interesse;
La sopravvenuta perdita dell’interesse alla decisione comporta la dichiarazione di improcedibilità del ricorso.
art. 7, comma 1, d.l. 30 giugno 2025, n. 95, convertito dalla l. 8 agosto 2025, n. 118
con memoria del 7 luglio 2026, parte ricorrente, avendo “provveduto a versare a tutte le Regioni e Province Autonome che le hanno formulato la relativa richiesta la quota pari al 25% dell’importo indicato nei singoli provvedimenti di ripiano” (in conformità all’art. 7, comma 1, d.l. 30 giugno 2025, n. 95), convertito con modificazioni dalla l. 8 agosto 2025, n. 118, ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse al ricorso;
Il versamento della quota prevista dalla disciplina sopravvenuta ha determinato, secondo la dichiarazione della ricorrente, la perdita dell’interesse alla prosecuzione del giudizio.
all’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato dell’11 settembre 2026, tenutasi in modalità da remoto come previsto dall’art. 87, comma 4 bis, c.p.a., la causa è stata trattenuta in decisione;
La disposizione ha disciplinato la modalità da remoto dell’udienza straordinaria nella quale la causa è stata trattenuta in decisione.
Massime di principio
- Nel processo amministrativo, quando la parte ricorrente dichiara la sopravvenuta carenza di interesse e tale dichiarazione è coerente con la situazione processuale, il giudice deve prenderne atto in applicazione del principio dispositivo e dichiarare l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
- La sopravvenuta esecuzione, da parte del ricorrente, dell’obbligazione economica prevista dalla disciplina applicabile può determinare la perdita dell’interesse alla decisione sull’impugnazione degli atti presupposti e consequenziali.
- In caso di definizione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse, le spese possono essere integralmente compensate quando ricorrano giustificati motivi connessi alla peculiarità delle sopravvenienze che hanno caratterizzato la controversia.
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