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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42660/2024 del 21/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'Appello di Venezia del 24/11/2023 con produzione, in sede di ricorso per cassazione, della remissione di querela intervenuta dopo la sentenza e prima della scadenza del termine per l'impugnazione. Il ricorrente ha chiesto l'annullamento senza rinvio in quanto la rimessione di querela, ritualmente accettata, estingue il reato ai sensi dell'art. 152 c.p.; è richiamata anche giurisprudenza (Sez. 4, sentenza n. 38156/2022) che ammette il ricorso in cassazione finalizzato esclusivamente a introdurre la remissione della querela intervenuta dopo la sentenza e prima della scadenza del termine per impugnare.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto ammissibile il ricorso proposto al fine di introdurre la remissione di querela e ha verificato la regolarità della rimessione e della sua accettazione. Avendo accertato la sussistenza degli elementi estintivi, ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato si è estinto per remissione di querela ai sensi dell'art. 152 cod. pen. Inoltre ha disposto che le spese processuali restano a carico dell'imputato/querelato e lo ha condannato al pagamento delle spese processuali, richiamando l'art. 340, comma 4, cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 152 cod. pen.

    La norma è stata interpretata nel senso che la remissione di querela, ritualmente effettuata e accettata, estingue il reato perseguibile a querela di parte e comporta l'annullamento senza rinvio della sentenza di condanna.

  • art. 340, comma 4, cod. proc. pen.

    Richiamato per motivare che le spese del procedimento restano a carico del querelato/imputato; la decisione applica la norma nella direzione di addebitare le spese alla parte nei confronti della quale si è verificata l'estinzione per remissione.

  • Giurisprudenza: Sez. 4, Sentenza n. 38156 del 05/07/2022 (Tomasello)

    La giurisprudenza è utilizzata per confermare l'ammissibilità del ricorso per cassazione proposto unicamente per introdurre nel processo la remissione della querela intervenuta dopo la sentenza e prima della scadenza del termine per l'impugnazione, purché la remissione sia rituale ed accettata.

Massime di principio

  • La remissione di querela, se intervenuta dopo la sentenza di merito ma prima della scadenza del termine per impugnare e ritualmente accettata, può essere introdotta anche tramite ricorso per cassazione e determina l'estinzione del reato perseguibile a querela di parte.
  • Se sussistono tutti gli elementi formali della remissione e della sua accettazione, il giudice di legittimità può annullare la sentenza impugnata senza rinvio poiché il fatto estintosi rende inutile ogni ulteriore accertamento di merito.
  • La parte che ottiene l'estinzione del reato mediante remissione può comunque essere condannata al pagamento delle spese processuali, a seconda dell'applicazione dell'art. 340 c.p.p. e della valutazione del caso concreto.
  • Prima di presentare un ricorso finalizzato a far valere una remissione di querela intervenuta dopo la sentenza, è essenziale produrre prova documentale della rimessione e della sua accettazione per evitare eccezioni di inammissibilità.
  • La regola è applicabile solo ai reati procedibili a querela di parte; per reati d'ufficio la remissione di querela non opera l'estinzione del reato.

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