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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13162/2025 del 04/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione per violazione dell'art. 314 c.p.p. e contraddittorietà della motivazione: si censura che la Corte territoriale non abbia esaminato gli atti allegati che dimostrerebbero ritardi e inadempienze nella procedura di riconoscimento del beneficio della liberazione anticipata (richiesta del 20/12/2021, riconoscimento del beneficio il 22/09/2022 con esecuzione dell'ordine di scarcerazione), con conseguente detenzione eccedente di 28 giorni rispetto alla data in cui avrebbe dovuto essere liberata (25/08/2022). La difesa rileva che informazioni richieste dal Tribunale di sorveglianza erano già disponibili dalla Procura e che vi sono stati ritardi nell'individuazione del soggetto competente per la relazione comportamentale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio alla Corte d'appello di Catania per un nuovo giudizio. La Corte ha rilevato che la motivazione della Corte territoriale è contraddittoria perché, pur censurando ritardi, ha negato la materia di ingiusta detenzione limitandosi ad invocare la discrezionalità nell'attribuzione del beneficio, senza verificare se i ritardi fossero giustificati o avessero determinato illegittimo prolungamento della detenzione. Ha quindi disposto che la Corte d'appello verifichi i termini del ritardo, la loro giustificazione e se essi configurino ingiusta detenzione; ha anche demandato alla Corte territoriale la regolamentazione delle spese per il giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. proc. pen.

    La Corte richiama la giurisprudenza che ha interpretato l'art. 314 c.p.p. alla luce della pronuncia n. 310/1996 della Corte costituzionale, distinguendo i casi in cui l'ingiustizia deriva da vicende esecutive successive alla condanna e ammettendo la riparazione se la detenzione eccedente è determinata da un errore dell'autorità procedente (non da valutazione discrezionale) che cagiona ritardo nell'adeguamento dell'ordine di esecuzione.

  • Sentenza Corte costituzionale n. 310/1996

    Ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 314 c.p.p. nella parte che non prevedeva la riparazione per la detenzione ingiusta conseguente a erroneo ordine di esecuzione; la Corte di legittimità ne trae due letture: una restrittiva (riparazione solo per ingiusta cautela) e una estensiva (anche per errori esecutivi).

  • Cass. Sez.4, n. 40949 del 23/04/2015 (D'Agui)

    Sez. 4, n. 40949 del 23/04/2015 - dep. 12/10/2015, D'Agui

    Orientamento che limita la riparazione nei casi in cui la discrepanza tra pena inflitta e pena eseguita derivi da vicende successive alla condanna connesse all'esecuzione; sottolinea la distinzione rispetto ai casi di custodia cautelare ingiusta.

  • Cass. Sez.4, n. 18542 del 14/01/2014 (Truzzi)

    Sez. 4, n. 18542 del 14/01/2014 - dep. 05/05/2014, Truzzi

    Ritiene che la tardiva esecuzione dell'ordine di scarcerazione per liberazione anticipata determini ingiusta detenzione e costituisca titolo per la domanda di riparazione, se il ritardo non è riconducibile a valutazione discrezionale ma a errore dell'autorità.

  • Cass. Sez.4, n. 47993 del 30/09/2016 (Pittau)

    Sez. 4, n. 47993 del 30/09/2016 - dep. 14/11/2016, Pittau

    Conferma che la tardiva esecuzione dell'ordine di scarcerazione per liberazione anticipata determina ingiusta detenzione; l'ordine di esecuzione deve essere adeguato immediatamente alla nuova data di fine pena.

  • Cass. Sez.4, n. 57203 del 21/09/2017 (Paraschiva)

    Sez. 4, del 21/09/2017, Paraschiva, n. 57203/2017

    Sposa un'interpretazione estensiva della pronuncia costituzionale: la riparazione è possibile anche per vicende esecutive successive alla condanna quando vi sia un errore dell'autorità procedente e non una mera discrezionalità.

Massime di principio

  • La tardiva esecuzione dell'ordine di scarcerazione per riconoscimento di benefici (es. liberazione anticipata) può configurare ingiusta detenzione e dare titolo a riparazione quando il ritardo dipende da errori o omissioni dell'autorità e non da valutazioni discrezionali.
  • La discrezionalità nella concessione del beneficio non esclude automaticamente il diritto alla riparazione: va accertato se il ritardo sia effetto di una valutazione discrezionale o di un errore procedurale/violazione di legge.
  • Al giudice di merito spetta verificare i termini del ritardo (data della richiesta, date delle comunicazioni ricevute, data di riconoscimento del beneficio, data effettiva di scarcerazione) e valutare se i ritardi siano giustificati nei tempi fisiologici della procedura o rappresentino un illecito prolungamento della detenzione.
  • Il danneggiato deve documentare in modo preciso le date e le comunicazioni rilevanti; la controparte (amministrazione) dovrà giustificare i ritardi con elementi concreti.
  • La presenza di un comportamento doloso o gravemente colposo del detenuto che abbia concorso al ritardo può escludere la riparazione; in assenza di tale condotta, il ritardo imputabile all'autorità è rilevante.
  • In caso di accertamento di ingiusta detenzione per ritardo esecutivo, il giudice deve quantificare il periodo di detenzione illegittima e decidere la riparazione conformemente alle norme vigenti.

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