Cassazione Civile, Sentenza n. 10351/2022 del 31/03/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
L'Agenzia impugnava la sentenza della CTR che, pur avendo riconosciuto risultanze degli accertamenti bancari ai fini di maggiori ricavi, aveva rideterminato il reddito limitandolo all'ammontare dei posti barca effettivamente gestibili dalla società (principio di capacità contributiva). L'Agenzia deduceva violazione di norme sulla presunzione di reddito derivante da movimenti bancari (art. 32 d.P.R. n. 600/1973) e sull'onere della prova (artt. 2697 e 2729 c.c.), sostenendo che fosse spettato alla società l'onere di fornire una prova analitica che i versamenti e i prelevamenti non costituissero ricavi imponibili.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il secondo motivo di ricorso dell'Agenzia (quello sulla violazione delle regole probatorie relative agli accertamenti bancari), assorbito il primo motivo e rigettato il ricorso incidentale di Azzurra. Ha cassato la sentenza della CTR in relazione al motivo accolto e ha rinviato la causa alla CTR della Calabria in diversa composizione per un nuovo esame. Ha inoltre disposto le spese del giudizio e dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente incidentale, dell'ulteriore contributo unificato previsto dalle norme processuali.
Norme richiamate
art. 32 d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600
Costituisce una presunzione legale, relativa, secondo la quale versamenti e prelevamenti bancari sono ricavi; l'onere di superare la presunzione grava sul contribuente e richiede prova analitica e specifica della riferibilità di ogni movimentazione, non semplici deduzioni o presunzioni.
art. 53 Cost.
Principio di capacità contributiva invocato dalla CTR per limitare l'accertamento; la Corte chiarisce che tale principio non può essere usato per attenuare la presunzione legale di cui all'art. 32, che è strumento per individuare redditi non dichiarati.
artt. 2697 e 2729 cod. civ.
Regole sull'onere della prova e sulle presunzioni semplici sono richiamate per distinguere la presunzione legale fiscale (art. 32 DPR 600/1973) dalle presunzioni semplici; la presunzione legale fiscale non richiede i requisiti di gravità, precisione e concordanza richiesti per le presunzioni semplici.
art. 51 e segg. d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633
Norme IVA richiamate in relazione all'uso delle indagini bancarie e alla presunzione di imponibilità di determinate operazioni; anche per l'IVA l'accertamento bancario può avere efficacia probatoria purché il contribuente possa analiticamente dimostrare l'estraneità delle movimentazioni all'attività imponibile.
art. 12, comma 5, della L. 27 luglio 2000, n. 212
Riferita alla durata delle verifiche fiscali; la Corte ha ritenuto inammissibile la censura per mancata specificazione e mancanza di documenti allegati.
art. 3, comma 1, L. 7 agosto 1990, n. 241
Riferimento giurisprudenziale per affermare che l'autorizzazione agli accertamenti bancari è atto organizzativo/preparatorio che non richiede motivazione da produrre nel giudizio e la sua mancata produzione non invalida l'accertamento se il processo verbale ne dà atto.
art. 7 della L. 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente)
Città l'articolo per sottolineare che l'autorizzazione alle indagini bancarie non è un atto impositivo per il quale la legge richieda motivazione formale da sottoporre al giudice.
art. 13 d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (come modificato dall'art. 1, comma 17, L. 24 dicembre 2012, n. 228)
Norma sul contributo unificato processuale: la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente incidentale, dell'ulteriore importo richiesto in caso di soccombenza.
art. 360 cod. proc. civ. (richiamato nei motivi)
Norma procedurale che disciplina i motivi di cassazione (vizi di motivazione e violazione di legge); la Corte ha dichiarato inammissibili e/o assorbiti vari motivi incidentali per carenza di specificità o relativi a valutazioni di merito.
Massime di principio
- Le indagini bancarie possono costituire base sufficiente per accertare maggiori ricavi; il contribuente ha l'onere di fornire prova analitica per dimostrare che ogni singola movimentazione non costituisce ricavo imponibile.
- La presunzione prevista dall'art. 32 DPR 600/1973 è una presunzione legale relativa e non può essere neutralizzata con deduzioni generiche o con una presunzione semplice sulla capacità massima di reddito dell'impresa.
- Il principio di capacità contributiva (art. 53 Cost.) non legittima l'uso di una presunzione alternativa che limiti l'efficacia della presunzione legale fiscale; il principio va perseguito mediante le regole probatorie previste dalla legge tributaria.
- L'esistenza dell'autorizzazione alle indagini bancarie, se risultante dal processo verbale di constatazione, è sufficiente; tale autorizzazione ha natura meramente preparatoria e non richiede la produzione motivata in giudizio per rendere valido l'accertamento.
- Le censure che richiedono verifica di documenti (es. avvisi di accertamento, processi verbali) sono in genere inammissibili in Cassazione se mancanti di specificità o se vertevano su valutazioni di merito; l'assenza di trascrizione/produzione documentale può determinare l'inammissibilità del motivo.
- Quando l'accertamento è fondato su indagini bancarie analitiche, i costi relativi ai ricavi accertati devono essere specificamente provati dal contribuente; non è ammesso un imputazione forfettaria dei costi senza rilevazione analitica.
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