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Sentenza

Sentenza del 28/07/2015 n. 3519 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

PROCESSO TRIBUTARIO - SOCIETÀ CANCELLATA - Conferimento mandato difensivo da parte del liquidatore - Invalidità - Ricorso - Inammissibilità.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per difetto di legittimazione processuale e per invalidità del mandato difensivo conferito dal liquidatore della società cancellata.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorso è stato proposto per conto di una società già cancellata dal registro delle imprese. Dopo la cancellazione, la società si estingue e non può più agire o essere convenuta in giudizio. Il liquidatore perde quindi la legittimazione sostanziale e processuale, che si trasferisce automaticamente ai soci. Di conseguenza, il mandato difensivo conferito dal liquidatore dopo l'estinzione della società è invalido, perché proveniente da un soggetto non più legittimato a rappresentarla.

Norme richiamate

  • Norme civilistiche e processuali sulla cancellazione della società dal registro delle imprese e sull'estinzione dell'ente

    La cancellazione produce l'estinzione della società e impedisce che essa possa successivamente agire o essere convenuta in giudizio; la legittimazione processuale si trasferisce ai soci.

  • Norme sulla rappresentanza processuale e sul mandato difensivo

    Il mandato deve essere conferito da un soggetto dotato di legittimazione a rappresentare la parte. Il mandato conferito dal liquidatore dopo la cancellazione della società è invalido.

Massime di principio

  • Prima di proporre un ricorso occorre verificare che la parte sia ancora esistente e iscritta nel registro delle imprese.
  • La cancellazione della società comporta l'estinzione dell'ente e il venir meno della legittimazione processuale del liquidatore.
  • Dopo l'estinzione, le pretese e gli obblighi della società possono essere fatti valere o contestati dai soci, nei limiti previsti dalla legge.
  • Un mandato difensivo sottoscritto dal liquidatore dopo la cancellazione non consente normalmente di sanare il difetto di rappresentanza e può comportare l'inammissibilità del ricorso.
  • Per evitare l'inammissibilità, il ricorso deve essere proposto dai soggetti che hanno acquisito la legittimazione, normalmente i soci, con un mandato difensivo da essi validamente conferito.

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