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Sentenza

Sentenza n. 1054/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'annullamento: - della nota prot. n. 13990 del 23.7.2021 a firma del Dirigente dell'Ufficio Tecnico del Comune di Cavallino; - di ogni altro atto presupposto, connesso e/o conseguenziale.

Giustizia amministrativa202101464

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca in autotutela dell'attestazione di compatibilità urbanistica rilasciata per un centro odontoiatrico

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (operatore sanitario)

Prevale il privato

La controversia

La società ricorrente ha impugnato la nota con cui il Comune di Cavallino aveva revocato, ai sensi dell’art. 21-quinquies l. 241/1990, una precedente attestazione di compatibilità urbanistica relativa all’immobile sede del centro odontoiatrico. Il Comune aveva motivato la revoca sostenendo che, a seguito dell’accesso agli atti richiesto da un controinteressato e del riesame delle pratiche edilizie, fosse emersa un’erronea rappresentazione grafica della fascia di rispetto prevista dal PRG negli elaborati posti a base dei permessi di costruire rilasciati al precedente proprietario dell’immobile. La ricorrente ha dedotto l’erroneità di tale ricostruzione e l’insussistenza dei presupposti dell’autotutela, evidenziando che la strada provinciale e la rotatoria adiacenti all’immobile erano state traslate verso il Comune di Lecce con una variante approvata nel 2009 e che, conseguentemente, anche le fasce di rispetto si erano spostate, lasciando l’immobile al loro esterno. Ha inoltre sostenuto che tale situazione risultava già dagli elaborati allegati ai permessi di costruire e che il funzionario autore della revoca era il medesimo che aveva approvato la variante. È stata preliminarmente respinta la richiesta di rinvio dell’udienza, non essendo stato dimostrato che un procedimento edilizio pendente fosse presupposto dell’atto impugnato né essendo stati indicati tempi certi per la sua conclusione. È stata altresì respinta l’eccezione di improcedibilità formulata dal controinteressato, poiché non era emersa la perdita dell’interesse della ricorrente alla trasformazione del centro in struttura specialistica odontoiatrica.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato la nota di revoca. Ha ritenuto fondata la censura relativa all’erronea rappresentazione dei fatti, rilevando che la traslazione della strada e della rotatoria, nonché delle relative fasce di rispetto, risultava dalla tavola 7/a della variante alla rete di fogna bianca e che la posizione effettiva dell’immobile era descritta negli elaborati grafici allegati ai permessi di costruire. Pertanto, non era sostenibile che l’Amministrazione avesse scoperto solo successivamente un errore progettuale: la situazione era già conoscibile e, in particolare, era nota al funzionario che aveva approvato la variante. Il TAR ha inoltre ritenuto fondata la censura relativa all’insussistenza dei presupposti della revoca, poiché il provvedimento non indicava sopravvenuti motivi di interesse pubblico, ragioni imprevedibili al momento dell’attestazione tali da determinare un mutamento della situazione di fatto, oppure una rinnovata valutazione dell’interesse pubblico originario. La situazione fattuale era già nota al Comune quando era stata rilasciata l’attestazione, sicché mancavano sia una sopravvenienza sia una rivalutazione legittimante la revoca. Le spese di lite sono state integralmente compensate per la particolarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 21-quinquies l. 241/1990

    La revoca presuppone la sopravvenienza di motivi di interesse pubblico, il mutamento non prevedibile della situazione di fatto oppure una nuova valutazione dell’interesse pubblico originario; tali presupposti devono emergere dalla motivazione del provvedimento.

  • art. 5, comma 1, punto 1.6.2, l.r. Puglia n. 9/2017

    strutture di specialistica ambulatoriale odontoiatrica

    Individua la tipologia di struttura specialistica odontoiatrica cui si riferiva la trasformazione richiesta dalla ricorrente.

  • art. 5, comma 3, punto 3.2, l.r. Puglia n. 9/2017

    prestazioni odontoiatriche a media invasività

    Individua il titolo autorizzatorio originariamente posseduto dal centro professionale odontoiatrico.

  • art. 7 l.r. Puglia n. 9/2017

    Richiamato quale disposizione disciplinante il titolo relativo alla trasformazione della struttura odontoiatrica.

  • artt. 9 e 10, comma 8, r.r. Puglia n. 5/2020

    Richiamati in combinato disposto con l’art. 7 l.r. Puglia n. 9/2017 per l’iter di ottenimento del titolo relativo alla struttura specialistica odontoiatrica.

Massime di principio

  • La revoca di un provvedimento amministrativo favorevole non può fondarsi sulla mera riconsiderazione di fatti già conosciuti dall’Amministrazione al momento dell’adozione dell’atto, in assenza di una sopravvenienza, di un mutamento non prevedibile della situazione di fatto o di una nuova valutazione dell’interesse pubblico originario.
  • Il provvedimento di revoca deve indicare specificamente quale presupposto previsto dall’art. 21-quinquies l. 241/1990 ricorra: sopravvenuti motivi di interesse pubblico, mutamento non prevedibile della situazione di fatto oppure rinnovata valutazione dell’interesse pubblico originario.
  • È illegittima la revoca fondata sull’asserita scoperta successiva di un errore progettuale quando gli elaborati amministrativi già disponibili rappresentavano correttamente la situazione fattuale e l’Amministrazione, anche attraverso il proprio funzionario competente, ne aveva già conoscenza.
  • L’Amministrazione non può qualificare come sopravvenienza una circostanza preesistente e già conoscibile al momento del rilascio dell’atto favorevole, né può utilizzare la revoca per correggere una valutazione originaria senza esplicitare una nuova ponderazione dell’interesse pubblico.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziAutotutela
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaLegittimo affidamento

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