Sentenza del 01/03/2017 n. 927 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Riscossione e misure cautelari - Ruoli straordinari - Fondato pericolo per la riscossione - Onere probatorio in capo all'Amministrazione finanziaria - Legale rappresentante imputato per reati tributari - Assenza di presupposto
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La società ha contestato l'iscrizione a ruolo straordinario, sostenendo l'assenza di un fondato pericolo per la riscossione. L'Amministrazione aveva motivato tale pericolo principalmente sulla pendenza di un processo penale a carico del legale rappresentante della società per reati tributari. Secondo il ricorrente, tale circostanza non era sufficiente, soprattutto considerando che dai bilanci risultava l'esistenza di un patrimonio adeguato.
La decisione
La contestazione è stata accolta. È stato affermato che l'Amministrazione finanziaria deve fornire la prova positiva e concreta delle ragioni che rendono attuale e fondato il pericolo per la riscossione. La sola pendenza di un procedimento penale nei confronti del legale rappresentante per reati tributari non dimostra, di per sé, che la società non sarà in grado di pagare i tributi. In presenza di un patrimonio societario adeguato, l'Amministrazione avrebbe dovuto spiegare in modo specifico come l'esito del processo penale potesse compromettere la riscossione e quale collegamento concreto sussistesse tra i reati contestati e il rischio patrimoniale per l'Erario.
Norme richiamate
d.P.R. 602/1973, art. 11
Disciplina i ruoli straordinari, utilizzabili quando vi sia un fondato pericolo per la riscossione. Il pericolo deve essere concretamente motivato e provato dall'Amministrazione finanziaria.
d.P.R. 602/1973, art. 15-bis
Prevede ulteriori ipotesi e condizioni relative alla riscossione mediante ruoli straordinari. Anche in tale ambito l'Amministrazione deve dimostrare l'effettiva sussistenza del rischio per la riscossione.
Massime di principio
- Il fondato pericolo per la riscossione non può essere presunto: l'Amministrazione deve dimostrarlo con elementi concreti, attuali e riferiti alla specifica situazione patrimoniale e finanziaria del contribuente.
- La pendenza di un procedimento penale a carico del legale rappresentante, anche per reati tributari, non costituisce automaticamente prova del rischio di mancata riscossione nei confronti della società.
- Quando la società dispone di un patrimonio adeguato risultante dai bilanci, l'Amministrazione deve spiegare specificamente perché tale patrimonio non sarebbe sufficiente a garantire il pagamento e quale sia il collegamento tra il procedimento penale e il rischio di insolvenza.
- In caso di iscrizione a ruolo straordinario o adozione di misure cautelari, la motivazione deve indicare le circostanze oggettive che rendono probabile la dispersione o l'insufficienza del patrimonio aggredibile.
- L'onere della prova del presupposto cautelare grava sull'Amministrazione; una motivazione generica o fondata su automatismi può comportare l'illegittimità della misura.
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