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Ordinanza

Ordinanza n. 13147/2026 - Roma, Sezione 5B

per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio inadempimento serbato dall’Amministrazione nel procedimento avente ad oggetto l’istanza di riconoscimento del titolo abilitante conseguito in Spagna ai sensi del d. lgs. 9 novembre 2007, n. 206, come modificato dal d. lgs. 28 gennaio 2016, n. 15; e per la condanna della P.A. all’adozione di un provvedimento espresso nel termine stabilito ex art. 117, comma 2, c.p.a. nonché per la nomina di un commissario ad acta incaricato di concludere il procedimento con l’adozione del provvedimento in caso di perdurante inerzia serbata dalla Amministrazione intimata;

Giustizia amministrativa202509767

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento sull’istanza di riconoscimento di un titolo abilitante conseguito in Spagna

Esito

IMPROCEDIBILITA

La controversia

La ricorrente aveva proposto un ricorso avverso il silenzio-inadempimento del Ministero dell'Istruzione e del Merito sull’istanza di riconoscimento, ai sensi del d.lgs. n. 206/2007, come modificato dal d.lgs. n. 15/2016, di un titolo estero ritenuto valido per l’insegnamento di sostegno. Aveva chiesto l’accertamento dell’illegittimità del silenzio, la condanna dell’amministrazione ad adottare un provvedimento espresso ai sensi dell’art. 117, comma 2, c.p.a., nonché la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia. Il giudizio era già stato definito con sentenza favorevole, che aveva ordinato all’amministrazione di provvedere e aveva nominato un commissario ad acta per l’ipotesi di perdurante inerzia. Successivamente, la ricorrente ha depositato un’istanza con cui ha dichiarato di rinunciare al ricorso e alla domanda di riconoscimento del titolo estero, in vista dell’iscrizione a percorsi di formazione INDIRE, la cui iscrizione sarebbe stata subordinata alla rinuncia a ogni domanda di riconoscimento del titolo conseguito all’estero.

La decisione

Il TAR ha ritenuto che l’istanza di rinuncia, essendo stata presentata dopo la pronuncia della sentenza che aveva già definito favorevolmente il giudizio, non integrasse una rinuncia al ricorso tale da richiedere una nuova statuizione giurisdizionale. L’ha invece qualificata come rinuncia agli effetti favorevoli della sentenza, facoltà rimessa alla libera scelta della parte vittoriosa e non subordinata ad alcuna intermediazione giudiziale. Di conseguenza, ha dichiarato il non luogo a provvedere, senza adottare ulteriori statuizioni sulla domanda di riconoscimento, sul provvedimento espresso o sul commissario ad acta.

Norme richiamate

  • d.lgs. 9 novembre 2007, n. 206

    Richiamato quale disciplina del riconoscimento delle qualifiche professionali, applicata all’istanza di riconoscimento del titolo abilitante conseguito in Spagna.

  • d.lgs. 28 gennaio 2016, n. 15

    Richiamato quale decreto modificativo del d.lgs. n. 206/2007.

  • art. 117, comma 2, c.p.a.

    Indicato quale fondamento della richiesta di condanna dell’amministrazione all’adozione di un provvedimento espresso nel giudizio avverso il silenzio.

Massime di principio

  • Quando una parte vittoriosa rinuncia agli effetti favorevoli di una sentenza già pronunciata, tale rinuncia costituisce esercizio di una facoltà rimessa alla sua libera scelta e non richiede un’ulteriore intermediazione o statuizione giudiziale.
  • Se l’istanza di rinuncia è presentata dopo che il giudizio è stato definito con sentenza, essa non determina la necessità di una nuova decisione sul ricorso, dovendo il giudice dichiarare il non luogo a provvedere.

Come è indicizzato

MaterieRiconoscimento dei titoli di studioEstinzione, perenzione e improcedibilitàDecisione e riti speciali
RamiIstruzione e universitàImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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