Cassazione Civile, Sentenza n. 2089/2023 del 24/01/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Di Virgilio ha promosso azione surrogatoria ex art. 2900 c.c. per ottenere dalle controparti (Consalvi) le somme che il Paluzzi gli doveva in forza della sentenza n. 327/2005 del Tribunale di Avezzano, sostenendo che il Paluzzi aveva crediti verso i Consalvi derivanti da un preliminare del 12/10/1991 e che, per inerzia del Paluzzi, egli poteva agire in surrogazione; in subordine chiedeva indennità ai sensi dell'art. 936, 2° comma, e dell'art. 2041 c.c. per l'arricchimento senza causa. Le corti di merito hanno ritenuto che mancasse la certezza del credito del debitore (Paluzzi) verso i Consalvi al momento dell'esercizio dell'azione, che l'azione surrogatoria richiede prova dell'inerzia del debitore e degli specifici rimedi che questi avrebbe potuto adottare, e che il fabbricato era stato realizzato in assenza di concessione edilizia (attività abusiva) sicché non potevano essere riconosciute le indennità richieste.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di Di Virgilio confermando la sentenza della Corte d'appello che aveva respinto l'azione surrogatoria e le domande accessorie. La Cassazione ha ritenuto inammissibili o infondati i motivi che chiedevano diversa lettura dei fatti e dei contratti (vietato sindacare il merito), ha confermato che la nullità urbanistica non estende automaticamente il vizio al preliminare obbligatorio, che l'azione surrogatoria richiede la prova dell'inerzia del debitore a carico del creditore surrogante, e che l'illiceità dell'opera (assenza di sanatoria) impedisce il riconoscimento delle indennità ex art. 936 e, in mancanza di prova di utilità economiche, anche dell'indennizzo per arricchimento senza causa ex art. 2041. La Corte ha compensato le spese di cassazione.
Norme richiamate
Norma che disciplina l'azione surrogatoria: richiede che il creditore dimostri l'esistenza di diritti o azioni spettanti al suo debitore verso terzi e l'inerzia di quest'ultimo; la prova dell'inerzia grava sul creditore che agisce in surrogazione.
art. 936, secondo comma, cod. civ.
Riguarda il diritto del proprietario all'indennità quando un terzo esegue opere sul suo suolo: la giurisprudenza applicata esclude l'indennità se le opere sono abusive e non è stata ottenuta la sanatoria che eliminerebbe il vizio.
Disciplina l'arricchimento senza causa: per essere riconosciuto richiede prova dell'utilità economica ricavata; in mancanza di evidenze sull'impiego o utilità del manufatto abusivo, l'azione è destinata a fallire.
art. 40 legge 28 febbraio 1985, n. 47
La sanzione di nullità prevista dall'art. 40 per contratti relativi a immobili privi di concessione edilizia opera prevalentemente sugli atti traslativi della proprietà; la Corte ha confermato che non si estende automaticamente ai contratti preliminari con mero effetto obbligatorio.
Norma sul trasferimento coattivo (trascrizione per esecuzione): è stata evocata dal ricorrente ma la Corte ha ritenuto che la preesistente situazione di abusività e la questione di fatto non consentivano la diversa conclusione invocata.
Richiamato in relazione alle indennità e all'accessione; la Corte ha escluso spettanza di indennità in presenza di opere abusive non sanate.
Norma che elenca i motivi di ricorso per cassazione: la Corte ha valutato i motivi e ha escluso la possibilità di sindacare fatti e valutazioni di merito che richiedessero nuovi accertamenti.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115
Norma procedurale sul contributo unificato: la Corte ha dato atto delle condizioni per l'eventuale versamento da parte del ricorrente dell'ulteriore importo.
Massime di principio
- L'azione surrogatoria ex art. 2900 c.c. può essere esperita solo se il creditore surrogante dimostra l'esistenza di diritti o azioni certi del suo debitore verso terzi e l'inerzia di quest'ultimo; la prova dell'inerzia grava sul creditore che agisce in surrogazione e richiede l'indicazione dei rimedi che il debitore avrebbe dovuto esercitare.
- Se il credito del debitore nei confronti di terzi è ancora contestato o sub iudice al momento dell'esercizio dell'azione, manca la 'certezza' richiesta per la surrogazione e la domanda può essere respinta.
- La giurisprudenza esclude l'indennità ex art. 936 c.c. per opere realizzate senza concessione edilizia quando non sia stata concessa sanatoria; la regolarizzazione urbanistica è condizione cruciale per riconoscere valore indennitario all'opera.
- La richiesta di indennizzo per arricchimento senza causa (art. 2041 c.c.) richiede prova di utilità economiche effettivamente ricavate dal proprietario; la mera esistenza dell'opera abusiva non basta.
- La nullità prevista dall'art. 40 della legge n. 47/1985 colpisce principalmente atti traslativi: i contratti preliminari di natura obbligatoria non sono automaticamente nulli per quella norma.
- In sede di legittimità la Corte non può procedere a un nuovo esame del merito o a rivalutazione di fatti e prove: i ricorsi fondati su diversa interpretazione dei fatti sono, in larga parte, inammissibili.
- Chi propone azioni basate su complessi rapporti contrattuali e su titoli da far valere contro terzi deve documentare chiaramente: (i) la certezza del credito del debitore verso i terzi, (ii) l'inerzia contestata con indicazione dei rimedi omessi, e (iii) eventuali atti amministrativi (es. sanatoria) o prove dell'utilizzo/valore economico dell'opera per sostenere domande di indennizzo.
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