Cassazione Penale, Ordinanza n. 11148/2026 del 24/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (Corte di cassazione)
La controversia
La vicenda trae origine da una precedente sentenza della Corte di cassazione che aveva dichiarato inammissibili i ricorsi proposti dai due soggetti in qualità di terzi interessati nell'ambito di un procedimento di prevenzione nei confronti di altra persona. Contro tale decisione essi hanno proposto ricorso straordinario per errore di fatto ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p., sostenendo che la Corte non aveva considerato un dato processuale decisivo, e cioè che nel giudizio di prevenzione essi sarebbero stati citati soltanto in grado di appello, con conseguente lesione del diritto di difesa. La Corte ha però ritenuto che il rimedio straordinario invocato non fosse esperibile contro una sentenza della Cassazione resa in materia di misure di prevenzione, poiché per tali decisioni l'ordinamento prevede il diverso rimedio della revoca.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi straordinari per errore di fatto. Ha affermato che l'art. 625-bis c.p.p. non è applicabile alle sentenze della Cassazione pronunciate in materia di misure di prevenzione, per le quali è previsto il distinto rimedio della revoca. Ha inoltre richiamato l'orientamento secondo cui è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale della norma nella parte in cui non estende tale rimedio al soggetto sottoposto a misura di prevenzione. Conseguentemente, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 ciascuno in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Il ricorso straordinario per errore materiale o di fatto non è esperibile contro sentenze della Corte di cassazione in materia di misure di prevenzione, per le quali opera il distinto rimedio della revoca.
Alla declaratoria di inammissibilità consegue la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
art. 3 Cost.
È richiamata la giurisprudenza che ha ritenuto manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 625-bis c.p.p. nella parte in cui non consente il ricorso straordinario al soggetto sottoposto a misura di prevenzione.
Massime di principio
- Il ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. non è utilizzabile contro le sentenze della Corte di cassazione rese in materia di misure di prevenzione, perché per esse l'ordinamento prevede uno strumento di tutela distinto, ossia la revoca.
- La possibilità di impugnazioni straordinarie deve essere verificata in base al tipo di provvedimento e alla materia trattata; l'esistenza di un diverso rimedio specifico esclude l'ammissibilità del ricorso per errore di fatto.
- La diversa posizione del soggetto sottoposto a misura di prevenzione rispetto al condannato giustifica un regime differenziato dei rimedi straordinari, rimesso alla discrezionalità del legislatore.
- Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, la condanna alle spese processuali e alla somma in favore della Cassa delle ammende segue automaticamente, con valutazione equitativa della colpa ai fini dell'importo.
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